Matteo Renzi, secondo i calcoli effettuati dall’Ufficio studi della CGIA, nei mille giorni in cui è stato alla guida del Paese ha abbassato le tasse in misura strutturale per oltre 21 miliardi di euro. Questi vantaggi fiscali, però, hanno interessato solo alcune categorie professionali: i lavoratori dipendenti e le imprese, soprattutto quelle di medio-grande dimensione. Per poco meno di  3  milioni di partite Iva - costituite da artigiani, da commercianti e da lavoratori autonomi senza dipendenti -  i benefici, invece,  sono stati pressoché nulli. 

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Sabato, 11 Marzo 2017 10:29

No a più Iva, meno cuneo fiscale

“No all’aumento dell’Iva per finanziare la riduzione del cuneo fiscale. Questa operazione, infatti, non sarebbe a somma zero. Se a seguito di un’eventuale riduzione del costo del lavoro i vantaggi economici ricadrebbero su imprese e/o lavoratori dipendenti, il rincaro dell’Iva, invece, lo pagherebbero tutti. In particolar modo i più deboli, come i disoccupati, gli inattivi e i pensionati che, invece, dal taglio delle tasse sul lavoro non beneficerebbero, almeno direttamente, di alcun vantaggio”.

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BRUXELLES  - Il sistema italiano di calcolo  dell'Iva col metodo del pro-rata per le imprese che hanno attivita' tanto soggette a imposizione quanto esenti e' legittimo  e conforme all'obiettivo della direttiva Ue di autorizzare criteri semplificati di calcolo dell'Iva e della detrazione.

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VENEZIA - Al netto della uscite per le pensioni e gli interessi sul debito pubblico, che ammontano al 21,5 per cento del Pil, la nostra spesa è tra le più basse d’Europa. Stornando queste due voci, le nostre uscite sul Pil si attestano  al 29,7 per cento, in Germania al 31,4 per cento, in Francia al 39,9 per cento. La media dell’eurozona è al 33,9 per cento. Tra i big solo la Spagna spende meno di noi: 29,3 per cento sul Pil.

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L’abolizione degli studi di settore, invece, riguarderà quasi 740mila liberi professionisti

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ROMA - Nei primi 11 mesi del 2015, circa 2 milioni di imprese italiane che hanno lavorato per la Pubblica amministrazione (Pa) sono state “costrette” ad  anticipare alle casse dello Stato 5,8 miliardi di euro.

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Le famiglie con un reddito principale da lavoro autonomo presentano un rischio povertà quasi doppio rispetto a quello delle famiglie di lavoratori dipendenti

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Al netto dei suoi toni e dei suoi modi, lontani anni luce dalla nostra concezione della politica e delle istituzioni, dobbiamo ammettere che per una volta Matteo Renzi è stato bravo.

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VENEZIA - Alla luce delle indiscrezioni emerse nelle ultime ore sull’imminente provvedimento del Governo Renzi, pare di capire che tra i soggetti attivi del mondo del lavoro a non beneficiare di alcun vantaggio economico dalla riduzione del cuneo fiscale saranno solamente le partite Iva senza dipendenti.

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Dal 2008 hanno cessato l’attività 415 mila autonomi. Crollo dei lavoratori in proprio: ovvero artigiani, commercianti e agricoltori: -345.000. Particolarmente critica la situazione in Sardegna e in Calabria. Sulle micro imprese pressione fiscale media attorno al 50 per cento

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