Il punto

Mercoledì, 27 Dicembre 2017 09:05

Charlie Chaplin: la grazia triste di Charlot

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Charlie Chaplin, Charlot, quarant'anni dopo. È stato il simbolo, lui, londinese di nascita e successivamente svizzero d'adozione, dell'America dei ruggenti anni Venti e Trenta, il fustigatore delle sue ipocrisie, il narratore dei suoi vizi e della sua voglia di modernità irrispettosa dei più elementari diritti umani, avida, incattività dalla crisi del '29 e incapace di dar vita ad un progetto sociale equo che coinvolgesse innanzitutto i ceti più deboli.  

Recentemente la Chiesa ha dichiarato che la Sacra Sindone, conservata a Torino, è un oggetto di culto e come tale venerato da milioni di cristiani, quindi la sua eventuale inautenticità storica non ne intacca il valore spirituale.

Appena 11 mesi fa da queste stesse colonne consigliavo l’acquisto dei titoli greci. In un articolo il cui  titolo oggi suona profetico, “Tre buoni motivi per cui il 2017 potrebbe essere l’anno della rinascita greca”, prospettavo un rendimento eccellente per chi avesse avuto fiducia nell’economia greca nel corso di quest’anno. Ecco come è andata a finire.

La previdenza pubblica, la pensione statale, il celebre primo pilastro della previdenza individuale, minaccia sempre più di crollare, non tanto per un fallimento del nostro Paese quanto per la spinta sempre più forte ad un ricalcolo degli assegni in essere o a venire con il molto meno vantaggioso sistema contributivo.

 Alda Merini si è spenta, a settantotto anni, il primo novembre 2009. Ha avuto funerali di Stato con camera ardente in Duomo. La sua tomba è nel cimitero monumentale di Milano nella cripta del Famedio destinata alla sepoltura dei personaggi illustri. Dopo una vita più che difficile, dentro e fuori dalle cliniche psichiatriche e un lungo periodo di difficoltà economiche, una morte con tanti onori. 

Domenica, 05 Novembre 2017 11:32

Giorgio La Pira e l'umiltà della politica

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Per la Firenze dell'immediato dopoguerra, Giorgio La Pira fu molto più di un sindaco. Se il Pignone esiste ancora, tanto per citare un esempio, il merito è suo e della coraggiosa richiesta che rivolse all'allora presidente dell'ENI, Enrico Mattei, salvando con quella scelta non solo una miriade di posti di lavoro ma anche uno dei simboli della città.

Venerdì, 27 Ottobre 2017 21:57

Giulio Bolaffi: dalla Resistenza ai francobolli

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Trent'anni dalla scomparsa del partigiano Giulio Bolaffi, il signore dei francobolli, un garbato gentiluomo torinese che molto si è battuto per l'Italia e per la sua dignità. Trent'anni senza uno dei simboli e dei protagonisti della Resistenza, senza un appassionato della vita, senza un indefesso costruttore di meraviglia, senza una personalità animata da quel senso della giustizia proprio di una certa aristocrazia cresciuta a ridosso delle Alpi che annoverava fra i suoi massimi interpreti anche il coetaneo Olivetti. 

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