REFERENDUM
Venerdì, 03 Giugno 2011 10:28

Referendum. Hanno ucciso il buon senso

ROMA -  Ieri sera la trasmissione Annozero è riuscita a rompere il totale silenzio sull'imminente voto referendario del 12 e 13 giugno, di cui  la televisione di Stato è allergica.

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ROMA - Ci scrive un nostro lettore che sta impegnando le sue forze affinchè il 12 e 13 giugno si raggiunga il quorum su questo referendum di cui pochi parlano.

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ROMA - «Passano i referendum e Berlusconi si dovrà dimettere». È la previsione di Anna Finocchiaro, presidente dei senatori del Pd, secondo cui «acqua, nucleare e soprattutto leggi ad personam investono il cuore, l'anima, l'identità di questo governo, e quindi sarebbe una bocciatura sonora e definitiva, senza appello». Al dibattito sulla fiducia «probabilmente una maggioranza in Parlamento riusciranno ancora a metterla su, per quanto raccogliticcia», dice Finocchiaro in un'intervista al Messaggero.

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Martedì, 31 Maggio 2011 10:13

Referendum I quattro quesiti

Privatizzazione dell’acqua, energia nucleare e legittimo impedimento, sono questi i quesiti sui quali gli italiani dovrebbero esprimersi al referendum del 12 e 13 giugno. Usiamo il condizionale perché, dopo il dietrofront del Governo sul nucleare, non è ancora chiaro se saranno presenti all’appello tutti e quattro i quesiti referendari. Sull’atomo la decisione spetta alla Corte Suprema entro fine maggio.

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Il Pd ha realizzato tre spot sul referendum, uno per argomento: nucleare; acqua; legittimo impedimento. Dopo alcune immagini introduttive, Pier Lugi Bersani, segretario del partito, spiega la posizione del Pd a favore dei Si e invita gli spettatori a seguire tale linea.

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ROMA - Il presidente del Consiglio ha deciso di riprendere la parola. Dopo l'immediato silenzio post ballottaggi, il premier ha parlato con i giornalisti al Quirinale, dove era andato per preparare i festeggiamenti del 2 giugno.


TREMONTI. "Faremo la riforma del fisco". Sembra questa, nelle parole di Berlusconi, la carta per recuperare i voti perduti. Alla domanda: "E se Tremonti non aprisse i cordoni della borsa?", è seguita una risposta pungente: "Li faremo aprire. Non è Tremonti che decide. Lui propone". Il ministro pare dunque avvisato. "Sarebbe facile ridurre le imposte se facessimo ciò che fanno gli altri Paesi sulle pensioni o sull'impiego pubblico - ha continuato Berlusconi - ma noi non siamo intenzionati a farlo anche se faremo la riforma del fisco".

LA MAGGIORANZA. "Ho preso atto della sconfitta - ha spiegato il premier - sono sicuro però che non ho mancato in nulla se non nel comunicare. Sono assolutamente fiducioso, abbiamo una maggioranza per fare le riforme e mi metterò a comunicare tutte le settimane". Quanto al rapporto con la Lega: "Con Bossi tutto bene, ci siamo sentiti a colazione. Noi siamo al governo e faremo le riforme". "Zero problemi - ha ribadito -, ho la maggioranza per fare la riforma del fisco, quella delle istituzioni e anche quella della giustizia che è già impostata. Abbiamo la maggioranza in Parlamento".

CARFAGNA E CAMORRA. Berlusconi ha commentato anche il voto a Napoli: "Sono sereno. Era un risultato che prevedevo". E poi ha aggiunto, con parole pesanti: "Potevamo scegliere la Carfagna. Lei poteva vincere, ma non ho avuto cuore a consegnarla alla camorra". Laura Garavini, capogruppo del Pd nella Commissione Antimafia, ha voluto subito ribattere: "E' una frase che il presidente del Consiglio dovrebbe spiegare approfonditamente. In attesa di chiarimenti, ci sembra che confermi un fatto: l'entourage del Pdl a Napoli ha rapporti preoccupanti".


PRIMARIE NEL PDL. "Io ho già le idee chiare - ha informato il premier-. Bisogna non scontentare nessuno e bisogna che tutti siano uniti. Io mi occuperò anche del partito per una sua presenza territoriale come era nel '94".  Alla domanda "se mai si faranno primarie nel Pdl", Berlusconi ha risposto: "Come fai a sapere chi va a votare? E se la sinistra, che è militarizzata, cerca di far votare il candidato sbagliato? L'unica cosa che ci ha fermato è sapere appunto chi va a votare".


REFERENDUM. Sul referendum di giugno: "Non me sono mai occupato, vedremo ciò che il popolo vuole". "Io - ha specificato - sono convinto che il futuro sia nel nucleare, ma se la popolazione non vuole non vuole, non è facile decidere".

I FIGLI IN POLITICA. Il premier è tornato a parlare dei famosi due minuti a colloquio con Obama: "Io devo spiegare, quando giro il mondo, agli altri leader perché sono coinvolto in 31 processi. E comunque Obama mi ha detto 'non ti faranno cadere, ma sono sicuro che se cadi, cadi in piedi'". A conclusione della chiacchierata con i giornalisti, Berlusconi ha scherzato sull'eventualità di un'entrata in politica dei suoi figli: "Nessun ingresso in politica, altrimenti li diseredo".


DI NUOVO SU TREMONTI E CARFAGNA. Ore dopo la risposte fornite ai giornalisti nei giardini del Quirinale, il presidente del Consiglio è ritornato sui due argomenti che hanno suscitato più reazioni, Tremonti e Carfagna. "Vengo avvertito di tentativi di polemica su una mia risposta del tutto ovvia ad una domanda dei giornalisti. Io confermo piena fiducia nel ministro Tremonti e sono sicuro che continueremo a lavorare bene insieme come abbiamo fatto sino ad adesso". E su Carfagna:  "L'opposizione tenta di strumentalizzare ogni mia parola. C'è chi ha voluto leggere nelle mie frasi sulla mancata candidatura del ministro Mara Carfagna una falsa polemica. Mi riferivo semplicemente al fatto che avevamo deciso di non impegnare un giovane ministro con molto appeal elettorale ma alla prima esperienza amministrativa in una trincea, esposta agli attacchi della camorra come quella napoletana. Null'altro".

 

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La parola torna ai Cittadini. Questa in sintesi la decisione presa dalla Corte di Cassazione che ha confermato lo svolgimento dei quesiti referendari anche per quanto riguarda il nucleare.

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ROMA – Ai pirati berlusconiani non è riuscito l’ultimo assalto, quello che avrebbe comportato un ricco bottino: il fallimento dei referendum indetti dall’Idv e da altre organizzazioni ecologiste, fra i quali c’è quello pericolosissimo, per Berlusconi, del legittimo impedimento. L’avevano studiata in punto di diritto, manomettendo, con un meccanismo che non ha convinto i giudici della Corte di Cassazione, il quesito referendario ma senza optare per una scelta definitiva contro il nucleare. In realtà, con il provvedimento manipolativo approvato dalla maggioranza, si era solamente posticipata l’individuazione dei nuovo siti, collegandola a future e ipotetiche indagini sulla sicurezza da approntare in ambito comunitario. Insomma, una vera e propria rapina ai danni di un diritto costituzionale, sancito dall’articolo 75.

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Mercoledì, 01 Giugno 2011 14:52

Pier Luigi Bersani

"La conferma del quesito nucleare è una notizia eccellente. I trucchi del governo sono stati ancora una volta smascherati"

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Mercoledì, 01 Giugno 2011 14:41

Antonio Di Pietro

"I quesiti referendari riguardano tutti gli elettori, ma so che tenteranno di far credere che non andare a votare sia un modo per avere una rivincita dopo la sconfitta delle amministrative"

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