Domenica, 20 Aprile 2014 19:03

Ucraina. Salta la tregua, sale la tensione

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ROMA - La fragile tregua di Pasqua nelle regioni orientali e russofone ucraine sembrà gia saltata con la notizia di una sparatoria ad un posto di blocco di Slaviansk controllato dai filo-russ,i che lamentano 3 morti. Le vittime sono le prime da quando a Ginevra il 17 aprile è stato firmato un accordo per far deporre le armi alle milizie. 

Da Mosca è giunto immediatamente il commento «oltraggiato» del governo russo per lo scontro a fuoco che rappresenta, sottolinea il ministero degli Esteri, «una provocazione», che non solo viola la tregua pasquale unilaterale dichiarata da Kiev ma non rispetta i termini dell'accordo internazionale di Ginevra. Termini minacciosi che ricordano quelli che precedettero l'invasione della Crimea.

 

A Mosca intanto è giunta l'attesa richiesta di intervento in Ucraina a protezione delle minoranza russofona. Il leader della milizia separatista filo-russa di Slaviansk nella regione orientale ucraina di Donetsk , Vyacheslav Ponomarev, ha rivolto un appello a Vladimir Putin affinchè invii le truppe schierate in Russia al confine con l'Ucraina come peacekeeper per proteggere la minoranza russofona. L'appello, secondo l'agenzia Ria Novosti, giunge a poche ore dall'attacco ad un posto di blocco che ha visto, secondo i filo-russi, l'uccisione di tre loro membri da parte di nazionalisti ucraini della formazione di estrema destra 'Praviy Sektor'. 

Onomarev ha spiegato alla Ria Novosti che «la città è oggi sotto assedio dai miliziani di Kiev di 'Praviy Sektor' (riferimento all'agguato ad un posto di blocco in cui sarebbero stati uccisi 3 filo-russi nella notte). Solo la Russia può proteggerci per questo ho deciso di appellarmi al presidente russo Vladimir Putin chiedendogli di schierare forze di peacekeeper nel territorio delle regioni di Donetsk e Lugansk». Il Consiglio della Federazione (il Senato russo) lo scorso marzo aveva già concesso a Putin il diritto di intervenire in difesa delle comunità russofone in Crimea e in tutto l'Ucraina. Putin, nei giorni scorsi, aveva espresso retoricamente l'augurio di «non essere costretto a farlo».  Tutte le speranze erano formalmente riposte nell'accordo di Ginevra siglato il 17 aprile da Russia, Usa, Ue e Kiev ma formalmente le violenze di stanotte hanno fatto saltare l'intesa. Anche se Praviy Sektor ha smentito di essere coinvolto e ha accusato Mosca di cercare solo un pretesto per attaccare l'Ucraina.

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