Lunedì, 17 Ottobre 2011 17:30

“Indignati”: colpevoli o colpiti? Il brutto risveglio di chi ha dimenticato la realtà nella quale viviamo

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ROMA - Come spesso è avvenuto in passato, così anche questa volta si è creata una piazza virtuale dove le "fazioni" in campo sono due: i “ghigliottinai”, coloro che hanno concentrato l'attenzione (cadendo nella trappola!) sugli episodi di ordine pubblico avvenuti a Roma, e chi invece vuole riflettere, pensare, capire e non essere oltretutto additato come fomentatore di quello che è avvenuto sabato 15 ottobre nella Capitale.

Sono dovuti passare anni, molti, prima di venire a conoscenza delle reali condizioni in cui si svolse il G8 di Genova, quello dove ha perso la vita Carlo Giuliani. Passerà cosi tanto tempo anche questa volta, per capire, indagare a fondo e smascherare gli autori della violenza di Roma 2011?  Le premesse non sono incoraggiati. Il dibattito è fermo al tema dell'ordine pubblico; ai rimedi contro i violenti.  La corsa del presidente dell'Idv Antonio Di Pietro per inasprire le pene e rilanciare un piano punitivo ad hoc, lascia sinceramente un ampio margine di perplessità. C'è poca lucidità nella proposta, che mira soprattutto a punire il reato dopo che questo è stato commesso. (sarebbe già un grosso successo avere la certezza che la pena fosse scontata!).

 

Si parla poco di prevenzione, di funzionamento dell'apparato preventivo gestito dall'Intelligence, di tutela per chi ha il diritto di dimostrare in maniera pacifica. Già, ma qualcuno ha mai pensato al fatto che anche il Cittadino che manifesta pacificamente deve essere protetto?? E' impossibile sorvolare su quello che si sta trasformando in un risultato politico alterato, mistificato! Lo spirito della manifestazione di Roma era quello di parlare di una situazione che riguarda il debito pubblico, la sua incidenza schiacciante sul Cittadino, della precarietà, della crisi che attanaglia milioni di persone e della mancanza di futuro che si prospetta davanti a noi e soprattutto davanti alle giovani generazioni. Queste "tematiche" rischiano, o meglio, sono state cancellate in toto!  Si parla di gogne mediatiche, di responsabilità, di pene da infliggere, e non mi stupirei se tra poco anche il giornalista presente alla manifestazione venisse inglobato nel limbo oscuro di quelli che non dovevano esserci!  Le riflessioni sono tante e occorre farle. Molti politici hanno prima elogiato lo spirito e la partecipazione alla stessa manifestazione, e poi si sono addirittura defilati, lungi dall’esser presente! Siamo in contatto con "Chi l'ha visto" per avere notizie di defezioni importanti, soprattutto in ambito dell'attuale opposizione. I più noti segretari e dirigenti politici hanno disertato la manifestazione. Tra questi persino noti personaggi, attualmente molto "gettonati" (specialmente a livello mediatico) della stessa Sinistra! Il corteo dei manifestanti è stato lasciato privo anche di una rappresentanza politica che probabilmente ha fatto risaltare maggiormente una sorta di carattere”rivoltosa" e "anarchico". Eppure molti di questi Soggetti si erano trovati d'accordo sullo spirito della manifestazione! Perché queste defezioni? Volontà di fare una pre-selezione tra buoni e cattivi in una fase politica che dovrà poi portare ad un risultato tangibile?  


Molto sinceramente crediamo di aver dato ampio risalto alle brutture viste a Roma ed ora è il momento di non deviare il percorso del buonsenso e dell'analisi critica, sia politica che sociale.  Prima che si cerchi il "capro espiatorio" in ambito politico, sarà meglio riportare la bussola verso la giusta direzione. Viviamo una fase storico-sociale davvero difficile; una crisi che è solo la punta di un iceberg che riflette lo sgretolamento di un sistema socio-economico giunto al capolinea. Ripartiamo da quello che 500mila persone, tra cui ricordiamo moltissimi giovani, donne e ragazzi, volevano esprimere gridando indignazione verso una classe politica che ad oggi si è dimostrata inadeguata e dannosa.  Non c’è assolutamente alcun tipo di volontà di glissare sugli episodi di violenza, ma diamo a Cesare quel che è di Cesare. Manifestare la volontà di cambiare, di creare un futuro diverso, immaginando un mondo possibile, migliore ed in grado di offrire possibilità e opportunità, non può essere omologato con quanto un gruppo di facinorosi delinquenti ha fatto! In questo momento la comunicazione viene ampiamente distorta per non affrontare queste tematiche. Resta l'intelligenza e il buonsenso del Cittadino che è in grado di capire e comprendere.
Almeno, così speriamo.

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