Giovedì, 06 Luglio 2017 10:56

Cambia il clima, aumentano gli incendi Featured

Scritto da
Rate this item
(0 votes)

Ricercatori dell’Igg-Cnr, in collaborazione con Università di Barcellona, di Lisbona e Università della California a Irvine dimostrano il nesso tra siccità e aumento delle superfici coinvolte dagli incendi boschivi e prevedono per i prossimi anni un incremento, soprattutto nelle zone a Nord dell’Europa mediterranea. I risultati sono pubblicati su Scientific Reports 

Nei prossimi decenni il rischio di incendi boschivi in area Mediterranea potrebbe aumentare a causa di condizioni climatiche più aride. È quanto conclude un articolo pubblicato sulla rivista Scientific Reports, nel quale un team che coinvolge l’Istituto di geoscienze e georisorse del Consiglio nazionale delle ricerche (Igg-Cnr) e le Università di Barcellona, di Lisbona e della California a Irvine ha sviluppato dei modelli matematici in grado di prevedere pericolosità ed estensione degli incendi boschivi. “In base all’analisi dei dati cerchiamo di determinare relazioni empiriche ma strette fra variazioni delle condizioni di siccità e aree bruciate”, spiega Antonello Provenzale, direttore dell’Igg-Cnr. “Sebbene la maggior parte degli incendi sia innescata da attività umane, dolose e non, abbiamo constatato che le condizioni climatiche influenzano la propagazione e quindi l’estensione dell’incendio”.

Le variabili prese in considerazione sono l’area bruciata, Burned area (Ba), e la siccità quantificata tramite Spei (Standardized Precipitation Evapotranspiration Index, http://spei.csic.es/), un indice che misura la differenza fra precipitazione ed evapotraspirazione (perdita d’acqua dal suolo). “Studiando le variazioni annuali di Spei e Ba, analizziamo le anomalie, ovvero quanto, in un certo anno, i valori di Spei e Ba deviano rispetto alla loro media”, prosegue Provenzale. “In generale, i dati mostrano che le anomalie di area bruciata seguono in modo pressoché lineare le anomalie dello Spei, vale a dire, se l’anomalia di Spei nel senso dell’aridità in un certo anno raddoppia rispetto all’anno precedente, anche l’area bruciata tenderà ad essere il doppio di quella dell’anno precedente”.

Prima di questo studio non si era capito se, a lungo termine, a influenzare gli incendi estivi in un determinato anno fossero maggiormente le condizioni di siccità dell’estate dello stesso anno o dei precedenti. “Grazie all’analisi dei dati dello European Forest Fire Information System (Effis) e degli archivi nazionali abbiamo dimostrato per la prima volta che nell’aumento di estensione degli incendi contano in misura maggiore le condizioni secche della stessa estate, mentre l’aridità estiva degli anni precedenti potrebbe addirittura ridurre gli incendi nell’anno in corso, poiché si sarà formato meno 'combustibile' (ossia, meno rami e rametti secchi da bruciare)”, aggiunge Marco Turco dell’Università di Barcellona. “Una questione importante, vista la generale tendenza all’inaridimento estivo nella regione mediterranea. Quindi, poiché le proiezioni indicano un aumento di estati siccitose, nei decenni futuri ci possiamo attendere un significativo aumento dell’area bruciata nell’Europa mediterranea”.

“A maggior rischio sono, paradossalmente, le zone più settentrionali dell’Europa mediterranea, come Italia del Nord, Francia, Catalogna, i cui ecosistemi si sono adattati meno nei secoli passati alla progressiva siccità che l’area sta sperimentando”, conclude il direttore dell’Igg-Cnr. “La maggior frequenza e intensità di condizioni siccitose attese per il prossimo futuro rischia di ridurre l’efficacia delle strategie di prevenzione attuali e richiede lo sviluppo di nuove metodologie di controllo sovra-nazionali. I modelli interpretativi messi a punto nel nostro studio contribuiscono a migliorare la previsione stagionale della pericolosità degli incendi boschivi, nell’ottica di utilizzare la ricerca climatica per lo sviluppo di servizi utili alla società”.

Il lavoro è stato svolto in parte nell’ambito del progetto europeo Ecopotential, dedicato all’uso delle Earth Observations (da satellite e in situ) per determinare lo stato e i cambiamenti negli ecosistemi.

 

Correlati

Leave a comment

Make sure you enter all the required information, indicated by an asterisk (*). HTML code is not allowed.

Cerca nel sito

300X300.jpg

Cultura

Opinioni

L’amaro frutto della Brexit

Nel mondo della finanza e delle grandi istituzioni bancarie cresce il turbinio di accuse incrociate contro chi sarebbe il primo responsabile di un’eventuale nuova crisi globale. Se fossero solo commenti...

Mario Lettieri  e Paolo Raimondi   - avatar Mario Lettieri e Paolo Raimondi

Il quarto livello delle mafie

Dopo il  fallito attentato dell’ Addaura del 21 giugno 1989, Giovanni Falcone affermò testualmente: "Ci troviamo di fronte a menti raffinatissime che tentano di orientare certe azioni della mafia. Esistono...

Vincenzo Musacchio - avatar Vincenzo Musacchio

Testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Velletri n. 1/2011 del 27/01/2011 Direttore responsabile Alessandro Ambrosin Redazione +39 393 5048930 Società editrice ARTNEWS srl, via dei Pastini 114, 00186 Roma P.IVA e C.F. 12082801007 tel 06.83800205 - fax 06.83800208