Giovedì, 06 Aprile 2017 11:26

Thailandia, il re firma la nuova Costituzione voluta dalla giunta

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BANGKOK - Il re tailandese Maha Vajiralongkorn ha firmato oggi la nuova Costituzione, un documento preparato dalla giunta militare con l'obiettivo di fermare l'instabilità politica e che è visto dagli oppositori come un tentativo di rafforzare ancora di più il potere dei militari.

La giunta sostiene che l'approvazione reale della ventesima carta costituzionale dal 1932 aprirà la strada a nuove elezioni, le prime dopo il colpo di stato del 2014. Gli oppositori, invece, affermano che la carta costituzionale nuova porterà a rendere ininfluente ogni consultazione democratica, creando un senato completamente nominato e duri controlli sui parlamentari eletti. Maha Vajiralongkorn, che è asceso al trono a ottobre dopo la morte del padre Bhumibol Adulyadej, firmerà il documento in una cerimonia a Bangkok trasmessa in diretta televisiva. Il re ha sorpreso molti facendo riscrivere parti della nuova Costituzione relative ai suoi poteri. La giunta deve ancora diffondere il testo preciso di queste parti e non è chiaro quando esattamente saranno diffuse. La Thailandia vive da un decennio una forte instabilità politica che ha frenato la crescita di un Paese che era un tempo tra quelli a più rapida crescita in Asia sudorientale. Gli osservatori parlano di un "decennio perduto", caratterizzato da proteste di piazza, una serie di governicchi durati poco e due colpi di stato militari. Gli analisti danno un giudizio severo su quest'ultima costituzione, che riporta la Thailandia a qualche decennio fa, quando i parlamentari eletti erano sotto il controllo di corpi esterni e comitati in quella che molti chiamavano una "democrazia guidata". Un passo indietro rispetto alla costituzione del 1997, che molti hanno chiamato la "Costituzione del popolo". La nuova carta costituzionale punta a limitare il potere dei partiti politici, crea una camera alta nominata dalla giunta con sei seggi riservati esclusivamente ai militari, introduce il sistema proporzionale per limitare il potere dei grandi partiti. Inoltre allarga i poteri della Corte costituzionale, un organismo tradizionalmente vicino al governo, consentendole di cacciare qualsiasi leader civile. Inoltre, impone a ogni futuro governo di aderire a un "piano ventennale vincolante". Non è ancora chiaro se ci sarà un allargamento o un contenimento dei poteri del re, una figura simbolica ma fortemente riverita e tutelata da leggi draconiane sulla lesa maestà. 

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