Bruna Alasia

Bruna Alasia

Giornalista e scrittrice

VENEZIA (nostro inviato) Ispirato a vicende di razzismo accadute negli anni cinquanta a Levittown, in Pennsylvania; sceneggiato dai fratelli Coen nel 1985 e ora tirato fuori dal cassetto, “Suburbicon” è una metafora tragicomica "sui nuovi muri e sulle minoranze strumentalizzate quale capro espiatorio di tutte le magagne degli Usa", secondo le parole dello stesso George Clooney.

VENEZIA (nostro inviato) Ai Weiwei, il noto artista figurativo e architetto cinese, ha presentato a Venezia un documentario sulle migrazioni nel pianeta: un problema che investe 65 milioni di persone. Filmando attraverso 23 paesi Ai Weiwei e la sua equipe mostrano campi profughi, barconi che approdano alla terra, masse in disperazione davanti  a muri e fili spinati, organizzazioni umanitarie che li aiutano. Con interviste e uso di droni per dare idea della vastità biblica del fenomeno.  

VENEZIA (nostro inviato) “The shape of water” di Guillermo del Toro è stato molto applaudito dalla stampa, perché mescola alla dose fiabesca un quid pedagogico per via subliminale, aggiunto in un impasto gustoso e scorrevole.

LIDO DI VENEZIA (nostro inviato) - La Mostra di Venezia è la prima manifestazione cinematografica a lanciare un concorso di filmati in realtà virtuale, presentati nell’antico Lazzaretto usato nel XV secolo per gli appestati.

Le composizioni brevi di William Somerset Maugham contribuiscono a eleggerlo tra gli scrittori più bravi del panorama internazionale del ‘900. Lo stile raffinato e semplice rende godibili i suoi racconti, i suoi ritratti di personaggi dell’alta società inglese sono indimenticabili. L’insieme di questi preziosi camei letterari è un puzzle dal quale si ricava il volto della vita mondana e artistica del tempo.

“Nuvole di fango” è l’esordio letterario di Inge Schilperoord, una psicologa che ha realmente conosciuto dei pedofili e, in questo suo romanzo, fa un ritratto conturbante e magnetico di un giovane affetto da tale perversione.

La saga creata da Oliver Pötzsch, che ha per protagonista la famiglia di un boia realmente esistito nella Baviera del XVII secolo, è una tra le più lette al mondo. Thriller a metà tra storia e fiaba, ricca di avventure e colpi di scena, in uno stile melodico e fluente, può tenere avvinto anche il lettore più smaliziato perché composta con maestria.

VENEZIA - E’ stato attribuito al grande regista inglese Stephen Frears il premio Jaeger-LeCoultre Glory to the Filmmaker 2017 della 74. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. Un giusto riconoscimento al Lido, soprattutto dopo il che suo “Philomena”, in concorso a Venezia nel 2013, acclamato dalla stampa e dal pubblico, fu snobbato dalla Giuria.

 “La figlia del boia e il re dei mendicanti” è il terzo libro della saga di Oliver Pötzsch, che ha per sfondo la Germania del secolo XVII.

ROMA – E’ suggestivo il fondale dei Giardini della Filarmonica, fronde verdi mosse dal vento su cui la luce scivola voluttuosa. Non serve altra scenografia a Barbara De Rossi e Francesco Branchetti, appassionati interpreti del grido di “Coro di donna e uomo”, di Gianni Guardigli, ambizioso recital sulla sofferenza umana e sulla sua necessità di catarsi. Sottolineato dalle musiche originali di Pino Cangialosi. 

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Cultura

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