Martedì, 26 Ottobre 2010 21:33

Nucleare iraniano: avviato impianto a Bushehr, il primo del Paese

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TEHERAN - Stamani in Iran tecnici iraniani e russi hanno iniziato le operazioni di caricamento del combustibile nucleare nel reattore di Bushehr, una centrale nucleare da mille Megawatt.

Si tratta di 163 barre uranio arricchito al 20 per cento che erano depositate presso l'impianto già dal 21 agosto scorso. L'uranio arricchito è stato fornito da Mosca ed è stato prodotto dall'impianto chimico di Nosibirsk. Tra i due Paesi vige un accordo che prevede la restituzione delle barre di uranio una volta esaurite. Questa operazione di fatto rende ufficialmente la centrale di Bushehr una installazione nucleare. Si tratta del primo impianto nucleare iraniano. Un avvenimento considerato storico per il Paese, ed una vittoria nei confronti di quei Paesi occidentali, USA in testa, che hanno recentemente inasprito le sanzioni economiche contro l'Iran a causa del suo discusso programma nucleare. Stamani il direttore dell'Organizzazione per l'Energia Atomica dell'Iran, Oeai,  Ali Akbar Salehi ha spiegato che l’operazione dovrebbe essere completata tra il 6 e il 7 novembre e che la produzione di energia elettrica, derivante da reazione fissile, dovrebbe iniziare tra gennaio e febbraio 2011. La costruzione della centrale è iniziata nel 1995 con l'aiuto russo su un precedente impianto iniziato e mai terminato commissionato dallo Scià di Persia alle società tedesche Siemens e Aeg-Telefunken negli anni’70 anni.

 

I lavori si sono conclusi, con non poche vicissitudini, e il nastro inaugurale della centrale di Busherh è stato possibile tagliarlo lo scorso agosto grazie all'agenzia nucleare russa Rosatom. Teheran ancora una volta ha ribadito che l'impianto sarà unicamente utilizzato per l'approvvigionamento energetico del Paese. Una spiegazione che non convince la comunità internazionale, ONU in testa, la quale teme che dietro vi si celi il tentativo dell’Iran di dotarsi della bomba atomica anche perché esso è uno dei Paesi più ricchi di petrolio, la fonte energetica più in uso al mondo. L'Iran dunque va avanti con il suo programma nucleare. Un programma che prevede anche l’arricchimento dell’uranio necessario ad alimentare le sue centrali nucleari. Un aspetto quest’ultimo, contestatissimo dalla comunità internazionale e fatto oggetto anche di sanzioni internazionali, almeno quattro risoluzioni ONU, approvate dal Consiglio di Sicurezza del Palazzo di Vetro.

 

Per il Dipartimento di Stato americano l'entrata in funzione della centrale nucleare iraniana di Bushehr non rappresenta alcun rischio di proliferazione. Una considerazione derivante dal fatto che il  funzionamento della centrale è monitorato dall'Agenzia internazionale per l'Energia Atomica, Aiea, e dalla Russia. Questo rende l’impianto, al contrario degli altri impianti nucleari iraniani, ‘immune’ da queste sanzioni. Il principale impianto sottoposto a sanzioni internazionali è quello di Natanz, costruito per la maggior parte sotto terra e protetto da batterie di missili antiaerei, esso è in funzione dal 2006. Per lo stesso motivo l'avvio della centrale nucleare iraniana di Bushehr non allarma nemmeno Israele che si mostra tranquilla anche perchè ritiene che il vero rischio dei progetti atomici iraniani si annida altrove. Per risolvere la questione nucleare iraniana sul tavolo dei negoziati ci sono al momento due proposte. Secondo la bozza d'accordo formulata dall'Agenzia internazionale per l'energia atomica, nell’ottobre 2009, l'Iran dovrebbe accettare di arricchire all'estero, in Russia e in Francia, il proprio uranio e reimportarlo sotto forma di combustibile nucleare. Dal canto suo, Teheran ha aperto a quest'ipotesti a patto che lo scambio uranio-carburante avvenga in più fasi e in territorio iraniano, precisamente sull'isola di Kish. In merito a questi colloqui sul nucleare proprio oggi il portavoce del ministero degli esteri iraniano, Ramin Mehmanparst ha spiegato che l'Iran non ha ancora deciso se parteciperà o meno ai colloqui sul nucleare con il gruppo di contatto '5+1' composto da USA, Francia, Cina, Gran Bretagna, Russia più la Germania.

 

Un incontro che dovrebbe tenersi a Vienna alla metà del prossimo mese di novembre. Una sorta di risposta all’appello lanciato lo scorso 15 ottobre dall'Alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza comune europea, Catherine Ashton. Il capo della diplomazia Ue aveva proposto a Teheran di riprendere il dialogo sul nucleare proprio a Vienna a novembre. E’ da un anno che Iran e gruppo '5+1' hanno interrotto i colloqui ufficiali sul controverso programma nucleare iraniano. Sempre oggi il capo del programma nucleare iraniano, Salehi ha dichiarato che non ci sarà colloquio se il ‘5+1’ non risponde per iscritto a proposta di scambio di combustibile nucleare. Il riferimento era all’accordo firmato lo scorso mese di maggio tra Iran, Turchia e Brasile. La Repubblica Islamica ha accettato di trasferire 1.200 chilogrammi di uranio non arricchito sul suolo turco per ricevere in cambio 1200 chilogrammi di uranio arricchito al 20 per cento destinato al reattore di Teheran per la ricerca medica.
Ferdinando Pelliccia

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