Sabato, 10 Agosto 2013 12:34

Scontri a Belfast, 26 feriti durante corteo di protesta

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Alcuni feriti durante gli scontri tra loyalisti e poliziotti Alcuni feriti durante gli scontri tra loyalisti e poliziotti

BELFAST – Ventisei poliziotti feriti, numerose automobili incendiate e negozi parzialmente distrutti. E' il bilancio degli scontri che hanno scosso Belfast, in Irlanda del Nord, nella giornata di ieri. Il tutto è avvenuto durante la parata di commemorazione dell'introduzione dell'Internement Law: la legge emanata nel 1971 che in un periodo di maggior violenza politica permetteva di trattenere a tempo determinato i sospettati di legami col terrorismo.

Protagonisti i loyalist e i repubblicani, i primi animati dal fervore di annessione all'Inghilterra, i secondi più vicini all'Irlanda. Una divisione che si riflette anche nelle rispettive fedi religiose: cattolica e protestante.

Secondo quanto riporta la polizia la scintilla sarebbe scoppiata all'ingresso della parata nella zona della Royal Avenue, una delle zone commerciali nel centro della capoluogo nord irlandese. Ma gli scontri si sarebbero protratti prima al nord e poi ad ovest. Mattoni, materiale esplosivo e bottiglie provenienti dalle forze loyaliste sarebbero state lanciate contro i 100 agenti a seguito della parata repubblicana.

Cannoni d'acqua e cariche con bastoni di gomma la risposta delle forze dell'ordine, accusata da alcune frange dei manifestanti di aver avuto “la mano pesante”. Ma la polizia ha rimarcato il concetto della legittimità del loro operato, attivato in risposta ad azioni con “l'intento di creare disordine”.

I disordini durante quella che è stata la parata autorizzata e perfettamente in regola con i permessi concessi dalla “Parade Commission” rappresenta un “deciso passo indietro rispetto ai successi ottenuti durante il G8” è stato il commento della conservatrice Theresa Villers, la segretaria di stato del Nord Irlanda. Danni che potrebbero riflettersi anche sul turismo: questo tipo di eventi, infatti, potenzialmente hanno la “possibilità di minare l'economia locale e la reputazione di Belfast come destinazione turistica” ha tuonato la Villers. Soprattutto perché, di fatto, i disordini di ieri rappresentano una rottura di un relativo periodo di quiete tra le due fazioni. Almeno dal punto di vista “armato”.

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