Venerdì, 20 Giugno 2014 17:17

Enrico Berlinguer. Un convegno alla Camera dei Deputati e un libro

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ROMA “Tutta colpa di Berlinguer”, il libro appena uscito di Francesco Serra di Cassano, spicca scarlatto sul tavolo antistante alla sala della Regina, alla Camera dei Deputati, dove si svolge il convegno “Le catene della sinistra”, coordinato dall’autore del voluminoso saggio sul carismatico segretario del PCI.

Il libro di Serra di Cassano e il convegno vogliono essere un momento di riflessione sul leader del più grande partito comunista d’Europa, sul divenire della sinistra, sui suoi riverberi nella fase odierna. Intervengono l’ex parlamentare e direttore dell’Unità Emanuele Macaluso, la filosofa ed ex parlamentare comunista Claudia Mancina, il Vice Presidente della Camera Roberto Giachetti; Maria Teresa Meli, firma di spicco del Corriere della Sera; il deputato di Scelta Civica Andrea Romano. Coordina, con Francesco Serra, Veronica Gentili.

Il convegno di apre con un corto di sei minuti presentato da Renato Sorace, direttore di Città Futura TV.  Davanti ad una platea numerosa, attenta e a tratti commossa, sfilano le immagini di Botteghe Oscure, ex sede del Partito Comunista, nel ricordo toccante dell’autista e di un elemento della scorta di Enrico Berlinguer. Storia le cui diramazioni lambiscono i nostri giorni. Si cerca di capire e di fare chiarezza.

“Berlinguer è entrato nel mito – afferma Francesco Serra introducendo i lavori – ho sentito personalmente un cugino del re di Spagna definire l’ex segretario del PCI ‘personaggio molto importante’.  Eppure, dopo il crollo del muro di Berlino, in casa nostra è avvenuta una ‘rimozione’. Nuovi miti, ad esempio quello dei Kennedy, che non facevano parte della tradizione comunista avevano surclassato l’importanza culturale della stagione del berlinguerismo”.

“Per creare discontinuità – spiega Emanuele Macaluso – ora c’è invece la necessità di approfondire e ricordare un uomo che rappresenta la politica come valore, da contrapporre all’ antipolitica”.  Macaluso rammenta come Berlinguer avesse sostenuto che se non si fosse posto rimedio alla “questione morale” per i partiti sarebbe stata la fine. “Cosa che è avvenuta” – termina – “con l’implosione della prima Repubblica nelle aree giudiziarie”.

Alla tesi di Macaluso si contrappone la filosofa Claudia Mancina, sostenendo che la rimozione non fosse causata dalla discontinuità bensì, al contrario, facesse comodo a un certo “continuismo”, a chi cioè si opponeva alla nascita del nuovo nelle fila della sinistra. Claudia Mancina muove a Berlinguer la critica di non aver indicato una via d’uscita, se non quella del PCI al Governo, senza pensare a un rinnovo dei meccanismi istituzionali ed elettorali.

Sferzante la nota firma del Corriere della Sera, Maria Teresa Meli, che pone l’accento sull’anno di nascita della terza rete RAI, proprio durante la stagione berlingueriana, nel 1979, sostenendo che il PCI occupò la televisione pubblica esattamente come la DC. Ricorda come la caduta del muro di Berlino, non avesse mosso il PCI ad alcuna abiura.

Andrea Romano, deputato di Scelta Civica, vede nella fase storica berlingueriana “la contraddizione tra una grande voglia di cambiare il mondo, caratteristica di quella generazione politica, e la consapevolezza di non poterlo cambiare, e di essere come in una gabbia”. Romano pone l’accento sul nostro periodo di transizione, dove alcuni partiti non esistono più e il nuovo non è ancora consolidato, con l’ auspicio che il futuro riservi dei partiti “normali” in un paese “normale”.

Il Vice Presidente della Camera Roberto Giachetti, ricorda la sua storia come antagonista del PCI, prima in Lotta Continua, poi con i Radicali, rileva la grande differenza tra la politica di oggi e quella di allora. “Berlinguer” – afferma – “rappresenta la politica che si assume la responsabilità di guidare il popolo, di dargli delle indicazioni. Adesso accade il contrario: leader e partiti politici si fanno dettare la politica dalla propria gente, senza indirizzarla. Ciò è un impoverimento. Grillo è esattamente questo”.

Dalla rimozione alla certezza che Enrico Berlinguer, pur con i suoi limiti, fosse un grande leader, di altissima dignità morale. Fino ai giorni nostri, fino a Matteo Renzi. Secondo Claudia Mancina Renzi mette fine a una storia alla quale era necessario mettere fine. Per Il deputato Roberto Giachetti il successo di Renzi sta nell’aver dato un’idea del futuro, nell’esser stato capace di rischiare e mettersi in gioco.

Questa è cronaca dei nostri giorni. Tornando a Enrico Berlinguer, l’interesse intorno al personaggio si sta rivelando molto alto. Il film di Walter Veltroni su Berlinguer è stato trasmesso in questi giorni da Sky e “Tutta colpa di Berlinguer”, il volume di Serra di Cassano, in digitale é un vero successo. Oggi, si può insomma sostenere che la rimozione sia finita e prevalga il desiderio di vederci chiaro.

Bruna Alasia

Giornalista e scrittrice

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