Mercoledì, 10 Novembre 2010 16:12

Legislative afghane: Verso annullamento voto

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KABUL – Le elezioni legislative del 18 settembre scorso in Afghanistan saranno ricordate come quelle segnate da numerosi brogli e irregolarità.

Sono migliaia le denunce in tal senso e anche contro candidati ‘sospetti’. Si tratta di una consultazione che doveva permettere di designare i nuovi 249 deputati che dovevano sedere nella ‘Wolesi Jirga’, la camera bassa del Parlamento di Kabul. I candidati erano 2500. L'esito definitivo del voto non è però, ancora conosciuto. La Commissione elettorale indipendente afghana, Iec, ne comunica in continuo il rinvio. Da un mese è infatti, in corso da parte della Commissione per i reclami elettorali, Ecc, una revisione dei voti espressi e controlli su numerosi candidati. Controlli che, finora hanno comportato l’annullamento di oltre il 20 per cento dei voti espressi totali perché viziati da brogli e altro. Appena due giorni fa la Ecc ha inviato alla Procura generale di Kabul anche una lista con i nomi di 413 candidati presumibilmente responsabili di brogli elettorali.

I motivi di annullamento più comuni sono stati: schede false, voti per conto terzi, bambini elettori, urne pre-riempite, elettori che ha votato più volte e ancor peggio, intimidazione di osservatori e degli stessi elettori. Pertanto il ritardo è imputabile al fatto che si stanno incontrando enormi difficoltà nello spoglio delle schede votate. Di fatto oggi si sta ripetendo la stessa situazione di un anno fa quando in Afghansitan si votò per le presidenziali. Un'unica differenza però, distingue i due appuntamenti elettorali. Questa volta le ‘manovre’ per ‘correggere’ il voto sono state più marcate. In poche parole è andata peggio del 2009. Proprio oggi si è saputo che il presidente afghano, Hamid Karzai preme sugli organismi elettorali afghani affinchè si effettui un riconteggio di tutte le schede o, in caso contrario, si decida di annullare il voto. Un intervento, quello del capo dello stato afghano, che giunge dopo che nelle ultime settimane nel Paese si sono registrate numerose manifestazioni di piazza di protesta contro i brogli e per chiedere nuove elezioni.

In testa ai cortei anche numerosi candidati non eletti tra cui diversi parlamentari uscenti. Secondo i più informati, l’intervento di Karzai è legato proprio al fatto che molti dei suoi non sono riusciti ad assicurarsi un seggio nell'Assemblea Nazionale afghana ed ora vorrebbe porvi rimedio. Una delle due commissioni elettorali afghane, quella che si occupa delle denunce per brogli, la Ecc, ha annunciato che è in corso da parte dei suoi funzionari l’esame di milioni di schede per possibili brogli alle elezioni del 18 settembre scorso. Un fatto questo che appunto sta allontanando, giorno dopo giorno, l’annuncio definitivo dei risultati del voto, forse anche per sempre. Un annuncio previsto in un primo momento per il 30 ottobre scorso. Attualmente sarebbero sotto controllo in particolare le preferenze espresse a favore di almeno altri 120 candidati. La legge elettorale afghana parla chiaro. Nel caso che le accuse dovessero rivelarsi fondate, le sanzioni possono andare dall'esclusione dei candidati dal processo elettorale, all'annullamento dei voti ricevuti fino al deferimento alla magistratura. Oltre a questi casi la commissione elettorale ha già vagliato la posizione di altri 175 candidati contro cui erano state presentate denuncie per brogli, riscontrando diverse anomalie. In totale la Ecc ha ricevuto 5.315 esposti, di cui gran parte sono già stati valutati. I risultati ufficiali delle elezioni non possono però essere annunciati finchè ogni ricorso non sarà stato esaminato. La commissione ha finora invalidato oltre 2 milione dei 4.265.347 voti espressi.

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