Vincenzo Musacchio

Vincenzo Musacchio

Giurista e docente di diritto penale, Direttore della Scuola di Legalità “Don Peppe Diana” di Roma e del Molise

ROMA - Se si vuole contrastare concretamente la criminalità organizzata ed essere credibili nella lotta alle mafie, la nostra classe politica dovrebbe agire con fatti concreti e non soltanto con proclami e propositi a cui poi non corrispondono scelte precise e univoche.

Domenica, 24 Aprile 2016 10:34

Io sto con il giudice Davigo

ROMA - “Io so perché sono un intellettuale che coordina fatti anche lontani, che mette insieme i pezzi disorganizzati e frammentari di un intero, coerente quadro politico, che ristabilisce la logica là dove sembrano regnare l’arbitrarietà, la follia e il mistero”. Queste parole di Pasolini sembrano attualissime ed evidenziano come sia "anomalo" il nostro Paese.

ROMA - Pochi giorni fa ho letto con gran disgusto che il figlio del boss sanguinario Totò Riina ha avuto a sua disposizione la rete ammiraglia della Rai per presentare un libro su suo padre a dimostrazione di chi comanda veramente nel Paese.

ROMA - Negli ultimi trent'anni la tutela della salute si è trasformata da diritto costituzionalmente garantito a parametro economico e finanziario. Lo svuotamento della rappresentanza popolare nella moderna democrazia e nei suoi equilibri istituzionali ha inciso e non poco sui principi costituzionali in materia di sanità.

ROMA - Bruno Vespa è categorico e perentorio all’Ansa: “Certo che va in onda, perché non dovrebbe?”. Caso chiuso e che nessuno si azzardi a contraddire. La Rai si adegua al diktat e conferma: l’intervista a Salvo Riina, figlio di Totò, andrà in onda.

ROMA - A chi continua ad asserire che la Scuola di Legalità “don Peppe Diana” di Roma e del Molise percepisce soldi pubblici e contributi dei suoi membri rispondiamo con questo articolo.

ROMA - Quello che sta accadendo in queste ore a Bruxelles - e che abbiamo visto in diretta televisiva – non è solo il sintomo della eccessiva fragilità dei sistemi di sicurezza europei e della facile penetrazione dell’estremismo islamico.

ROMA - “Chi è don Peppino?” ”Sono io”, furono queste le sue ultime parole. Il 19 marzo, giorno del suo onomastico, veniva ucciso dalla camorra nel corridoio che dalla sacrestia porta alla chiesa don  mentre stava per iniziare la Santa Messa.

ROMA - Se vogliamo essere onesti ed obbiettivi nell'analisi delle infiltrazioni mafiose in Emilia-Romagna, dobbiamo guardare ai fatti.

ROMA - Era il 7 marzo 1996 quando, in Italia, entrava in vigore la legge n. 109 riguardante l'uso sociale dei beni confiscati alle mafie. Una legge con poche luci ed molte ombre ma che ha rappresentato comunque un segnale positivo nella lotta al crimine organizzato, poiché finalmente i beni confiscati alle mafie venivano restituiti alla collettività.

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