Venerdì, 05 Giugno 2015 09:37

Armenia diretta interessata al conflitto in Siria

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ROMA - L'Armenia continua a mostrare il proprio interesse verso la Siria e la volontà di migliorare i rapporti con il Governo di Damasco con l'intento di porre fine al conflitto in essere attraverso la mediazione diplomatica e di supportare la comunità armena presente all'interno del paese mediorientale.

Nella giornata di giovedì 4 giugno 2015 il Presidente della Siria Bashar al-Assad ha ricevuto la delegazione del Gruppo di Amicizia Armeno-Siriano dell'Assemblea Nazionale della Repubblica di Armenia guidato dal presidente dell'Associazione Tachat Vardapetyan. Durante l'incontro Bashar al-Assad ha dichiarato che il popolo siriano e quello armeno hanno affrontato le stesse sfide e pericoli durante la loro esistenza disegnando dei collegamenti esistenti tra le due parti; il presidente ha inoltre identificato gli Ottomani i quali hanno effettuato dei massacri contro il popolo armeno cento anni fa come quelli rappresentati attualmente dalla Turchia di Recep Tayyip Erdogan e dal suo Governo che utilizza le stesse tattiche, tra cui il terrorismo, contro il popolo siriano. Una accusa diretta quindi alla Turchia, paese al centro dell'interesse internazionale negli ultimi tempi anche per il suo continuo mancato riconoscimento del Genocidio Armeno espresso  durante l'anniversario del centenario celebrato dalla comunità armena in patria e nel mondo il 24 aprile 2015.

Assad ha voluto porre un'ulteriore attenzione sulla minaccia terroristica islamica nell'intero Medio Oriente affermando che i terroristi non vengono fermati dalle frontiere degli stati, motivo per il quale i parlamenti di tutti i paesi dovrebbero premere la comunità internazionale per far adottare una politica efficace contro il terrorismo ed il pensiero di oscurantismo non solo per il bene della Siria ma per tutti i popoli che vivono all'interno della regione.

Vardapetyan ha risposto a quanto affermato da Bashar al-Assad dichiarando che il popolo armeno è accanto a quello siriano ed ha espresso la confidenza che la Siria riuscirà a vincere questa guerra contro il terrorismo.

L'incontro è stata l'occasione per poter discutere progetti di cooperazione congiunti e attivare accordi tra i due stati a livello economico; presente il Primo Ministro della Siria Wael al-Halaqi che ha sfruttato il meeting per invitare le compagnie e gli uomini d'affari dell'Armenia ad avviare progetti in Siria e prendere parte al processo di ricostruzione post crisi.

L'interesse armeno nei confronti della Siria era già stato espresso il giorno precedente tale incontro, mercoledì 3 giugno 2015, dal Ministro degli Esteri dell'Armenia Edward Nalbandian il quale ha dichiarato che il Governo di Erevan segue con interesse gli sviluppi della situazione in Siria e si adopererà per cercare di trovare una soluzione al conflitto e di fornire la sicurezza necessaria agli Armeni che attualmente vivono ancora nel paese mediorientale. Tali affermazioni sono state fatte durante la conferenza stampa organizzata per la visita del Presidente in carica dell'OSCE e Ministro degli Esteri della Serbia Ivica  Dačić e seguono il recente viaggio del Ministro degli Esteri armeno in Siria; secondo Nalbadian la possibilità di risolvere la crisi nel paese è rappresentata in primis dal raggiungimento dell'accordo del cessate il fuoco e poi dall'avvio dei dialoghi tra le forze politiche in campo.

Attualmente ci sono migliaia di Armeni siriani che vivono all'interno dello Stato armeno e la leadership del paese si sta adoperando per poter supportarli ed aiutarli ad integrarsi, processo non sempre semplice e attuabile. Gli Armeni siriani sono gli eredi di coloro che sono fuggiti dal massacro perpetrato cento anni fa dall'allora Impero Ottomano. Prima del 2011 vivevano in Siria 80 mila armeni di cui soltanto 60 mila nella città di Aleppo; attualmente, secondo i dati forniti dal Ministero degli Affari della Diaspora dell'Armenia, il numero degli armeni siriani all'interno dello Stato caucasico è cresciuto fino a raggiungere quota 12 mila persone.

Giuliano Bifolchi

Geopoltical & Country Risk Analyst

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