POLITICA

CARACAS – Era scritto nelle stelle, e da ieri anche nella lettera di richiesta di asilo recapitata nelle sedi governative venezuelane. Il presidente Nicolas Maduro ha reso noto di aver ricevuto la richiesta di asilo da parte di Edward Snowden, la gola profonda del Datagate, il grande scandalo sulle intercettazioni illegali che sta scuotendo l'amministrazione Obama e i rapporti diplomatici tra Usa e mezzo mondo.

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ROMA – Ci sono i i “no” della Spagna, del Brasile, dell'India, della Svizzera, Irlanda, Finlandia Austria e Norvegia e Polonia e Olanda. Ci pensano su Bolivia, Italia, Venezuela e Islanda. C'è suspance sul futuro di Edward Snowden, la talpa del Nsagate che con le sue rivelazione sull'operato delle agenzie di intelligence americana sta mettendo in imbarazzo gli States.

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CARACAS  - È stato localizzato il relitto dell'aereo YW2615 del tipo Islander, su cui viaggiava Vittorio Missoni, scomparso lo scorso 4 gennaio sulla rotta Los Roques-Maiquetia. Lo ha reso noto il capo ufficio stampa del ministero dell'Interno venezuelano, Jorge Galindo, secondo quanto riferisce la stampa venezuelana.

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Mercoledì, 26 Giugno 2013 07:57

Il Venezuela valuta asilo per Snowden

CARACAS - Sul caso Edward Snowden s'inserisce il Venezuela: il presidente Maduro ha dichiarato che se dovesse arrivare una richiesta di asilo politico, il governo sarebbe pronto a "valutarlo", così come ha già fatto l'Ecuador.

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CARACAS – Non si ha pace in Venezuela. Dopo le polemiche sulle elezioni  proseguono le accuse del neo presidente Nicolas Maduro verso i suoi oppositori. Anche quelli stranieri. In auge torna il ruolo dell’ex presidente della Colombia Alvaro Uribe, già accusato dall'ex delfino di Chavez di aver complottato contro di lui per ucciderlo dopo le elezioni.

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CARACAS - "Sapeva come infiltrarsi, come reclutare le fonti, come manipolare le informazioni con dimestichezza. E' tutto ciò che abbiamo potuto accertare”. Queste le argomentazioni del ministro degli interni e della Giustizia Miguel Rodriguez Torres sull'arresto del giornalista americano in Venezuela.

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Martedì, 16 Aprile 2013 15:14

Speciale elezioni Venezuela 2013

Intervista a Geraldina Colotti sulle elezioni del 14 aprile 2013 in Venezuela

 CARACAS - Nicolas Maduro, il delfino di Hugo Chavez, ha vinto di un soffio le elezioni presidenziali in Venezuela col 50,66% dei voti. Il suo oppositore, Henrique Capriles, che si è fermato al 49,07%, non ci sta e chiede il riconteggio delle schede. L'affluenza alle urne è stata del 78,71%. Lo scorso 7 ottobre Hugo Chavez aveva battuto lo stesso Capriles con il 55,07% contro il 44,31% dei voti, con una affluenza record dell'80,56% (+8%). E' un risultato che apre una stagione di grande incertezza e instabilità in Venezuela e che non è stato riconosciuto dal leader dell'opposizione che ha già chiesto il riconteggio dei voti annunciando di essere in possesso di risultati diversi da quelli annunciati dal Consiglio nazionale elettorale. Nel giro di appena sei mesi dal 7 ottobre dell'anno scorso quando Chavez, già segretamente molto malato, venne riconfermato alla presidenza, il suo successore ha perso ben 700mila voti, più o meno tutti quelli guadagnati dal candidato dell'opposizione. "Nicolas Maduro, lo sconfitto oggi è lei", ha detto il candidato oppositore Henrique Capriles al presidente eletto del Venezuela, annunciando che non riconoscerà la sua vittoria alle urne finché "non sarà verificato il 100% dei voti", perché dispone di "un risultato differente da quello annunciato oggi". Capriles ha promesso di consegnare alla stampa l'informazione raccolta dai suoi militanti riguardo a "3.200 incidenze", che motiverebbero la "necessità di un controllo voto per voto".

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 CARACAS - Nicolas Maduro, il delfino di Hugo Chavez, ha vinto di un soffio le elezioni presidenziali in Venezuela col 50,66% dei voti. Il suo oppositore, Henrique Capriles, che si è fermato al 49,07%, non ci sta e chiede il riconteggio delle schede. L'affluenza alle urne è stata del 78,71%. Lo scorso 7 ottobre Hugo Chavez aveva battuto lo stesso Capriles con il 55,07% contro il 44,31% dei voti, con una affluenza record dell'80,56% (+8%). E' un risultato che apre una stagione di grande incertezza e instabilità in Venezuela e che non è stato riconosciuto dal leader dell'opposizione che ha già chiesto il riconteggio dei voti annunciando di essere in possesso di risultati diversi da quelli annunciati dal Consiglio nazionale elettorale. Nel giro di appena sei mesi dal 7 ottobre dell'anno scorso quando Chavez, già segretamente molto malato, venne riconfermato alla presidenza, il suo successore ha perso ben 700mila voti, più o meno tutti quelli guadagnati dal candidato dell'opposizione. "Nicolas Maduro, lo sconfitto oggi è lei", ha detto il candidato oppositore Henrique Capriles al presidente eletto del Venezuela, annunciando che non riconoscerà la sua vittoria alle urne finché "non sarà verificato il 100% dei voti", perché dispone di "un risultato differente da quello annunciato oggi". Capriles ha promesso di consegnare alla stampa l'informazione raccolta dai suoi militanti riguardo a "3.200 incidenze", che motiverebbero la "necessità di un controllo voto per voto".

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Martedì, 12 Marzo 2013 16:50

Bucanero. Venezuela e Paraguay

ROMA - In questa puntata intervista alla documentarista venezuelana Liliane Blaser che ci racconta le lotte sociali e politche nel suo paese e poi Manfredo Pavoni Gay sul Paraguay, protagonista di un golpe tecnico ai danni del presidente eletto Fernando Lugo e che andrà ad elezioni il prossimo aprile.

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