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BEIRUT  - Dall'alba le forze del regime siriano hanno realizzato violenti bombardamenti aerei su postazioni ribelli alla periferia orientale di Damasco: e' stata la reazione delle forze lealiste a un attacco a sorpresa sferrato domenica.

"Dall'alba ci sono stati violenti bombardamenti sulle postazioni dell'opposizione nel quartiere di Jobar, la zona da dove era cominciata l'offensiva", ha reso noto l'Osservatorio siriano per i Diritti umani. Domenica c'erano stati stati pesanti scontri a fuoco nei quartieri orientali di Damasco, a causa di un tentativo a sorpresa dei ribelli antigovernativi e dei loro alleati jihadisti che avevano lanciato colpi di artiglieria e razzi fin nel cuore della citta'

L'offensiva e' scattata domenica nel quartiere a nord-est della capitale: Fatah Al Sham, il fronte ex qaedista che lotta contro il regime di Bashar al-Assad, ha sferrato l'offensiva -"Servitori di Dio, teniamoci saldi"- annunciandola anche con un breve messaggio su Twitter in cui spiegava che vi partecipavano anche 'mujaheddin' di Guta orientale', la regione a nord del Damasco. L'organizzazione non ha fornito molti altri dettagli sull'offensiva, cominciata pero' da una posizione molto vicina al centro di Damasco, con l'esplosione di due kamikaze. Il quartiere di Jobar da due anni e' conteso tra ribelli e jihadisti da un lato (il Fronte Fatah al Sham, ex Fronte al-Nusra prima che rescindesse i rapporti con al-Qaeda; e il gruppo ribelle islamista Faylaq al-Rahman) e le forze governative dall'altro. 

Domenica i ribelli hanno occupato diversi palazzi nel quartiere di Jobar per poi avanzare in direzione della Piazza Abbasid, da dove hanno lanciato razzi verso altre zone della capitale. E' stata la prima volta in due anni che i ribelli sono riusciti a spingersi cosi' in avanti, penetrando in alcuni edifici della piazza. Negli scontri, secondo l'ong, sono morti almeno 26 uomini del regime (tra cui tre ufficiali) e 21 tra ribelli e jihadisti. Ma la controffensiva delle truppe governative e degli alleati non si e' fatta attendere: nella notte le truppe governative hanno respinto i ribelli, all'alba ci sono stati i raid sulle postazioni da cui era partito l'attacco di domenica; e la linea del fronte e' nuovamente arretrata. "Le forze governative e i loro alleati hanno ripreso l'iniziativa e colpito i gruppi che avevano sferrato l'attacco domenica", ha spiegato Rami Abdel Rahman, il direttore dell'Osservatorio. 

Oggi gli aerei del regime hanno sorvolato il settore e la gente e' tornata circolare in piazza Abbassid, come in una giornata di normale attivita' (domenica invece anche le scuole erano rimaste chiuse); nella tarda mattinata si sentivano ancora gli aerei sorvolare ma la gran parte delle strade erano state riaperte. Secondo l'Osservatorio, le truppe governative sono riuscite a riconquistare la gran parte del territorio perso domenica e ai ribelli e' rimasto il controllo solo di alcune zone in un'area industriale che si trova tra Jobar e il quartiere nord-orientale assediato di Qabun, piu' nord. Anche l'agenzia ufficiale del regime, Sana, ha confermato che le truppe governative hanno attaccato postazioni ribelli a Jobar. Il regime domenica aveva invece smentito che ci fossero state infiltrazioni nel quartiere abbaside.

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