Alessandro Cardulli

Alessandro Cardulli

Sabato, 01 Febbraio 2014 17:28

Italicum o meglio il telefonicum

ROMA - “Silvio senti, io questi piagnoni non li sopporto più.Più sono piccoli e più ringhiani. Ci sono alcune cosette da cambiare, cose da niente.Per esempio il 5% come soglia di sbarramento portiamo al 4 e non se ne parla più.” Matteo ma che dici.Intanto sappi che Dudù non ringhia,ma usa dolcissime abbaiate. Non posso proprio, ned tgiri fuori sempre una nuova.”

Venerdì, 31 Gennaio 2014 19:40

Se anche il Pd umilia il Parlamento

Nubifragi di cielo e di terra. Non ci  solo le bombe d’acqua che mandano in tilt il nostro Paese, devastano territori    mai salvaguardati, aggrediti dalla speculazione edilizia,fanno deragliare i treni che rimangono inerti sui binari. Ci sono anche nubi velenose che rischiano di travolgere, o perlomeno di indebolire fortemente le strutture portanti della nostra democrazia, sempre meno credibili. Più del 45% dei cittadini intenzionato a non votare.   

Giovedì, 30 Gennaio 2014 19:25

Quel lugubre grido di “ boia chi molla”

ROMA - Inutile cercare giustificazioni, dare contorte spiegazioni, la storia parla da sé. C’è chi  fa risalire alla fine del 1700 il ” boia chi molla”, urlato da  un “cittadino” di Cinque Stelle in un aula del Parlamento italiano.

ROMA - Un giorno e una notte di telefonate. Chissà cosa si sono detti Matteo Renzi e il pregiudicato Bwerlusconi per arrivare al nuovo accordo sulla riforma della legge elettorale, quell’Italicum che troppo ricorda l’Italicus, una tragedia per il nostro Paese.

ROMA - In un paese normale  un segretario normale di un partito normale, tanto più se nel nome figura anche la parola sinistra, pure se accoppiata a centro, avrebbe detto ai deputati: lasciamo da parte il passato, il modo in cui è nata questa proposta di riforma della legge elettorale.

Sabato, 25 Gennaio 2014 15:51

India, stupro “autorizzato”. Un orrore

ROMA - Non ha fatto notizia. Non ha trovato posto nelle prime pagine di quei giornali che , con qualche giorno di ritardo, hanno raccontato una storia tragica che viene dall’India. Non ci sono stati lanci di agenzia, nessun commento. Non un moto di sdegno,corale,pubblico. Un segnale che il mondo, il nostro paese, i media italiani, si stanno imbarbarendo. Pagine e pagine di retroscena, di cronache politiche insulse, chiacchiericci oppure filippiche, talk show segnati da grida, strilli.

Venerdì, 24 Gennaio 2014 19:41

Primarie, maledette primarie

ROMA - Era stato previsto che le primarie aperte a tutti per eleggere gli organismi dirigenti del Pd avrebbero avuto effetti negativi sulla  vita del partito che aveva bisogno in primo luogo di  indicare un progetto di società, guardare al futuro, dare una speranza a milioni di lavoratori, di pensionati, alla fasce più povere della popolazione e,insieme, indicare una nuova politica economica, il lavoro come centralità, la ripresa, l’indicazione di nuove scelte di politica industriale.

ROMA - “A prescindere dai contenuti”: è con queste parole  che il vicedirettore di Repubblica, Massimo Giannini, professionista di indubbio valore, ha  intessuto le lodi a Matteo Renzi, che sarebbe riuscito in pochi giorni a fare quello che in tutti questi anni era riuscito a nessuno: un accordo per  una nuova  legge elettorale, mandando a casa il Porcellum e riforme costituzionali, dalla abolizione del Senato alla revisione del Titolo Quinto della Costituzione.

ROMA - Commenti a raffica, elogi a Renzi perché è riuscito  a far mettere nero su bianco ad una riforma  della  elegge elettorale di cui si discuteva da anni alla ricerca di un dopo porcellum, una delle più grandi porcate nella storia della Repubblica italiana, che tante ne ha viste.

ROMA - E’un vero rottamatore, Matteo  Renzi, il segretario del Pd. Lo è tanto che finisce per rottamare non solo il Pd ma se stesso. La sua coerenza, in questo è cristallina. Quando si doveva decidere se cacciare dal Senato il cavalier Berlusconi in presenza di sentenza definitiva anche nel Pd c’era chi diceva di attendere il momento in cui  sarebbe decaduto entrando in funzione i meccanismo di attuazione della sentenza stessa. Lui è i renziani si erano battuti perché  il Senato decidesse velocemente. A conclusione avvenuta aveva pronunciato la fatica frase “ Game over, finito”. 

Il segretario del Pd  rottama se stesso e il partito

Rottamazione eseguita.  Sempre lui sia nelle primarie in cui aveva gareggiato con Bersani e poi in quelle recenti aveva fatto della riforma delle legge elettorale la sua bandiera. Modello quella dei sindaci, il doppio turno. Molto aveva insistito perché i cittadini venissero messi in condizione di eleggere i propri rappresentanti, così come eleggevano, con le preferenze, i consiglieri comunali, quelli regionali. Una richiesta fatta propria da un arco molto vasto di forze politiche e che la Corte costituzionale ha richiamato quando ha deciso la incostituzionalità del porcellum sia per il premio di maggioranza che perché impediva la libera scelta degli elettori in materia di rappresentanza.Insomma, per dirla in poche parole, l’abolizione del porcellum. In un colpo solo,ripetiamo, ha rottamato se stesso e il parttito.

“Profonda sintonia “ con chi ha frodato lo Stato

 

 La “profonda sintonia” con il condannato lo ha portato a negare tutto quanto detto e fatto e, basta saper leggere, riproporre un porcellum corretto, facendo carne di porco,ci scusi il porco che ha subito anche l’offesa di vedersi intestata una legge vergogna. Non solo, parlare di  “profonda sintonia” per quanto riguarda la riforma dello Stato con un pregiudicato che ha frodato lo Stato di qualche miliardo, suscita ribrezzo e vergogna, tanto che nella rete tanti sono coloro che parlano di Pd come del loro ex partito. E qui si pone il problema  della sinistra in minoranza in direzione che si riunirà lunedì per approvare, chiede il segretario,una cosa già  decisa nell’incontro farsa. Ma nelle primarie di partito  Cuperlo ha sfiorato il 40% e Renzi è rimasto  cinque punti sotto la maggioranza.

Netto dissenso di Cuperlo, presidente  dei Democratici

Non solo, proprio Cuperlo, che è anche presidente del partito ha espresso un netto dissenso con la “ profonda sintonia” Abbiamo detto incontro farsa. Il segretario del Pd  viene da una scuola”esperta”nei giochi e nelle trame sotterranee. Non avrebbe fissato l’incontro con Berlusconi, di più nella sede del Pd, se non aveva la certezza che l’accordo c’era già, era stato preparato negli incontri clandestini, con Verdini,complice il professor D’Alimonte che poteva mettere a disposizione delle sue indubbie competenze per miglior causa. Invece anche  lui è diventato un sostenitore del  modello spagnolo. La cosa era apparsa chiara nella prima riunione della direzione del Pd, quando Renzi aveva preso di mira i piccoli partiti che ricattano e quindi l’obiettivo di fondo era quello di rafforzare le grandi forze politiche. Argomenti, si fa per dire, subito rilanciati dal pregiudicato, un vero e proprio tam tam. 

Quando i due si sono seduto al tavolo l’intesa c’era già

E quando i due si sono seduti al tavolo l’intesa  c’era già. Si dovevano solo mettere a punto tempi e modi per lanciare la proposta. Non doveva apparire come un accordo già fatto per evitare scontri con il centrodestra di Alfano e le altre componenti della maggioranza di governo. Apertura quindi a tutte le forze politiche e ritorno al Pd che dovrà approvare nella direzione di  lunedì il pacchetto confezionato sulla base della consultazione sulle tre proposte di  Renzi. Per questo si è trovata la formula della “profonda sintonia” che consiste in : simil porcellum, niente preferenze e quindi niente seconda preferenza di genere, nessuna garanzia  che dalle urne esca una maggioranza, la messa a punto delle circoscrizioni elettorali  avvantaggia enormemente Pd,Fi, E M5S.

 

Già i “ saggi” avevano lavorato sulle riforme bloccate dal berlusca

Altro elemento della farsa: riforme istituzionali, abolizione del Senato, riscrittura dell’articolo 5 della Costituzione relativo al decentramento. Renzi e Berlusconi si assumono il merito  di aver deciso di affrontare il problema. Bugie e buon mercato perché già i “saggi”che hanno lavorato su indicazione del Presidente della repubblica, avevano elaborato proposte che legavano insieme riforma elettorale e riforme costituzionali. Proprio l’uscita dalla maggioranza dei berluscones ha bloccato i lavori della commissione. Renzi e il pregiudicato non hanno detto più di tanto trasformando  il problema da istituzionale e politico in finanziario con la riduzione degli emolumenti per i consiglieri eliminandolo per gli eventuali “ nuovi “ senatori che non si sa quale ruolo dovrebbero avere. Questa la “ profonda sintonia”, il risultato della rottamazione. Il pregiudicato  pensa già a un governo di “ scopo” per le riforme, Renzi presidente, ma con il pallino nelle sue mani. E Renzi, si sa bene, che gradisce, tanto per prendere confidenza con Palazzo Chigi.Poi si vedrà

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