Vincenzo Musacchio

Vincenzo Musacchio

Giurista e docente di diritto penale, Direttore della Scuola di Legalità “Don Peppe Diana” di Roma e del Molise

Se il termine “legalizzare” significa regolamentare, controllare e vigilare, allora, sono pienamente d’accordo sulla legalizzazione delle droghe leggere.

ROMA - Uno studio pubblicato sul Bollettino economico della Banca Centrale Europea afferma - a mio giudizio giustamente - che la qualità delle istituzioni pubbliche conta più delle riforme.

Lunedì, 18 Luglio 2016 09:36

Ricordando Paolo Brosellino

ROMA - Sono nato, vivo e lavoro lontano dalla Sicilia ma mi sento profondamente e intimamente siciliano e come molti di loro credo che il giorno in cui la mafia sarà vinta sia ancora lontano.

ROMA - L'esperienza ultra-ventennale nel “sistema giustizia”- in organismi requirenti e giudicanti - ha rafforzato il mio convincimento che l'Italia sia uno Stato “anomalo” con un rapporto particolarmente complicato con la verità.

In tempi non sospetti - era il 1993 agli albori di “Mani pulite” - sui problemi della corruzione, della trasparenza amministrativa e del contrasto al crimine organizzato auspicai l'istituzione di una  procura “ad hoc” che si occupasse esclusivamente di lotta contro la corruzione e la criminalità organizzata all’interno della quale distinguere e tipizzare, sul modello anglosassone, le strategie di prevenzione e di repressione di queste due tipologie di reato che asfissiano il nostro Paese.

ROMA - Un Paese libero dalla corruzione e dalle mafie è fondamentale per ricostruire lo Stato di diritto, per soddisfare gli scopi della giustizia e per garantire i principi fondamentali di una società giusta nella quale integrità, trasparenza e onestà siano elementi portanti e non marginali.

ROMA - In quest'ultimo ventennio della nostra storia, la lotta alle mafie langue e occorre assolutamente stare attenti e vigili a non abbassare mai la guardia. Non dobbiamo mai dimenticare che le mafie e la corruzione dilagante continuano a rappresentare un pericolo micidiale per il nostro Paese.

Mercoledì, 25 Maggio 2016 15:06

Il P.C.I. e la riforma “Boschi”

ROMA - Ho militato per diversi anni nel Partito Comunista Italiano di Enrico Berlinguer e ricordo perfettamente che era convintamente monocameralista come lo ero io e come lo sono tutt'ora.

ROMA - Ogni anno che passa è sempre più difficile trovare consensi quando si vuole parlare di legalità e si vogliono ricordare le vittime che per tale ideale hanno donato la loro vita. E' sempre la stessa storia: la legalità in questo Paese non è la regola ma l'eccezione. All'epoca, non avevo ancora ventiquattro anni e ricordo ogni minimo dettaglio di quell'orribile 23 maggio 1992. La mia ammirazione per Giovanni Falcone, per la sua vita, i suoi ideali e la sua

ROMA - L'uccisione di Giovanni Falcone il 23 maggio 1992 scosse notevolmente la società italiana dell'epoca. I media in quel periodo diedero una quantità enorme di spazio alla strage di Capaci generando di fatto una grande presa di coscienza sociale e una poderosa reazione popolare fino ad allora mai viste contro la mafia siciliana.

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