ITALIA

Da Renato Nicolini a Gianni Borgna, lei è stata preceduta da assessori importanti, che hanno segnato la storia della cultura romana proponendo grandi idee per sviluppare la cultura a Roma. Che ricordi ha di quegli anni? E qual è la sua idea della città?

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“Dietro la sicurezza nazionale, l’economia e il commercio americano, c’è la Cia

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La disparità di genere va affrontata sotto tre aspetti: quello legislativo, quello culturale e quello lavorativo

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ROMA - Un sorriso dolce e uno sguardo malinconico. È così Claudia Balboni, attrice e doppiatrice, leggiadra come Titania, la regina delle fate che interpreta in “Sogno di una notte di mezza estate” al Silvano Toti, Globe Theatre di Roma. Protagonista per l’ottavo anno consecutivo: il primo senza il regista Riccardo Cavallo, suo compagno di vita. Insieme fin dal liceo, uniti dalla passione per il teatro: l’uno dietro le quinte, l’altra sulla scena. 

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ROMA - Simone Perotti è uno scrittore italiano. Laureato in Lettere Moderne, dopo aver conseguito un master in Comunicazione è divenuto manager in aziende italiane e multinazionali,   continuando a scrivere racconti e articoli per riviste underground e a navigare come skipper e istruttore di vela.

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ROMASusanna Parigi è una cantautrice e compositrice,  che ha collaborato con nomi importanti della musica italiana come Fiorella Mannoia, Claudio Baglioni, Riccardo Cocciante. Da qualche mese  è uscito il suo album  Apnea e, in rotazione,  a fare da apripista il singolo “Filtro elettronico”, brano che indaga i rapporti tra musica e uso della tecnologia. L'ha intervistata per Dazebaonews.it Valentina Marchetti.

D. Quando hai deciso che la musica sarebbe stata la tua strada?

S.P. Penso sia stata la musica a decidere per me. Avevo circa quattro anni e chiesi, molto decisa, ai miei genitori di prendere lezioni di canto. Poi a nove anni sono entrata in conservatorio e mi sono diplomata a 19 in pianoforte. Nel frattempo avevo già iniziato a scrivere. La musica mi si è attaccata addosso da sempre e non ricordo un periodo della mia vita in cui non ci fosse. Dopo il diploma ho fatto due tour importanti con Cocciante e Baglioni e poi ho iniziato con i miei dischi. Avendo avuto questo istinto così piccola, mi viene da pensare più a una vocazione che a una scelta consapevole.

D. Quali sono state le tue influenze?

S.P. Sicuramente la musica d’autore francese, la musica classica che respiro da sempre e un buon numero di cantautrici non italiane perché in Italia le donne hanno iniziato a scrivere da non molto...non so...Tori Amos, Regina Spektor, Kate Bush. Per quanto riguarda la voce Betty Carter, Noa… ma il mio genere non è molto ben collocabile, infatti è stata per la prima volta usata la definizione “Pop letterario”proprio perché dal punto di vista dei testi potrebbe essere definito musica d’autore, ma per certe scelte armoniche e melodiche e anche vocali, si avvicina in certi momenti al pop. Ma le definizioni stanno strette a tutti, credo.

D. Come nasce "Filtro elettronico"?

SP. Di solito i miei album sono a tema. Sin da “In differenze”. Con “L’insulto delle parole”già trattavo il tema della manipolazione del vocabolario, del maltrattamento subito dalla parola, dell’ingiuria continua, del non poter più credere alle parole. Ma oggi, mi sembra, ci sia qualcosa di più. Io la chiamo “parolessia”, un termine che non esiste, ma mi sembra poter indicare una certa malattia della parola, un uso esagerato. Ecco da cosa nasce “Fitro elettronico”. Io uso molto la tecnologia, ma è l’abuso che rende ridicole le situazioni. Per esempio il cellulare porta per ovvi motivi a parlare e parlare e parlare, a dire tante parole superflue. In realtà tu non hai nessuno vicino. Quando hai accanto una persona puoi fare tante cose in silenzio, passeggiare, ascoltare musica, abbracciarsi. Mi è capitato di vedere in metropolitana mamme concentrate molto di più sul loro dispositivo elettronico che sul figlio.

D. Parlami del tuo rapporto nella composizione, tra registrazione, elettronica, tecnologia. 

S.P. Come ti ho detto faccio molto uso della tecnologia per lavorare, ma nella composizione delle canzoni proprio no. Credo fermamente che un’idea melodica debba nascere libera e svincolata. Tutto quello che nasce sopra qualcosa di già composto, non può essere libero. Porto un esempio. Oggi molti ragazzi prendono delle basi già esistenti, o loop ritmici, e sopra costruiscono una canzone. Per carità è un modo. Meglio quello che niente. Però è chiaramente un ripiego per tutti quelli che non hanno sufficiente preparazione musicale da essere indipendenti. Preparazione musicale che sarebbe d’obbligo in un paese civile, ma nel nostro è a livello del terzo mondo. Sto parlando della scuola dell’obbligo. Scritte le canzoni, la fase successiva dipende tutta dal vestito sonoro che immagino nel complesso per quel progetto. Nei miei precedenti due Cd, immaginavo un mondo intimo e allora la realizzazione è stata pianoforte e quartetto d’archi. In questo caso la tecnologia viene usata solo per registrare, ma il pianoforte e gli archi sono veri e tutto è suonato. Questo ultimo album “Apnea”, invece è molto più arrangiato. Alessandro Boriani a cui devo gli arrangiamenti, ha fatto uso di elettronica mista a strumenti bandistici e al mio inseparabile pianoforte ottenendo delle sonorità piuttosto inusuali, credo.

D. In quali progetti sarai prossimamente impegnata?

S.P. Stiamo preparando il nuovo concerto-teatrale “Apnea”che partirà credo in autunno. Un misto tra musica, installazioni e teatro... non è facile per me descriverlo. Poi andremo avanti con lo spettacolo “Il saltimbanco e la luna”su Jannacci, ormai sulle scene da due anni e mezzo e sto scrivendo un libro sulla musica come stile di vita, quasi una terapia, che uscirà più o meno a marzo.

D. Come trovi la scena musicale se dovessi paragonarti  ai colleghi del tuo genere ?

SP. Trovo che ci siano diverse cose interessanti in giro, ma tutto quello che è innovativo non passa dai
consueti mezzi di comunicazione. Questo è abbastanza ovvio e anche naturale. Vale per tutti i tipi di merce in circolazione. Se vuoi qualcosa di diverso dal massificato, devi andartelo a cercare con molta pazienza. Questo tipo di sistema ha l’effetto positivo che tutti oggi, almeno nel mondo occidentale hanno da mangiare e da vestire, anche se spesso stracci o cibo non del tutto sano. Però si vestono e mangiano. L’effetto negativo è che ( e questo è rimasto esattamente come in passato), la roba buona costa e non è alla portata di tutti. 

Susanna Parigi – L’attenzione

 

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ROMA - Dopo lo scampato rischio che la storica testata fondata da Antonio Gramsci potesse finire in mano a investitori dichiaratamente di destra si apre qualche spiraglio per il futuro dell'Unità. Ne abbiamo parlato con Luca Landò, direttore responsabile dall'ottobre del 2013, al quale abbiamo chiesto di farci un excursus sulla situazione attuale.

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ROMA - Simone Perotti si descrive con semplicità così: “Sono uno scrittore e un marinaio. Vivo in Val di Vara, entroterra ligure, quando non sono in mare. Trasferisco imbarcazioni, sono uno skipper e un istruttore di vela. Trascorro circa quattro mesi l’anno a bordo.

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ROMA – Lo scultore italiano che si aggiudica il Praemium Imperiale 2014 è Giuseppe Penone, il maestro dell’arte povera classe 1947. Il premio, che da 26 anni la Japan Art Association assegna a cinque artisti per scultura, pittura, architettura, musica e teatro/cinema, e che oltre alla consegna di una medaglia, attribuisce a ciascuno di loro anche 15 milioni di yen, circa 108 mila euro.

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ROMA (nostro inviato) - Nel pomeriggio Roma ha accolto lo sceneggiatore James Moran con un cielo surreale, rosa e indaco, degna cornice per colui che ha traghettato nel ventunesimo secolo la celebre serie televisiva “Doctor Who”. Colpi messi a segno dal  FantaFestival la presenza di  un grande attore, Franco Nero, protagonista di “Nymph”, e la partecipazione di un grande Moran con il suo umorismo inglese.

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