Mercoledì, 11 Settembre 2013 02:41

Pregiudicato e cortigiani disperati, al voto della Giunta non si sfugge

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La lingua italiana è proprio bella, fantasiosa, sdrucciolevole. Basta una piccola modifica, cambiare la parola pregiudiziale in preliminare <e la vita ti cambia. Vai a letto con un gruppo, si fa per dire, il governo di Enrico Letta è sui binari, pronto a fermarsi alla  prima stazione che incontra perché così vuole Berlusconi. 

L’ora fatale dovrebbe scattare verso le ore 23 o anche dopo quando la Giunta  del Senato che discute della decadenza del pregiudicato andràalvoto. Perché questa accelerata? Il relatore ,  Augello, Pdl, invece di fare una relazione con proposte relative alla  decadenza o meno, dando applicazione alla legge Severino, solleva tre pregiudiziali, un altro Pdl, tal senatore Malan, che si era dimenticato di affidare al suo compagno di partito una pregiudiziale annuncia che provvederà. Accade così che, stando alla procedure, in presenza di pregiudiziali, ogni gruppo ha diritto ad un tempo limitato che porta al voto entro la notte.


Le pregiudiziali di Augello  diventano  preliminari . Riunione aggiornata a   giovedì

 Basta cambiare la parola< pregiudiziale in preliminare e tutto cambia. Perché in questo caso  ogni senatore ha diritto ad un tempo congruo, cui si aggiungono gli interventi a nome dei gruppi che compongono la Giunta.  Quindi l’ora fatale non sarà nella notte di martedì, ma nella tarda serata o nella notte di giovedì.  Si può arrivare anche fino a sabato se  si vuole tirare per le lunghe,<poi il<destino di Berlusconi per quanto riguarda la Giunta verrà segnato. Sarà poi l’aula del Sanato a pronunciarsi definitivamente. Questo è accaduto. Tutta la giornata di martedì è stata dedicata a cambiare la parola pregiudiziale in preliminare. Ci sono stato incontri, riunioni.<Berlusconi ha dato l’ordine di annullare la riunione dei ministri del Pdl prevista  per oggi, mercoledì dove si sarebbe deciso di togliere la spinta al governo. I ministri si sono visti fra loro,<poi hanno anche incontrato Enrico Letta che ha dichiarato che , a suo parere, il governo andrà avanti.  Il<premier ha incontrato anche Epifani. Il quale ha ribadito che la legge è uguale per tutti, che un giorno in più o in meno non è un problema. Ma al voto si deve arrivare in tempi rapidi. Napolitano ha tenuto l’occhio ben vigile. La legge Severino votata a stragrande maggioranza dal Parlamento afferma che la Giunta deve decidere  “ immediatamente “ in presenza di condanne.  Alla fine il relatore Augello alza bandiera bianca.

Il relatore chiede un voto contro la decadenza di Berlusconi

Nella riunione aggiunge qualche pagina a quelle già presentate con le pregiudiziali relative a presunta incostituzionalità della legge Severino,  decidendo di rinviarla alla Corte Costituzionale,alla  richiesta da parte del  pregiudicato di intervento della Corte di Strasburgo, di altri organismo europei. Alla fine chiede che la Giunta si pronunci contro la decadenza di Berlusconi.  In questo modo pregiudiziali e relazione diventa un tutto univo e il voto sarà< unico. Domanda: meritava tutto il trambusto che si è creato per rinviare di un giorno o due la sentenza della Giunta? No, senza se e senza ma. Ma i cortigiani del pregiudicato “ dovevano “ dare una prova al loro protetto, è il caso di chiamarlo<così, che la vicenda non era ancora chiusa. Da tenere presente che  a metà ottobre sarà la Corte di Appello di Milano che deciderà  quale è il tempo di interdizione dai pubblici uffici, da uno a tre anni come indicato dalla Cassazione.  Le “ colombe” che ogni tanto riprendono a volare hanno bisogno di allungare i tempi, il<rinvio anche di quale giorno, mentre si cerca di far “ ragionare “ il cavaliere, barricato della villa di Arcore.

L rabbia di falchi, pitonesse e pitoni esplode nei talk show

I suoi famigliari, il consigliere una volta molto< ascoltato, Giuliano Ferrara, lo  pregano di lasciar perdere,andare ai domiciliari, magari con un pensierino a quale atto di clemenza.  Certo tutto questo fa parte della cronaca, ma il motivo vero di questa voglia di rinvio  è un segno della disperazione che si legge anche nei volti e non solo nelle parole dei cortigiani. Ora che sono ripresi i talk show vedere e sentire personaggi come Santanché o Brunetta, ma anche Gelmini, Carfagna, Biancofiore e compagnia contando. Sanno bene che senza il capo non contano più niente. Sono meno che zero. Perciò ancor più< pericolosi.

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