Lunedì, 05 Settembre 2016 09:47

Hong Kong. I leader della protesta degli ombrelli in Parlamento

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HONG KONG - Alcuni dei leader della protesta anticinese sono entrati nel parlamento di Hong Kong.

Secondo risultati preliminari, pari al 90% dei voti, fra loro vi è anche Nathan Law, uno degli attivisti per la democrazia che guidarono "la protesta degli ombrelli" nel 2014, risultato il secondo candidato più votato nell'ex colonia britannica, a quanto riferisce la Bbc. Il Consiglio Legislativo di Hong Kong rimane tuttavia dominato dai filo cinesi, anche a causa del sistema elettorale. Il Consiglio, che approva le leggi e il bilancio, conta 70 seggi. Solo 35 sono però eletti a suffragio universale in diverse circoscrizioni, mentre altri 30 rappresentano settori professionali e del commercio che contano per il 6% della popolazione e sono tradizionalmente vicini alle istanze di Pechino. Altri cinque "super seggi" sono eletti dall'insieme del territorio. Il voto, il primo dalla protesta contro il nuovo sistema elettorale che nel 2014 ha paralizzato Hong Konk per 79 giorni, è stato caratterizzato da un'affluenza del 58% dei 3,8 milioni di aventi diritto, un afflusso record rispetto al 45,2% del 2008. Gli alti numeri hanno rallentato lo spoglio.

Oltre al successo del 23enne Law del partito Demosisto, entrano in Consiglio anche due candidati del partito indipendentista Youngspiration. E va inoltre sottolineata la vittoria dell'attivista Eddie Chu Hoi-dick, che ha ottenuto più di 84mila voti nella circoscrizione New Territory West, considerata filo cinese. Restituita alla Cina nel 1997, secondo il principio "un paese due sistemi", l'ex colonia britannica gode di particolari garanzie di democrazia e libertà di espressione. Tuttavia Pechino ha cercato di ridurre il più possibile questi spazi intervenendo sulla legge elettorale. All'inizio dell'anno vi è stato poi il caso dell'arresto in circostanze non ben chiarite di cinque librai di Hong Kong che vendevano libri critici del regime cinese. Il capo del governo di Hong Kong non viene scelto dagli elettori, ma da un comitato di personalità filo cinesi.  

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