Salvatore Sciré

Salvatore Sciré

Giornalista e autore teatrale

ROMA - Al Teatro Dell’Angelo è in scena una spettacolo molto particolare, per un pubblico particolare:  parliamo di GIROTONDO di Arthur  Schnitzler, scrittore e medico austriaco di fine Ottocento, noto anche  per aver messo a punto un artificio narrativo, il cosiddetto monologo interiore, al quale fece spesso ricorso nelle sue opere per descrivere l’evolversi dei pensieri dei suoi personaggi. In realtà, la produzione di Schnitzler subì molto l’influenza di Freud: i due, infatti, si conoscevano bene, anche se non si frequentarono molto.

ROMA - Al Teatro Sala Umberto ha debuttato un lavoro veramente originale, dal titolo DUE DI NOI, un trittico di atti unici, scritti nel 1970 da un esordiente  Michael Frayn , che nel giro di una dozzina di anni sarebbe diventato famoso in tutto il mondo per il suo capolavoro Rumori fuori scena, diventato ormai un classico della comicità nel variegato panorama del teatro contemporaneo

ROMA - Al Teatro Brancaccio ha debuttato  GHOST, IL MUSICAL, lavoro tratto dall’omonimo e notissimo film della Paramount,  diretto da Jerry Zucker,  che nel 1990 ebbe grande successo (si aggiudicò ben 5 Oscar), raccontandoci la fantastica storia d’amore tra Patrick Swayze e Demi Moore, scandita dalle meravigliose note di Unchained Melody e caratterizzata  dalla travolgente simpatia di Whoopi Goldberg

ROMA - Al Teatro Olimpico ha debuttato un lavoro straordinariamente piacevole ed originale, firmato dalla coppia Lillo & Greg. Si tratta di un giallo (o presunto tale?), che si veste di rosa e di tutti i colori possibili immaginabili.  Il titolo già è indicativo: Il Mistero dell’assassino misterioso”. 

ROMA - Al Teatro delle Muse la Compagnia Stabile mette in scena una commedia di Eduardo Scarpetta, dal titolo: “L’amico di papà”, nella originalissima e personale riscrittura eseguita da Geppi Di Stasio, che ne ha curato anche la regia. 

L’idea originale di Scarpetta era quella di mettere in dubbio il valore stesso dell’amicizia (o presunta tale); almeno, laddove il “cosiddetto” amico (in buona o in mala fede?), per un eccesso di zelo dà il via a una serie di equivoci, che rischiano di mettere in crisi il vivere quotidiano di una agiata famiglia.  L’ospite  tanto atteso, acclamato e ospitato si rivela subito quanto meno scomodo e  invasivo. Per spiegare la figura di Felice Sciosciammocca, ovvero l’ospite, ci affidiamo alle parole allo stesso Geppi Di Stasio, che ci spiega: “Ma la buona fede di Felice è davvero al di sopra di ogni sospetto? Questo Scarpetta non ce lo dice, figuriamoci se sarò io a farlo. Ci piace, però, insinuare un dubbio che aggiunge un pizzico di sale all’azione”. E infatti, il personaggio di Felice, che ci restituisce Di Stasio, si colloca volutamente al confine tra la consapevolezza e l’ingenuità, a metà strada tra il santo e il demonio!

Nel complesso, abbiamo avuto modo di assistere a uno spettacolo che trae tutta la sua efficacia narrativa dal ritmo volutamente impresso a tutto il racconto drammaturgico e dalla forte caratterizzazione di tutti i personaggi. Una scelta registica che ci sentiamo di sottoscrivere pienamente: in caso contrario, il testo avrebbe mostrato sicuramente qualche limite di datazione. Invece, la velocità nella recitazione e l’eccesso, spesso caricaturale e farsesco, ci hanno restituito un’opera di notevole espressività, irrobustita, poi, dall’accresciuto spessore, che Di Stasio ha scientemente conferito ad alcuni personaggi di contorno, il cui ruolo si è invece parecchio arricchito. Da questo nutrito cocktail nascono una serie di piacevoli situazioni comiche, di gags, di spunti bel riusciti. “Una commedia – prendiamo ancora in prestito le parole di Di Stasiopermeata di quei pruriti che sono alla base dei nostri sensi. La chiave, però, non vuole essere mai pesante, mai troppo scollacciata, né troppo salace, forse solo un po’ ridicolizzatrice della condizione dell’essere umano di fronte al suo più forte istinto. Una realtà in cui la centrale maschera di Felice, dopo aver compiuto la sua nobile e devastante parabola, si defila con tutta la poesia dei personaggi indefiniti prima di essere incompiuti.” 

Veniamo ora ai singoli personaggi. Geppi Di Stasio si cala perfettamente nei panni di Felice, mentre il ruolo di don Liborio ovvero il papà, viene egregiamente interpretato da Rino Santoro. Al suo fianco spicca Wanda Pirol,  incisiva e frizzante nella parte di Angiolina, la moglie assai “trascurata” dal marito. Accanto a loro, abbiamo ammirato una brava Roberta Sanzò nel ruolo di Luisella, la cameriera ciociara, segretamente coniugata con Ciccillo, finto accordatore di pianoforti,  abilmente interpretato da un credibile Antonio Lubrano

Tra i personaggi cosiddetti “minori” (divenuti invece di grande rilievo, nella versione Di Stasio), abbiamo apprezzato Lino Mandile, bravo e misurato nel difficile ruolo di Pasqualino, il cameriere gay, Susy Pariante decisa e grintosa nei panni della figlia Marietta, a sua volta innamorata di Ernesto, un appassionato motociclista cui dà vita un ottimo Nunzio Della Marca. Infine Claudio Veneziano veste gli abiti... anzi il camice del divertente dott. Panfilo, mentre  il ruolo di Bettina, una sedicente corteggiata da Don Liborio, è affidato a Marisa Carluccio.

Uno spettacolo da vedere!   

 

 

Teatro Delle Muse -  fino al 2 febbraio 2014  

Via Forlì 43, Roma  -  tel. 06.44233649 o 06.44119185  

ROMA - Positivo debutto al Teatro dell’Angelo della commedia TOTO’ PEPPINO E LA MALAFEMMENA,  un celebrato e celebre classico del cinema in bianco e nero, nell’adattamento teatrale scritto da Manzari  Anton - Continenza - Avallone e curato dallo stesso Antonello Avallone, protagonista e regista della divertente pièce. 

ROMA - Dopo il successo  della scorsa stagione ho voluto ripetere l’esperienza di trasmettere sentimenti ed emozioni di spiccata drammaticità. L’altro volto dell’Autore 2 propone quattro monologhi e un corto del tutto nuovi.

ROMA - Al Teatro de’ Servi  ha appena debuttato “Solo sei bottiglie”, una commedia scritta da Federico Basso, volto noto di Zelig, nonchè vincitore della prima edizione del Concorso “Una commedia in cerca di autori”,  rivolto a giovani autori e promosso da La Bilancia, l’organizzazione artistica che gestisce sia il Teatro de’ Servi di Roma, sia il Teatro Martinitt di Milano.

ROMA - Al Teatro Arcobaleno ha appena debuttato Tartufo”, una commedia scritta da  Molière e che risale al 1664.   Si tratta di un classico, che ha costituito una pietra miliare nella storia del teatro mondiale. Un lavoro in cui l’autore tratta temi per quell’epoca abbastanza tabù, come l’ipocrisia, la falsità, l’avidità, l’impudenza, per di più celati sotto un manto di perbenismo e di finto moralismo.

ROMA - Lusinghiero debutto al Teatro Anfitrione per la  commedia Gente di facili costumi” , scritta dall’indimenticabile Nino Manfredi e da  Nino Marino. Un pubblico entusiasta  ha salutato ed applaudito i due bravissimi attori in scena, ovverosia  Luciana Frazzetto e Geppi Di Stasio sapientemente diretti da Massimo Milazzo.  

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Cultura

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