Caterina Carbonardi

Caterina Carbonardi

Business Coach – Associated Certified Coach presso International Coaching Federation

Domenica, 04 Giugno 2017 10:34

Non solo coaching: “E dopo come sarà?

«È il momento che volevo non arrivasse mai, concedetemi un po' di paura» Francesco Totti 

“Quelli che vogliono vincere vincono, quelli che hanno paura di perdere perdono: tendiamo a conseguire ciò su cui ci concentriamo. Se temiamo di fallire, vuol dire che siamo concentrati sul fallimento, ed è proprio quello a cui andremo incontro.” John Whitmore (1937 – 2017)

Spesso nella mia attività professionale relativa ai progetti coaching accompagno i miei clienti fuori da momenti in cui il caos regna nella loro vita professionale. Persone che stanno bene, che hanno sempre agito in modo strutturato nel prendere decisione, sempre fatto pianificazione delle attività in modo organizzato, si ritrovano in particolari momenti sollecitati da eventi e situazioni in cui non riescono a districarsi.

La ricerca della serenità può essere trovata nella soddisfazione che media trai nostri bisogni e i nostri sogni?

Nel primo approccio, durante qualsiasi tipo di incontro fra due persone, in generale si tende sempre a mostrare i lati migliori. Mi piace assimilare questo comportamento a quello dei pavoni nella fase del corteggiamento che, nell’intento di conquistare la propria amata, mostrano la ruota al meglio della loro performance. 

Martedì, 07 Febbraio 2017 08:51

Non solo coaching: la leadership personale

Siamo abituati ad avvicinare il termine leadership al mondo del lavoro, politico o più in generale ad un concetto di ruolo in un contesto dai perimetri ben delineati, su cui una persona si concentra e dà il meglio di se, quasi sempre dove si sente più confidente di riuscire. 

Alla base del raggiungimento di un obiettivo ben definito, c’è sempre una buona pianificazione delle attività.

Per il mio prossimo e vicinissimo compleanno, tappa importante perché segna il traguardo dei 50, mi sono regalata la realizzazione di un mio sogno, scrivere quello che io, con molta umiltà, chiamo libro intitolato proprio come questa riflessione. 

Siamo alle solite, in questo periodo iniziamo il bilancio di fine anno, che dodici mesi fà abbiamo analizzato in modalità coaching  e alla fine sia che questo bilancio sia positivo o meno, ci porta ad inesauribili liste di buoni propositi per il nuovo anno! 

Cosa c’è di male? Nulla di per sé, avere buoni propositi è sempre fondamentale per un buon inizio, incide meno bene quando trascorso l’anno, quello che avevamo in mente di fare non lo abbiamo fatto, ecco che ci sentiamo presi da una malinconia e da un calo inevitabile della nostra energia.

Proviamo allora a ricostruire il mosaico dell’anno passato osservando le situazioni dal punto di vista dei fatti e contenuti, non delle impressioni, del giudizio altrui o, peggio che mai, esercitando un auto-giudizio poco positivo: non sono stato capace! Sul tema del giudizio e della sua inutilità abbiamo fatto le nostre riflessioni già qualche mese fa.

Se all’inizio c’eravamo posti degli obiettivi, cosa ha inciso sulla loro realizzabilità? Avevamo fatto un’analisi della loro misurabilità? Avevamo stabilito delle priorità? Avevamo fatto un piano di azioni? Avevamo misurato i traguardi intermedi premiandoci ad ogni avanzamento? Ma soprattutto abbiamo compiuto le azioni e se no quali sono state le ragioni che non ce l’hanno permesso? Su cosa ho fatto affidamento ed è mancato? 

Magari ho semplicemente cambiato idea, ed ho scelto di fare atro.

Tutto questo serve ed ha l’unico scopo di generare un apprendimento e comprendere cosa può esserci utile in futuro e come porci nuovi obiettivi realizzabili e misurabili. 

Per far questo è bene accettare di passare attraverso esperienze meno positive, purché ci si soffermi a conoscerci meglio, ad ascoltare le nostre vere esigenze e capire cosa è davvero importante per noi, cosa ci motiva a desiderare in cambiamento. Allora cosa fare in questo inizio dell’anno? Tutto quello che vogliamo, come lo vogliamo ma con consapevolezza. 

Un nuovo obiettivo posto con maggiore conoscenza di sé non sarà fatto solo di buoni propositi ma da cosa, quando e soprattutto un perché forte. Un obiettivo sarà in cima alla lista delle priorità e faremo spazio nella nostra vita per realizzarlo, dedicando la giusta energia, se sentiremo per esso passione.

Rimanere focalizzati sull’obiettivo significa non perdere coraggio e cercare tutte le strade per arrivarci. Nulla di male nel rimanere aperto a nuove possibilità, poiché un anno è lungo e tante cose possono accadere, nuove alternative utili si possono presentare e sta a noi valutarne la consistenza: è davvero una nuova possibilità o una distrazione rispetto al mio obiettivo? La domanda apparentemente chiusa, apre la nostra riflessione ad una ampia analisi dei fatti. 

Se l’anno passato, porci  troppi obiettivi in parallelo hanno giocato contro la loro realizzabilità, proviamo quest’anno a fare un gioco nuovo, scegliamone uno, quello più importante o quello più semplice, ma che produca con le azioni il primo cambiamento, che sia quello che in sequenza scateni anche tutti gli altri, prenderemo forza dal vederne realizzato uno, e allora avremo forza anche per il secondo, generando così l’effetto Domino,  la reazione a catena che si genera quando un piccolo cambiamento produce un cambiamento successivo, e di seguito tutti gli altri che desideriamo. 

Il mio augurio, attraverso le parole di Stephen Littleword

“Libera in cielo i tuoi desideri
perché ad ogni ventata improvvisa tu te ne posa ricordare.
Libera in cielo le tue paure
perché con la sua profondità le mischi con le stelle
e le trasformi in nuovi punti di riferimento per crescere.
Libera in cielo i nomi delle persone che ami di più al mondo
perché un angelo custodisca il loro nome tra le cose più care.
Libera in cielo le tue speranze
perché diventino un faro per i giorni più bui.
Libera in cielo la tua luce,
che rischiari i tuoi passi nel cammino della vita.”

Auguri di Buon Anno Nuovo a tutti Voi, pieno di effetto domino a chi ne ha desiderio!

In questo periodo viene sempre logico partire con gli auguri  natalizi che, certo, alla fine di questa riflessione non mancheranno, tuttavia mi vene quest’anno di mettere in risalto un aspetto a cui spesso dedichiamo meno attenzione.

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Cultura

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