Mercoledì, 07 Marzo 2012 20:09

8 marzo. Poche righe da uomo e figlio di quei se, nonostante sia UOMO

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Mi vergogno, spesso, perchè dietro la fila sostano i penultimi, perchè gli ultimi hanno già lasciato la terra



mi vergogno, spesso, perchè dietro un vestito
strappato con forza c'è una vita violentata per sempre, un  tempo
infinito senza ritorno

mi vergono, spesso, perchè dietro uno sguardo
ci sono mani e segni che non si vedono ma sentono

mi vergogno, spesso,
perchè dentro un trucco c'è una vita al buio che non si immagina

mi
vergogno, spesso, allorquando i profumi di primavera marciscono dietro
inutili grovigli melmosi

mi vergogno, spesso, quando dietro una scelta
c'è l'obbligo di dover fare

mi vergogno, spesso, perchè non posso essere ciò che sono, nè fare ciò che vorrei

mi vergogno, spesso, quando sul tram si diffonde una musica che nessuno ha chiesto

e poi mi vergogno, quando finito di correre per la città non ricordo quanto tempo è trascorso dal tuo ultimo sorriso

mi vergogno, spesso, perchè non sono capace, non più, di vergognarmi, piangere e soffrire

e se mi
vergogno perchè ora che ho finito di scrivere il mio elenco mi rendo conto che la vergogna è un sentimento che non ha più valore, beh allora, smetto di scrivere, pensare, urlare e mi accodo al treno dei senza tempo, nei volti grigi della strada, nelle maschere del circo, in quelle identità disperse nei vicoli bui dei sotterranei, forse là sarà più facile capire che senza vergogna, nessun uomo sarà mai veramente libero di essere dentro la storia; ma forse, in fondo, a vergognarsi sono sempre gli stessi che non si parlano più, perchè hanno finito, o messo da parte, le parole ed ora, al sole, come vittime dei palazzi corrotti e fumanti olezzo, aspettano il tempo di un nuovo tempo senza tempo.....nell'orizzonte dell'inifinito, è là che non si spegnerà mai la fiamma della nostra coscienza....ma qui, nell'orizzonte del finito, tutto è racchiuso in un fazzoletto macchiato di sangue, terra arsa e  pestilenze a cielo aperto.

Ma in fondo, è solo una postilla al nichilismo dell'umanità, perchè la follia, quella è altra cosa ancora, amica mia!

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