Pietro Folena

Pietro Folena

ROMA - Trovo abbastanza incredibile il clima conformista e intimidito che in molti, nel Partito Democratico, hanno assunto a fronte del progetto di riforma costituzionale. Capisco quando Matteo Renzi chiede coesione e compattezza sull'azione di Governo: per ottenerla bisognerebbe, anche su materie economiche e sociali, ascoltare di più tutte le opinioni.

Venerdì, 11 Aprile 2014 20:31

Con Chiti, senza se e senza ma

ROMA - Trovo abbastanza incredibile il clima conformista e intimidito che in molti, nel Partito Democratico, hanno assunto a fronte del progetto di riforma costituzionale. Capisco quando Matteo Renzi chiede coesione e compattezza sull'azione di Governo: per ottenerla bisognerebbe, anche su materie economiche e sociali, ascoltare di più tutte le opinioni. Ma non capisco sinceramente il clima intimidatorio che si è creato alla Camera in occasione della discussione sull'Italicum, che ha visto anche la minoranza del PD sostanzialmente subalterna e incapace di un'iniziativa significativa. E ancor di meno capisco il clima che si sta creando al Senato, o le parole di dileggio dei “professori” che il Segretario-Premier ha pronunciato alla Direzione. 

I diritti d'immagine sempre più al centro degli interessi della Cultura del Belpaese, che deve imparare a sfruttarli

ROMA - Di Dario – “colui che possiede il bene”, in antico persiano- è rimasta soprattutto la trasformazione di Persepoli, diventata grazie a lui straordinaria città d’arte. Dario I° di Persia, detto il Grande: da allora questo nome, Dario, si carica di un significato particolare.

ROMA - “E di poi, stetti un poco e uscii dal mondo”. Francesco così detta nel suo Testamento, qualche mese prima di morire. Il suo “uscire dal mondo” non è solo l'annuncio medioevale dell'ingresso in un monastero. E non è neppure l'annuncio di un gesto autodistruttivo.

ROMA - Il Grande Inciucio Renzi-Berlusconi, un Porcellum con una soglia di sbarramento più alta, che ricompatta il centro-destra e cancella gli effetti politici dell'azione di governo dell'ultimo anno, lasciando però in campo pesantemente quelli sociali, si è reso possibile, con un'arroganza e una prepotenza padronali senza precedenti, perché è venuta meno l'idea di una sinistra autonoma dai poteri forti.

ROMA - Ciak. La prima non era buona. Il confuso stop and go di Matteo Renzi e dei  ragazzi del suo staff  sull'articolo 18 e sul lavoro non fa presagire nulla di buono. Ora Renzi frena gli ardori del suo staff, che forse non ha ancora capito quale responsabilità ha di fronte a milioni di persone, sentendo il rischio di prendere una dura musata.

Mercoledì, 27 Novembre 2013 15:13

Cambiare registro guardando alla Spd tedesca

ROMA - Comunque vadano le cose, in questi giorni si produrrà una svolta politica. Non mi riferisco solo alle conseguenze del voto, previsto per stasera, relativo alla decadenza da senatore della Repubblica di Silvio Berlusconi, e del previsto passaggio di Forza Italia all'opposizione. Mi riferisco soprattutto a cosa si produrrà nel Partito Democratico col voto dell'8 dicembre.

Venerdì, 22 Novembre 2013 11:41

La doppiezza disarmante di Renzi

ROMA - L'altra sera, in una trasmissione trash, Matteo Renzi ha annunciato che se diventerà segretario pretenderà disciplina da chi sarà in minoranza. Troppo facile osservare che pretende un comportamento che in questi due anni, appoggiato da poteri mediatici imponenti, Renzi non ha garantito.

ROMA - E alla fine, come in una favola, il buon Matteo tornò democristiano. Lo scrivo senza spocchia, e con grande rispetto per la storia di un grande partito popolare.

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Cultura

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