POLITICA
Bruna Alasia

Bruna Alasia

Giornalista e scrittrice

ROMA - La Fondazione Marilena Ferrari, che prosegue il prestigio di FMR, tempo fa ha creato il sito www.atlantedellarteitaliana.it , unico  nel suo genere e preziosissimo, e per lanciarlo ha promosso la ricerca curata dal Censis “Gli Italiani e la Bellezza”,  che ha condotto a una prima scelta di Miss Arte Italiana.  

ROMA - La comoda e bella casa affittata dalla Motown per i Jackson si trovava a Encino, distretto di Los Angeles situato nella San Fernando Valley. Aveva stanze spaziose, chiare e ben arredate, una cucina con tanti elettrodomestici ed era costruita su più piani.

VENEZIA - Cut,  ambientato nel mondo degli yakuza,  di Amir Naderi,  è il film di apertura della sezione Orizzonti alla 68. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di  Venezia. (31 agosto - 10 settembre 2011). Scritto e diretto dal padre fondatore della Nuovo Cinema iraniano Amir Naderi ( in esilio a New York),  sarà presentato in prima mondiale al Lido giovedì 1 settembre 2011 e concorrerà ai premi riservati ai lungometraggi (Premio Orizzonti e Premio Speciale della Giuria - Orizzonti).

VENEZIA - Cut, ambientato nel mondo degli yakuza, di Amir Naderi, è il film di apertura della sezione Orizzonti alla 68. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di  Venezia. (31 agosto - 10 settembre 2011). Scritto e diretto dal padre fondatore della Nuovo Cinema iraniano Amir Naderi ( in esilio a New York), sarà presentato in prima mondiale al Lido giovedì 1 settembre 2011 e concorrerà ai premi riservati ai lungometraggi (Premio Orizzonti e Premio Speciale della Giuria - Orizzonti).

Martedì, 12 Luglio 2011 15:44

Mostre. Il Lazio ricorda Walter Chiari

ROMA -  A vent'anni dalla sua  scomparsa  si è sentito diffuso il bisogno di ricordare il grande  Walter Chiari,  ovvero Walter Annicchiarico.  Attore, show man di origini pugliesi, per  la precisione di Andria, ma milanese di adozione.  Come ha sottolineato Luca Barbareschi, presente all’inaugurazione a Roma della mostra che lo ricorda: “Non esisteva ancora una memoria che facesse onore al grande scomparso”. Presto in TV  partirà  anche la miniserie "Il nostro amico Walter", fiction diretta da Enzo Monteleone e prodotta da Luca Barbareschi. 

ROMA - Lorenzo Buccella e Vito Robbiani sono due giovani giornalisti e cineasti svizzeri con ottima conoscenza e frequentazione del nostro paese. Il loro interesse sincero, unito al distacco di chi vive oltre confine, ha saputo regalarci uno spaccato storico, autentico, profondo, senza tempo e senza latitudine, del rapporto  psicologico che lega l’universo femminile al “grande capo”, duce, patriarca o presidente, nella nostra epoca incarnato da Silvio Berlusconi.

Sabato, 09 Luglio 2011 10:45

La rivoluzione di Jacko - Racconto quarto

Gli Anni Sessanta in America hanno visto nascere il movimento hippy, quello dei “figli dei fiori”,  composto da adolescenti e giovani di razza bianca con una tradizione di dissenso ereditata dai bohémien e dai beatniks.  Gli hyppies, contrari alle armi nucleari, alla guerra del Vietnam, spesso vegetariani e ambientalisti, abbracciavano aspetti della filosofia orientale e promuovevano la libertà sessuale, dichiaravano di usare droghe psichedeliche con l’intento, discutibile, di espandere le possibilità della coscienza.

Il presidente di Cinemavvenire  spiega il lavoro di questa associazione che sta riscuotendo notevole successo ovunque

ROMA - Tra le mille voci che si susseguono in questo periodo sulla coppia Clooney/Canalis ce n'è una che vuole George aver lasciato Elisabetta perché  non voleva sposarla, oppure – il risultato è lo stesso  – che lei avrebbe lasciato lui per identico motivo. Prima della rottura la coppia avrebbe discusso più volte e  quando Ely ha capito che non sarebbe mai riuscita a farsi impalmare, avrebbe deciso di andarsene e trovare un uomo disposta a portarla all’altare in pompa magna.

Negli anni sessanta l’America si caratterizzava per la recrudescenza delle discriminazioni razziali, negli Stati del sud il senatore George Wallace proponeva leggi penalizzanti gli afroamericani. Alle Olimpiadi di Città del Messico, nel 1968,  gli atleti di colore Tommie Smith e John Carlos, vincitori della gara dei 400 metri, durante la cerimonia di premiazione diedero vita a una delle più clamorose proteste della storia dei Giochi olimpici: sul podio scalzi, ascoltarono l’inno nazionale a capo chino, sollevando un pugno guantato di  nero, simbolo del movimento di liberazione che rifiutava la prassi nonviolenta di Martin Luther King, le “Black Panthers”.

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