Bruna Alasia

Bruna Alasia

Giornalista e scrittrice

La tecnologia è nei fatti più evoluta del nostro cuore e della nostra psiche, ci illudiamo di avere molte cose sotto il nostro controllo ma i meandri dell’animo umano restano misteriosi: lo dimostrano Pascale Chapaux Morelli ed Eugenio Murrali nel saggio “Vincere le delusioni – Contromosse per superarle e non farsi avvelenare la vita”, edito da Feltrinelli.

ROMA (nostro inviato) "I Tonya" è un film biografico sulla pattinatrice olimpionica – la sola americana in grado di eseguire un’acrobazia difficilissima chiamata triple axel - Tonya Harding accusata, insieme all'ex marito, dell'aggressione alla rivale Nancy Kerrigan.

ROMA (nostro inviato) “Una questione privata”, tratto dal romanzo di Beppe Fenoglio, è un film dei fratelli Taviani scelto per il concorso ufficiale della festa di Roma. Il pubblico ha dimostrato di apprezzare, anche se qualche spettatore lamentava una certa lentezza.

ROMA – Uno dei primi film della festa del cinema di Roma ha una funzione catartica e educativa, anticorpo ai pericoli innescati oggi dall’odio assurdo verso l’immigrazione. La regista Katryn Bigelow e lo sceneggiatore Mark Boal, entrambi premi Oscar, bilanciando sapientemente l’aspetto del reportage alla narrativa, hanno creato a un lungometraggio che vuole ristabilire la verità su un episodio criminale, a sfondo razzista, della polizia di Detroit, evento che ha segnato vergognosamente la storia degli Stati Uniti. 

ROMA - Due ore senza intervallo, che fuggono in un soffio, riescono a tenere alta l’attenzione, avvincono, nonostante la tragedia di Euripide sia nota: riallestita da Daniele Salvo, al teatro Quirino è in scena la storica edizione di “MEDEA” diretta da Luca Ronconi nel 1996 e, di nuovo, è perfetto protagonista Franco Branciaroli che, proprio perché uomo, riesce a dare al mito della protagonista quel tanto in più di complessità, mistero, deformità, sì da restituire al personaggio tutta la forza e la stranezza minacciosa delle passioni insane.

ROMA (nostro inviato) - Parte oggi la festa del cinema di Roma con un programma molto ricco. Sono trentanove, tra film e documentari le pellicole della selezione ufficiale, dieci le anteprime mondiali, tre i film italiani, dodici gli incontri con personaggi di primo piano, senza contare le preaperture, i restauri, le retrospettive, gli omaggi.

A seguito della decisione di restituire l’indipendenza all’India, nell’estate del 1947 gli inglesi incaricarono per la delicata transizione verso l’autonomia Lord Mountbatten che, nella veste di Viceré, dovette gestire il conflitto fra induisti, musulmani e sikh, i quali nonostante gli insegnamenti di Ghandi, si rifiutavano di convivere pacificamente. Il Viceré non riuscendo a mediare, fu spinto alla cosiddetta "Partition" fra India e Pakistan: una separazione dolorosissima per milioni di famiglie incluse le 500 persone a servizio nella sua immensa dimora.

ROMA – Si apre il sipario su una sala foderata di librerie bianche, dalle cui finestre s’intravedono eleganti pini, un intellettuale (Stefano Santospago) seduto alla scrivania pensa al padre che non ha mai conosciuto, oggi l’uomo ha sessant’anni e ricorda quando da bambino si avvolgeva nel vestito del genitore immaginando di essere abbracciato da lui. A un tratto il padre (Francesco Bonomo) si materializza sul palcoscenico e i due possono finalmente dirsi “Ciao”: sono Vittorio Veltroni e suo figlio Walter. 

Il Nobel per la Pace 2017 a ICAN, la campagna internazionale contro le armi nucleari per “il suo lavoro nel portare l’attenzione sulle conseguenze umanitarie catastrofiche di qualsiasi uso delle armi nucleari e per i suoi sforzi fondamentali per ottenere un trattato che metta al bando queste armi” è un importante riconoscimento agli oltre 400 partner che si battono per identico traguardo.

Il libro di Pascale Chapaux Morelli e Eugenio Murrali è stato presentato da Dacia Maraini, Aldo Cazzullo, Piera Degli Esposti, Maria Concetta Mattei

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