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Riforma scuola. Bonus di 500 euro. Lettera di una insegnante a Renzi

Riforma scuola. Bonus di 500 euro. Lettera di una insegnante a Renzi

Pubblichiamo integralmente la lettera di una insegnante sui 500 euro decisi dal governo con la riforma della scuola. Soldi erogati ai fini dell'autoformazione e aggiornamento professionale negli ambiti indicati dalla legge 107/2015, che continuano a sollevare un coro di polemiche

ROMA - Quando ho visto l'accredito dei 500 euro mi sono quasi commossa. Grazie per aver pensato a me come ad una povera derelitta bisognosa di un obolo per potersi comprare un libro o un biglietto per il teatro...

grazie per avermi dato l’opportunità di potermi formare e acculturare tendendomi una mano per sollevarmi da quell'abbrutimento in cui ho vegetato finora, grazie soprattutto per la munifica benevolenza con cui hai perdonato i tuoi ingrati figli che ti hanno attaccato, osteggiato, deriso e solo oggi hanno capito quanto sono stati ingiusti con te e, cospargendosi il capo di cenere, sono tornati umilmente all'ovile ammettendo che poi, in fondo in fondo, questa buona scuola non è poi così male!

Ci stai trattando come scolaretti somari da mandare a ripetizione - credi forse che in questi 20 anni di insegnamento io sia rimasta a crogiolarmi nell'attesa di un benefattore che mi pagasse un corso di aggiornamento o un libro? I libri, i corsi, la cultura in genere sono il mio pane quotidiano, io sono un’insegnante, il mio è un lavoro intellettuale e non ho bisogno della tua paghetta per comprarmi un libro, l'ho fatto prima di te e nonostante quelli prima di te e non sarai certo tu, offrendomi uno o due corsi (non di più visti i costi), a rendermi migliore, non puoi arrivare come un deus ex machina e prenderti il merito dei sacrifici che da anni tutti noi docenti facciamo per difendere la nostra professionalità dai beceri attacchi di una politica ottusa e incompetente!

Non basterà questa meschina manovra elettorale per lavarti la coscienza e per cancellare il male che tu e i tuoi compari avete fatto alla scuola italiana... un mendicante non smette di essere tale quando gli viene offerto un piatto di minestra, io non mi sento gratificata né valorizzata dalla tua carità, io mi sento solo ulteriormente umiliata, derisa, oltraggiata da chi crede di comprarci con trenta denari, da chi ci ha ridotto in questo stato ai limiti dell'indigenza e ora ci tende la stessa mano che prima ci ha frugato nelle tasche!

Io non voglio la tua elemosina, io voglio, anzi pretendo, solo ciò che mi spetta di diritto: gli arretrati di sei anni di contratto bloccato, gli scatti di anzianità negati, i compensi, le indennità, i rimborsi che ci sono stati tolti, la rispettabilità e il decoro sgretolati da un aziendalismo ignobile, la posizione sociale che il nostro lavoro merita. Ti sembra che il totale di tutto questo faccia 500 euro? La cultura non si mangia e un mutuo non si paga con i libri, chiedi a quelli che hai sbattuto a migliaia di chilometri da casa come impiegheranno i tuoi 500 euro...pensi che andare a teatro o al museo possa risolvere i loro problemi di vitto, alloggio, spostamenti e organizzazione familiare?

Perché fra gli impieghi possibili della donazione non ci hai messo anche il casco per proteggerci dai calcinacci, la carta per le fotocopie, la benzina e le gomme della macchina o i pranzi fuori casa? Non ci hai concesso nemmeno la dignitosa opzione di rinvio al mittente… dovrò spenderli come vuoi tu, ma io mi riservo almeno la libertà di prendermi una piccola soddisfazione: non arricchirò le agenzie formative pronte a piombarci addosso come avvoltoi, continuerò a formarmi come ho fatto finora perché me lo impone la mia professionalità e non tu, non comprerò il portatile come alcuni dirigenti scolastici stanno già suggerendo, al fine di usarlo per il registro elettronico (quello devi darmelo tu), non farò collette per comprare una LIM (quella devi darmela tu), né testi o strumenti utili al mio lavoro in classe (quelli devi darmeli tu)... forse un po' di teatro, cinema e musei come simbolico e terapeutico risarcimento dell'usura psico-fisica a cui quotidianamente mi sottopone un lavoro svilito, sottopagato, sottostimato svolto in ambienti insalubri, decadenti e privi di tutto tranne che di squallore.

Autoesaltandoti come sempre hai pubblicato sul tuo profilo Facebook, forse l'unica lettera adulatoria e colma di ingenua gratitudine che hai trovato fra le migliaia che ho letto in giro, come si fa a credere che dietro il tuo nobile gesto ci sia un reale interesse per la scuola e non l'ennesima squallida, sfacciata manovra propagandistica atta a coprire di fumo la triste e prosaica realtà di anni di vuote promesse, tagli indiscriminati e ingiustizie senza ritegno? Grazie Renzi, apprezzo il pensiero, ma crederò ai tuoi proclami solo quando entrerò in una scuola attrezzata e dignitosa, dove ogni alunno potrà avere lo spazio vitale, l’attenzione e le cure che merita, dove ogni disabile avrà un insegnante che lo segue a tempo pieno e tutti gli aiuti e strumenti necessari, dove potrò svolgere serenamente il mio lavoro in un clima cooperativo e stimolante, dove il lavoro di ognuno sarà incentivato e valorizzato e il dirigente sarà al nostro fianco per il bene comune.

Non ci hai ancora comprati! Sai, temo che non te la caverai con i tuoi trenta denari, ciò che dovete ancora rendere alla scuola è molto, molto di più..."

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Testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Velletri n. 1/2011 del 27/01/2011
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