Martedì, 12 Novembre 2019 07:52

Sinergie nella «Silicon Valley italiana». A Roma un nuovo «polo aggregativo» tra scuola e impresa

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La Formazione Professionale incontra il mondo scolastico,  imprenditoriale, ecclesiale, sindacale e politico

L’evento

L’Associazione Cnos-Fap Lazio nei giorni 29-31 ottobre 2019 ha aggregato nella sede del suo Centro di Formazione Professionale (= Cfp) più numeroso – il “Teresa Gerini” - le migliori risorse del territorio dei quartieri di Roma Est e dintorni. Ha organizzato infatti la seconda edizione dell’evento «Mestieri in Piazza» a cui hanno partecipato circa 2.500 studenti di una quarantina di istituti scolastici del territorio, oltre un centinaio di docenti accompagnatori, tanti genitori, formatori, titolari di imprese ed imprenditori. La prima serata ha visto l’istituzione della «Chiesa per la Pastorale Diocesana del Lavoro» per la diocesi di Roma e l’ultima delle Riflessioni sul valore della Formazione Professonale (= FP), sul senso e il significato del lavoro e le sue problematiche odierne. 

I protagonisti e animatori delle tre mattinate sono stati soprattutto gli allievi e i formatori dei tre Centri del Cnos-Fap Lazio del Borgo Don Bosco sulla via Prenestina, dell’Istituto Gerini sulla via Tiburtina e del Pio XI sulla via Tuscolana.

L’evento si proponeva di rispondere in maniera concreta al diritto dei ragazzi di conoscere le molteplici opzioni per scegliere il percorso di studi o di FP più adeguato ad ognuno dopo la terza media. La manifestazione ha posto in vetrina la FP ai docenti, studenti e genitori che ne hanno potuto osservare dal vivo il vero volto prendendo atto dei vari percorsi e qualifiche professionali abitualmente non conosciute. 

Le scolaresche sono state accolte con un breve filmato iniziale che presentava la FP svolta dal Cnos-Fap nelle varie regioni italiane e in particolare nei tre Centri del Borgo Don Bosco, del Teresa Gerini e Pio XI a Roma. Rapidi flash hanno evidenziato l’«intelligenza nelle mani» di tanti giovani “a lavoro” mentre operano nei settori della meccanica industriale, della meccanica auto e moto, carrozzeria, riparazione dei veicoli a motore, nel settore grafico / multimedia e stampa, nel settore elettrico, informatico, elettronico e robotica, nella ristorazione e nel benessere come acconciatori ed estetisti. 

Le scolaresche provenienti dai quartieri di Centocelle, Alessandrino, Tuscolano, Cinecittà, Quadraro, Ponte Mammolo, Pietralata, Rebibbia, Case Rosse, San Basilio, Tor Pignattara, etc. hanno risposto e seguito con curiosità, interesse ed entusiasmo la visita ai diversi mestieri e professioni, grazie alle spiegazioni a volte “appassionate” degli allievi dei tre Centri. L’ampio cortile e portico dell’Istituto ha facilitato l’allestimento di ben 14 stand con macchine e strumentazioni, dalle più semplici alle più complesse, utilizzate nei laboratori e in parte fornite anche da aziende della zona. 

L’interesse degli studenti era palpabile nell’osservare il funzionamento dei motori delle auto, dei trattori e motorini; nel vedere il restauro delle carrozzerie, il funzionamento dei torni e delle attrezzature a calcolo numerico (PLC); nel guardare gli impianti elettrici e di allarme domestici e industriali, il funzionamento miniaturizzato della movimentazione dei semafori, dei cancelli automatici e dei container, e le applicazioni utilizzate nella domotica, nel funzionamento delle slot machine, di un drone; nel prendere in mano l’elaborazione grafica delle proprie foto, nello stampare magliette, nel vedere l’imposto della farina e la preparazione della pasta, nonché l’assaggio di pezzi di pizza e dolci, il taglio dei capelli, la cura delle unghie e della persona in genere, etc.

L’esperienza è stata arricchente sia per la condivisione tra allievi, formatori e i settori dei tre centri sia per i docenti delle scuole, che hanno dichiarato di essere stata superiore alle aspettative.

L’incontro, inoltre, è servito a precisare che i percorsi di FP, dopo la qualifica al termine del terzo anno, permettono di conseguire una specializzazione ed un diploma tecnico con un IV anno; che sono possibili le “passerelle” al IV o V anno degli istituti professionali di stato e concludere anche con un eventuale diploma di stato o con un percorso universitario. La FP ha mostrato dunque una propria filiera professionalizzate completa come la scolastica, e la possibilità di giungere agli ITS (= istruzione tecnica superiore) e agli IFTS (= istruzione e formazione tecnica superiore).

L’innovazione nel mondo della FP

La FP deve camminare di pari passo con la continua e rapida evoluzione e innovazione delle aziende e del mondo del lavoro per far sì che i giovani vi si inseriscano nel modo più naturale possibile. Tale preoccupazione è una caratteristica costante nei Centri di Formazione dei Salesiani e delle Associazione del Cnos-Fap, attraverso i quali essi operano in Italia e nei cinque continenti. A tal proposito giova ricordare i numerosi protocolli di collaborazione o di intese con molte aziende nazionali e multinazionali stipulati dalla Federazione Nazionale Cnos-Fap con l’obiettivo di migliorare l’offerta formativa attraverso laboratori specializzati, la qualificazione della formazione dei formatori, l’organizzazione di stage, di periodi di alternanza per gli allievi e visite guidate in azienda per la FP iniziale e per la continua.

Gli allievi, in maglietta bianca con logo del Cnos-Fap ben in vista, hanno mostrato agli studenti più piccoli di qualche anno, anche elementi di innovazione nei vari settori. Alcuni allievi del IV anno, hanno infatti preparato delle slides per mostrare l’attualità dell’informatica e della robotica, entrate ormai nell’uso quotidiano delle famiglie e in tanti settori lavorativi. Prima di tale evento alcuni di essi avevano avuto dei giorni di formazione specifica presso alcune aziende del territorio per apprendere il funzionamento di attrezzature e di applicazioni sofisticate, messe gentilmente a disposizione per mostrarle ai visitatori.

Il tema dell’innovazione e del coinvolgimento diretto delle aziende nei centri di FP era stato trattato anche il 18 ottobre u.s. nel Cfp del Gerini con il meeting “Sinergie Scuola & Impresa”. Ad esso parteciparono diverse aziende, prevalentemente coinvolte nei settori della progettazione, realizzazione, installazione e manutenzione elettro medicale, avionica, sicurezza informatica, videosorveglianza, videogames, elettronica avanzata, in ambito militare, della protezione dei dati e dei laboratori scientifici. L’esperienza si è rivelata molto positiva e si è deciso di ripeterla. Diversi imprenditori hanno incoraggiato gli allievi del Centro ad accrescere l’impegno e a rafforzare una fattiva intesa con le imprese onde facilitare il loro inserimento nel tessuto sociale e lavorativo e rendere operativo e naturale il processo di innovazione nella didattica digitale.   

L’istituzione della “Chiesa per la Pastorale Diocesana del Lavoro”

L’ubicazione del Cfp del Gerini in un territorio con oltre un centinaio di aziende nazionali e multinazionali, la tradizionale sensibilità verso la FP, il mondo del lavoro e gli ambienti popolari del carisma salesiano e la crescente attenzione della pastorale diocesana per il mondo lavorativo hanno contribuito all’istituzione di una “Chiesa per la Pastorale Diocesana del Lavoro” a Roma, ubicata proprio nell’Opera Salesiana del Gerini. Il 29 ottobre il vescovo responsabile del settore Est della città di Roma, Mons. Gianpiero Palmieri, durante una solenne concelebrazione ha ufficializzato tale istituzione. Ai tanti presenti il vescovo ha ricordato che il lavoro deve esprimere la dignità della persona e che ognuno deve attribuire ad esso un significato e senso profondo, per viverlo in pienezza, con serenità e gioia, sapendo di contribuire alla medesima opera creativa di Dio, al bene della propria famiglia ed alla crescita umana e spirituale dell’intera società. 

Riflessione sulle problematiche della formazione e del mondo del lavoro

La serata del 30 ottobre ha visto una riflessione su “Il lavoro emancipativo”. I relatori sono stati il sig. Savino Pezzotta già Segretario Generale della Cisl, don Bruno Bignami, Direttore dell’Ufficio Nazionale per i problemi sociali e il lavoro, il Dr. Carlo Di Berardino, Assessore Regionale alle Politiche Sociali e del Lavoro, l’Assessore per la Scuola del Municipio, il direttore amministrativo della Federazione Nazionale del Cnos-Fap e il moderatore Dr. Carlo Cefalo, redattore di Città Nuova, responsabile per la politica, il lavoro, l’economia, la cittadinanza e i diritti umani.

La sala Rinaldi dell’Istituto Gerini era al completo con la presenza dei formatori dei tre centri, di rappresentanti di imprenditori e di aziende del territorio e di allievi dei Cfp del Cnos-Fap.

Gli spunti offerti dai relatori sono stati molteplici e stimolanti da un punto antropologico ed etico. 

Il lavoro, è stato presentato come attività umana, svolta in collaborazione con altri in vista di un fine buono. L’uomo ha dunque una vocazione o chiamata a costruire sé stesso come persona singola e irripetibile, capace di migliorare le condizioni personali, sociali, ecologiche e ambientali. 

L’attuale contesto socio-culturale è sempre più complesso e globalizzato per i continui, rapidi e profondi cambiamenti che spingono ad agire sempre più in fretta, a produrre e utilizzare nuove tecnologie e prodotti, a contenere i prezzi per competere con realtà nazionali e sovra nazionali, a prevedere e inseguire il mercato e riadattare l’organizzazione del lavoro, etc. Tale vortice tumultuoso riduce il tempo per sé stessi e la famiglia, per pensare e riflettere, aumenta l’insicurezza e insoddisfazione, riduce la libertà personale e porta così ad essere meno uomini!     

Tale visione materialistica ed economicistica, la massimizzazione del profitto immediato e la priorità dei fattori finanziari che vede l’uomo solamente come fattore di produzione e di consumo obbliga tutti a reagire e a riaffermare con forza che l’uomo è sempre fine a sé stesso e mai mezzo anche nel lavoro. I singoli e le istituzioni devono promuovere insieme alle politiche del lavoro, il rispetto, la dignità e la salute di ciascuno perché con il “lavoro buono” l’uomo coopera e collabora per favorire migliori condizioni materiali, culturali e sociali, di libertà, di dialogo, di competenze, di relazioni, di partecipazione anche dialettica e di cura della casa comune di oggi e di domani. 

Tutti devono sentirsi chiamati a favorire le esigenze integrali della persona umana e a perseguire il bene comune e la solidarietà con il denunciare e combattere le molteplici forme di sfruttamento odierno del lavoro; a ricercare un nuovo equilibrio tra economia, etica e giustizia sociale con la riorganizzazione degli orari e dei ritmi di lavoro per non lasciarsi travolgere da essi; ad aiutare a scoprire il significato del bello e del buono nel lavoro anche quando è duro e faticoso; ad evitare di chiudersi nel proprio “io”, ma ad essere aperti al “noi” onde sviluppare insieme il senso di responsabilità sociale locale e universale, esteso anche alla dimensione ecologica e ambientale.

Il fine di ogni attività economica deve essere la felicità delle persone. La ricchezza prodotta deve essere distribuita in modo più equo tra persone, famiglie, generazioni e paesi in modo da ridurre le diseguaglianze, contrastare le tante forme di ingiustizia e povertà. Il lavoro non può far appassire la vita e diventare monotono e noioso perché ognuno diventa consapevole di essere indispensabile per favorire competenze educanti alle relazioni umane, sociali e territoriali e generative di nuovo umanesimo che rende più bella e responsabile la vita propria e altrui. 

Anche don Bignami riprende temi trattati dal sindacalista e sottolinea l’importanza di una visione etica del lavoro. Esso è autentico se promuove la vita e la persona ed è a suo servizio, se trova un equilibrio tra il benessere personale e sociale, tra le esigenze immediate e la sostenibilità ambientale. Una coscienza corretta non si limita ad avere un lavoro e una giusta remunerazione, ma ricerca relazioni positive a livello personale, sociale, ambientale e tra i popoli. 

Occorre una nuova cultura che promuova politiche del lavoro e che esso sia fatto bene ed in funzione del bene comune e non per costruire muri, ingiustizie, guerre, inquinamento e forme di morte. Tutte le istituzioni pubbliche e private devono sentirsi coinvolte: famiglia, scuola, sindacato, chiesa, politica, etc. 

L’Assessore, presente fino al termine dell’incontro, ha ricordato le linee programmatiche regionali nel campo della formazione e delle politiche sociali, non nascondendo le notevoli difficoltà del momento e le lentezze della burocrazia. 

I relatori hanno risposto ai diversi quesiti emersi tra gli ascoltatori. Il saluto e ringraziamento è stato rivolto dal rappresentante della Federazione nazionale agli organizzatori, alle imprese, ai giovani e a tutti presenti, augurandosi che tali incontri si ripetano.

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