Giovedì, 24 Settembre 2015 17:32

Papa Francesco al Congresso. La politica non sia sottomessa alla finanza

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WASHINGTON - Papa Francesco, accolto da una standing ovation,  ha cominciato il suo discorso al Congresso Usa, in un’aula gremita e con enormi schermi che proiettavano le immagini anche all’esterno.  Al suo arrivo, Bergoglio, primo Pontefice a parlare al Congresso degli Stati Uniti, è stato ricevuto dallo Speaker della Camera dei Rappresentanti, John Boehner, con il quale si è intrattenuto per un colloquio privato. Quindi, è stato introdotto da Boehner e dal Presidente del Senato, Joe Biden, Vice-Presidente degli Stati Uniti nella sala del Congresso riunito in Sessione congiunta.

Il pontefice ha affrontato numerosi temi in questo evento unico nella storia. Ha infatti parlato di cambiamenti climatici e di degrado ambientale, di immigrazione, di attenzione nel rifuggire il fondamentalismo, di pena di morte, di riforma sanitaria e di contraccezione. 

"Cari amici, sono grato di aver ricevuto l'invito a parlare nella terra dei liberi e casa dei valorosi”, ha esordito il Papa. "Ogni vita è sacra, ogni persona ha inalienabile dignità". "Nessuna religione è immune da forme di inganno individuale o estremismo ideologico. Questo significa - dice il pontefice - che dobbiamo essere particolarmente attenti ad ogni forma di fondamentalismo, tanto religioso come di ogni altro genere".  

Per Bergoglio "Siamo tutti pienamente consapevoli, ed anche profondamente preoccupati, per la inquietante odierna situazione sociale e politica del mondo. Il nostro mondo è sempre più un luogo di violenti conflitti, odi e brutali atrocità, commesse perfino in nome di Dio e della religione". "Sappiamo che nessuna religione è immune da forme di inganno individuale o estremismo ideologico", prosegue. Secondo Francesco, "è necessario un delicato equilibrio per combattere la violenza perpetrata nel nome di una religione, di un'ideologia o di un sistema economico, mentre si salvaguarda allo stesso tempo la libertà religiosa, la libertà intellettuale e le libertà individuali". 

Il pontefice ha poi affrontato un tema politico piuttosto scottante e lo ha fatto proprio in uno dei santuari del potere politico. Papa Francesco si è infatti soffermato sull’importanza di una politica che non sia sottomessa all’economia e alla finanza, ma che promuova il bene comune e il rispetto della persona umana e della sua dignità. A tal proposito ha citato un passo della Dichiarazione di Indipendenza del 4 luglio 1776, nella quale si afferma che "che tutti gli uomini sono creati uguali, che sono dotati dal loro Creatore di alcuni diritti inalienabili, che tra questi ci sono la vita, la libertà e il perseguimento della felicità"."Se la politica dev'essere veramente  al servizio della persona umana, - ha quindi commentato rivolgendosi a parlamentari e senatori - ne consegue che non può essere sottomessa al servizio dell'economia e della finanza. Politica è, invece, espressione del nostro insopprimibile bisogno di vivere insieme in unità, per poter costruire uniti il più grande bene comune: quello di una comunità che sacrifichi gli interessi particolari per poter condividere, nella giustizia e nella pace, i suoi benefici, i suoi interessi, la sua vita sociale. Non sottovaluto le difficoltà che questo comporta, ma vi incoraggio - ha poi detto il Papa - in questo sforzo". Secondo Bergoglio, "una società politica dura nel tempo quando si sforza, come vocazione, di soddisfare i bisogni comuni stimolando la crescita di tutti i suoi membri, specialmente quelli in situazione di maggiore vulnerabilità o rischio". "L'attività legislativa - ha ricordato ai parlamentari americani - è sempre basata sulla cura delle persone. A questo siete stati invitati, chiamati e convocati da coloro che vi hanno eletto".  

Il papa si è anche soffermato  sul tema dell’immigranti ricordando Martin Luther King e la marcia che guidò da Selma a Montgomery cinquant'anni fa "come parte della campagna per conseguire il suo 'sogno' di pieni diritti civili e politici per gli Afro-Americani". "Quel sogno continua ad ispirarci - ha proseguito -. Mi rallegro che l'America continui ad essere, per molti, una terra di 'sogni'. Sogni che conducono all'azione, alla partecipazione, all'impegno. Sogni che risvegliano ciò che di più profondo e di più vero si trova nella vita delle persone. Negli ultimi secoli, milioni di persone sono giunte in questa terra per rincorrere il proprio sogno di costruire un futuro in libertà". "Noi, gente di questo continente - ha quindi affermato -, non abbiamo paura degli stranieri, perché molti di noi una volta eravamo stranieri. Vi dico questo come figlio di immigrati, sapendo che anche tanti di voi sono discendenti di immigrati". "Tragicamente, i diritti di quelli che erano qui molto prima di noi non sono stati sempre rispettati", ha ancora ricordato Bergoglio."Il nostro mondo sta fronteggiando una crisi di rifugiati di proporzioni tali che non si vedevano dai tempi della Seconda Guerra Mondiale", ha detto il Papa al Congresso Usa. "Non dobbiamo lasciarci spaventare dal loro numero - ha aggiunto -, ma piuttosto vederli come persone, guardando i loro volti e ascoltando le loro storie, tentando di rispondere meglio che possiamo alle loro situazioni. Quando lo straniero in mezzo a noi ci interpella, non dobbiamo ripetere i peccati e gli errori del passato" ha detto il pontefice. 

Bergoglio ha poi fatto riferimento alla pena di morte, ma il suo appello affinché questa venga abolita non ha ricevuto una forte accoglienza, il Congresso americano ha infatti risposto con un tiepido applauso. Insomma nulla a che vedere con gli applausi e le standing ovation di fronte ad altri passaggi del suo discorso, come quello in cui ha sottolineato come la vita umana va difesa ad ogni stadio del suo sviluppo. 

Papa Francesco ha concluso poi il suo discorso con una benedizione e con un auspicio  “che questo spirito continui a svilupparsi e a crescere, in modo che il maggior numero possibile di giovani possa ereditare e dimorare in una terra che ha ispirato così tante persone a sognare. Dio benedica l’America".

Donald Trump in disaccordo su immigrazione e cambiamenti climatici

Il discorso pronunciato dal Papa, seppur apprezzato, ha immediatamente suscitato critiche da parte del candidato repubblicano Donald Trump, in particolare in relazione a due specifici punti, ovvero  l'immigrazione e il cambiamento climatico. Trump ha  giudicato "bellissime" le parole di Francesco sull'immigrazione ma sostanzialmente non condivide le stesse vedute del Papa sulla gestione degli immigrati. Ieri, il pontefice si era rivolto agli americani chiedendo loro di "non temere di dare il benvenuto agli immigrati negli Usa", mentre in recenti commenti il tycoon aveva definito i messicani illegali "assassini e stupratori". "Mi piace molto, ma penso anche che il nostro Paese stia affrontando gravi problemi", legati all'immigrazione. Anche sul cambiamento climatico, Trump non è  affatto d'accordo con Francesco che ha definito il clima "un problema che non può più essere lasciato alle generazioni future". "Credo che l'aria pulita sia un problema pressante. Si desidera avere aria pulita, acqua pulita. Il tema è molto importante per me, e ho vinto molti premi ambientali, ma non credo nel cambiamento climatico", ha detto Trump, intervistato dalla Cnn. Secondo il tycoon, gli Stati Uniti non dovrebbero mettere "in pericolo le aziende del nostro Paese", imponendo vincoli ambientali che potrebbero invece "compromettere posti di lavoro".

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