Martedì, 04 Luglio 2017 22:35

A Dubai è in atto una rivoluzione . tecnologica

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Le autorità aeroportuali dell’Emirato di Dubai hanno presentato il primo poliziotto robot. Il debutto è avvenuto al quarto Gulf Information Security Expo and Conference (GISEC), ai piedi di Burj Khalifa: REEM, questo il nome del prototipo presentato, è alto 170 centimetri e pesa 100 kg, ha integrato un rilevatore di emozioni, riconosce i gesti e i movimenti delle mani fino a 1.5 m di distanza.

Secondo quanto ha riferito PAL Robotics, l’azienda con sede a Barcellona che lo ha realizzato grazie alla collaborazione con la polizia di Dubai, sarà possibile controllarlo a distanza oppure lasciare che lavori autonomamente: è dotato infatti di una batteria che consente un’autonomia di circa otto ore. Anche per i robot, quindi, saranno previsti dei “turni di lavoro” come per i colleghi umani (ma basterà sostituire la batteria per renderlo di nuovo operativo al 100%). “Gli Emirati Arabi Uniti e Dubai si preparano a organizzare diversi eventi, compreso l'Expo 2020, che ci obbliga a reclutare e formare un grande numero di poliziotti”, ha detto il direttore generale dei servizi di intelligence della polizia di Dubai, il generale Khalid al-Razzouqi. Ma potrebbe cominciare a girare per le strade di Dubai già da adesso. In una prima fase, verrà usato da cittadini e turisti per chiedere informazioni (parla 6 lingue) e anche per segnalare e pagare le multe. 

REEM non verrà utilizzato per inseguire potenziali criminali o per attività simili, però: pur essendo dotato di un dispositivo per il riconoscimento facciale messo a punto da IBM, si limiterà ad avvertire i colleghi umani della presenza di soggetti sospetti o di problemi. Potrà leggere le targhe delle auto anche a grande distanza e vigilare su oggetti incustoditi in aree altamente popolate. Inoltre potrà registrare testimonianze vocali da parte di persone con le quali potrà interfacciarsi grazie ad un touchscreen, che permetterà loro anche di comunicare con la stazione centrale. Altra applicazione (il termine non è causale dato che pare sia dotato di un sistema operativo non molto diverso da quello in dotazione a molti smartphone di ultima generazione) pare possa essere segnalare incendi grazie all'istallazione di rilevatori di fumo.

“Il nostro obiettivo è di fare in modo che il 25% della polizia di Dubai sia composta da robot entro il 2030", ha dichiarato Khalid al-Razzouqi.  Sarà via via introdotto all’interno delle squadre “umane” per “aiutare a combattere il crimine”. Entro il 2030, secondo il direttore della Police Services Administration Intelligence, sarà possibile avere un'intera stazione di polizia interamente gestita da cyberpoliziotti.

A proposito di automazione, sempre a Dubai, al World Goverment Summit è stato presentato il primo AAV (autonomous aerial vehicle), un drone taxi volante frutto della collaborazione tra la Route and Trasport Authority (RTA) e la ditta cinese Ehang. I primi test dell’Ehang184 sembrano aver dato risultati positivi. “Il veicolo attuale si tratta di una versione che abbiamo già sperimentato, RTA sta compiendo ogni sforzo per avviare l’operazione di lancio al più presto” ha detto Mattar al Tayer, il direttore generale e presidente della RTA. Il velivolo è dotato di un touchscreen nella parte anteriore del sedile del passeggero con la visualizzazione di una mappa di tutte le destinazioni sotto forma di punti. Ha una serie di percorsi predefiniti: il passeggero non deve far altro che selezionarne uno e poi farà tutto il veicolo che si avvierà in automatico, decollerà, imposterà una velocità di crociera predefinita e infine atterrerà nel punto prescelto. 

Il veicolo lungo 3,9 metri, largo 4 e 1,6 alto, pesa circa 250kg vuoto e per ora può portare un solo passeggero alla volta. L’altezza massima di crociera è di 3.000 piedi e il tempo di ricarica della batteria è da uno a due ore. Ancora limitata l’autonomia: il drone taxi è stato progettato per volare per un massimo di 30 minuti ad una velocità massima di crociera di 160km l’ora, con una velocità standard a Dubai di 100km l’ora. La velocità ascendente / discendente è di circa 6 metri al secondo. 

Il tutto in modo completamente automatico, sebbene in una prima fase è previsto che un centro a terra monitori e controlli ogni operazione. La previsione è di trasformare il 25 per cento del totale dei viaggi individuali in viaggi su droni automatici entro il 2030 secondo Al Tayer. Il tutto con un occhio di riguardo per la sicurezza: “Abbiamo affrontato e collaudato i più alti livelli di sicurezza nella progettazione e produzione dell’Ehang184. Il veicolo dispone di otto eliche principali, in caso di guasto nella prima elica, ci sarebbero altre sette eliche pronte a completare il volo e consentire un atterraggio morbido. In caso di eventuali malfunzionamenti in uno di questi sistemi, il sistema in standby sarebbe in grado di controllare e orientare in modo sicuro l’auto drone al punto di atterraggio programmato”, ha detto Al Tayer.

La sicurezza è un punto molto controverso ogni volta che si parla di automi: Steve Wright, professore di aeronautica alla West of England university, si è detto scettico sulle possibilità di successo del drone presentato a Dubai . “Il punto cruciale è riuscire a costruire sistemi resistenti a eventuali guasti, vorrei vedere il drone volare per almeno mille ore prima di vederci una persona dentro”. 

Di diverso parere il Dubai Civil Aviation Authority che ha partecipato alle prove che definiscono i criteri di sicurezza richiesti con il rilascio delle autorizzazioni e l’ispezione del veicolo. “L’auto drone taxi è progettato per funzionare con tutte le condizioni climatiche salvo eccezionali temporali. Il veicolo è dotato di sensori ad alta precisione con una soglia molto bassa di errori e può resistere a vibrazioni e temperature estreme”, ha concluso Al Tayer. 

Ma non basta: per il suo funzionamento un simile mezzo dovrebbe essere controllato a distanza da una sala di controllo attraverso una connessione internet 4G e dovrebbero essere realizzate alcune infrastrutture che al momento però nessuno ha visto. Il rischio reale è che si tratti più di una attrazione per turisti che non di una soluzione ad una reale necessità.

“La corsa di prova del primo drone auto è in attuazione rispetto le volontà di HH  Sheikh Mohammed bin Rashid Al Maktoum, Vice Presidente e Primo Ministro degli Emirati Arabi Uniti e governatore di Dubai, di trasformare Dubai nella città più tecnologica e intelligente del mondo. Un cambiamento radicale. 

Intanto, però, in Europa, l'azienda Airbus Group ha pensato anche lei ad un aereo taxi con il pilota automatico: Vahana, così si chiama il velivolo, dovrebbe essere pronto nel 2020. e per evitare i rischi presentati da Wright, i tecnici dell'Airbus hanno inserito nel velivolo un paracadute balistico per fronteggiare eventuali avarie in volo. E anche Uber sta pensando a un aereo-taxi la cui progettazione sarebbe stata affidata ad un ex ingegnere della Nasa. 

Nel frattempo, però, a Dubai c’è già chi parla di un treno super veloce, Hyperloop One, questo il suo nome, che prevede l'impiego di capsule che si spostano ad elevatissima velocità all'interno di un tubo a bassa pressione. Partendo da Dubai, il nuovo treno iperveloce dovrebbe raggiungere Abu Dhabi in soli 12 minuti, in 48 minuti Riyadh e in 23 minuti Doha. Il tutto viaggiando a circa 800 Km/h!

In Sicilia, nel frattempo, si sta ancora decidendo cosa fare per ricostruire le autostrade crollate e per riparare le strade interrotte e sconnesse e quali interventi realizzare per la ferrovia sulla quale, per quasi metà, viaggiano solo i treni a gasolio dato che non è nemmeno elettrificata 

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