ITALIA

BRESCIA - Nell'aula al piano terra del tribunale di Brescia si ripercorrono le fasi del delitto della 13enne Yara Gambirasio - scomparsa il 26 novembre 2010 da Brembate - e di un processo che, al termine di un'indagine senza pari, ha portato all'arresto e alla condanna all'ergastolo in primo grado per Massimo Bossetti.

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Il Dna non mente. L’omicida attuò un piano sadico e crudele dopo le advance respinte

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Venerdì, 01 Luglio 2016 21:36

Caso Yara. Bossetti condannato all'ergastolo

BERGAMO - Massimo Bossetti, l''uomo accusato dell''omicidio di Yara Gambirasio, è stato condannato all''ergastolo dai giudici della Corte d''assise di Bergamo.

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BERGAMO - "Sarò un ingenuo, uno stupido, ma non  sono un assassino". E' una delle frasi pronunciate in aula da Massimo  Bossetti accusato del delitto di Yara Gambirasio.


Nelle sue  dichiarazioni spontanee, l'imputato si rivolge alla corte d'assise di Bergamo: "se mi condannerete questo sarà il più grave errore  giudiziario di questo secolo".  "Non vedevo il momento di poter parlare - ha detto Bossetti rivolto ai giudici - non vedevo l'ora di potervi guardare negli occhi per spiegarvi che persona sono, che non è quella che è stata descritta da tanti in quest'aula". Bossetti, che indossa una polo azzurra e jeans e parla dal banco, accanto ai suoi avvocati, con voce rotta dall'emozione e leggendo un testo ha quindi ribadito: "non sono un assassino". In aula ci sono sua moglie, Marita Comi, e sua sorella gemella Laura Letizia. 

"Sono più che certo che si è  verificato un errore" sulla prova regina del Dna "fatemi ripetere  l'esame”, aggiunge Bossetti. E poi: "Sono estremamente sicuro che quel Dna non è mio. Vi supplico, vi imploro - dice rivolto ai giudici della corte d'assise - di fare questa verifica. Datemi questa possibilità perché il risultato vi darebbe sicuramente la verità su di me". Per Bossetti "è impossibile" che la traccia biologica trovata sugli indumenti della vittima sia sua perché "non solo non ho ucciso Yara, nemmeno l'ho mai conosciuta,  neppure un contatto ho avuto".

Nel frattempo i giudici della corte d'assise di Bergamo si sono  riuniti in camera di consiglio per emettere il verdetto. La sentenza è attesa dopo le ore 20. Tre le ipotesi per l'imputato: ergastolo con isolamento diurno per sei mesi come chiesto dal pm Letizia Ruggeri,  una condanna ''ammorbidita'' da possibili attenuanti per il muratore  incensurato o la libertà immediata dopo due anni in carcere. 

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BERGAMO - "Sarei felice di incontrare i genitori della piccola Yara, di guadarli negli occhi perché conoscendomi saprebbero che l'assassino è ancora in libertà, poiché anche loro sono vittime di chi non ha saputo trovare il colpevole".

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BERGAMO - "Il dna è una prova stoica, inossidabile, inconfutabile, è un macigno: è la firma di Massimo Bossetti al delitto di Yara".

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Venerdì, 13 Maggio 2016 14:17

Omicidio Yara. Fu uccisa con crudeltà

La Pm: aggravanti di sevizie e crudeltà sulla giovane di Brambate

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BERGAMO - Massimo Bossetti, imputato per l'omicidio di Yara Gambirasio, rispondendo alla sola domanda posta dai giudici della corte d'assise di Bergamo, ha ribadito che il furgone ripreso dalle telecamere di sicurezza di aziende nei pressi della palestra da cui scomparve la tredicenne non sarebbe il suo.

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BERGAMO - "Quel dna non mi appartiene". Per la prima volta, Massimo Bossetti, imputato per l'omicidio di Yara Gambirasio ha messo in dubbio, nel corso del suo interrogatorio, che il dna trovato sul corpo della ragazza uccisa sia suo.

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BERGAMO - Al processo a carico di Massimo Bossetti, stamattina si è saputo che nell'estate 2014 la famiglia Bossetti, per vederci chiaro, aveva commissionato privatamente un'indagine all'Università di Torino perché verificasse la paternità di Giovanni Bossetti verso l'imputato e si è avuta la conferma che Massimo Bossetti non è figlio naturale di quello che era considerato suo padre.

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