Menu
Sala Umberto. “Uno nessuno centomila”e un grande Enrico Lo Verso

Sala Umberto. “Uno nessuno centomila”e un grande Enrico Lo Verso

ROMA – “Uno nessuno centomila” è l’ultimo romanzo di Luigi...

Mattarella con Amnesty a difesa dei diritti umani

Mattarella con Amnesty a difesa dei diritti umani

ROMA - Il rispetto e la promozione dei diritti umani...

Francia. 47 milioni al voto per le presidenziali

Francia. 47 milioni al voto per le presidenziali

PARIGI - Urne aperte per 47 milioni di cittadini francesi,...

Corea del Nord: pronti ad attaccare Usa

Corea del Nord: pronti ad attaccare Usa

La marina americana si esercita con il Giappone

Parigi, uomo armato di coltello contro polizia alla Gare du Nord

Parigi, uomo armato di coltello contro polizia alla Gare du Nord

Nessun ferito, l'uomo è stato fermato senza opporre resitenza. In...

Jack Nicholson. Una vita di otto decadi

Jack Nicholson. Una vita di otto decadi

Jack Nicholson è venuto al mondo il 22 aprile 1937...

Il cuneo fiscale è sceso di 13,3 miliardi

Il cuneo fiscale è sceso di 13,3 miliardi

Negli ultimi 3 anni il cuneo fiscale è diminuito in...

Ambra Jovinelli. “Dal vivo sono molto meglio”: cinquanta sfumature della Minaccioni

Ambra Jovinelli. “Dal vivo sono molto meglio”: cinquanta sfumature della Minaccioni

ROMA - Paola Minaccioni è senza dubbio un’attrice talentuosa ed...

Grecia: premier Tsipras contro i creditori internazionali

Grecia: premier Tsipras contro i creditori internazionali

ATENE - I creditori internazionali della Grecia dovrebbero "mettere fine...

Iraq: Mosul, liberata 11enne yazida rapita dallo Stato islamico

Iraq: Mosul, liberata 11enne yazida rapita dallo Stato islamico

MOSUL  - Le forze irachene hanno liberato una bambina yazida...

Prev Next

Il debito pubblico italiano e la globalizzazione senza regole

Il debito pubblico italiano e la globalizzazione senza regole

Il debito pubblico italiano è sempre al centro di tutte le discussioni relative al ruolo dell’Italia nell’Unione europea. Anche se siamo stati tra i fondatori dell’Unione, più di un governo europeo ci vorrebbe relegati nel secondo o addirittura nel terzo girone. 

Gli ultimi dati indicano che il rapporto del debito pubblico italiano rispetto al pil è intorno al 133%. Di conseguenza, tutti si sentono autorizzati a chiedere riforme strutturali, rientri veloci, tagli ed austerità, fino a sollecitare forti sanzioni finanziarie per il mancato rispetto dei parametri di Maastricht.                

L’andamento del nostro debito pubblico nei decenni passati è sempre stato in aumento per una serie di motivi negativi, politici ed amministrativi, che ancora oggi necessitano di essere affrontati e corretti.

Noi, però, dobbiamo anche evidenziare come la speculazione finanziaria internazionale, esplosa in alcuni momenti cruciali della nostra storia, ha inferto delle tremende accelerazioni nella crescita del debito pubblico, portandolo così fuori dai normali canali istituzionali.

Il primo grande attacco speculativo contro la lira avvenne nel 1992. Era parte del più vasto attacco contro il Sistema Monetario Europeo. Lo Sme doveva preparare con maggior attenzione e con una velocità moderata, il processo di cooperazione e di unione europea, anche nel campo monetario e finanziario. 

Come è noto, in Italia l’attacco speculativo era combinato con la pressione internazionale verso la privatizzazione delle imprese a partecipazione statale. Ovviamente non vi fu solo la spinta internazionale… Alla fine, con la massiccia svalutazione della lira, vi fu una vera e propria svendita delle aziende pubbliche. 

L’effetto sul debito pubblico fu devastante. Il rapporto debito/pil , che era di 105,4% nel 1992, salì al 115,6% nel 1993 fino a raggiungere 121,8% nel 1994. Sotto la pressione dei mercati i tassi di interesse sui titoli di stato salirono notevolmente, aggravando ulteriormente l’andamento del debito pubblico.  u necessario un enorme sforzo, sia per la ripresa economica che per i tagli della spesa pubblica, per ridimensionare i tassi. Anche l’entrata nell’euro incise nel rapporto debito/pil che scese intorno al 103% nel 2004 e nel 2007/8. 

Poi la crisi finanziaria globale, partita dagli Usa, investì tutto il mondo, in primis l’Europa, colpendo tutti i settori economici, bancari e commerciali provocando pesanti crolli nelle produzioni ed enormi salvataggi pubblici delle banche a rischio bancarotta.

In Italia il rapporto debito/pil schizzò dal 103,6% del 2007 al 116,0% del 2009.  

L’altra impennata più recente si è registrata nel 2011 a seguito dell’attacco speculativo contro l’Italia, che portò lo spread ad oltre 500 punti (5%)sopra il tasso di interesse del Bund decennale tedesco, con effetti pesanti per gli interessi dei titoli di stato italiani. Come noto, la crisi determinò anche mutamenti negli assetti di governo. Per fortuna l’attacco si fermò nel preciso momento in cui Mario Draghi, presidente della Bce, dichiarò che avrebbe utilizzato tutti i mezzi necessari nella difesa dell’euro. Il famoso “whatever it takes”. 

Ma il rapporto debito/ pil, che nel 2011 era del 120,7%, schizzò al 127,0% l’anno successivo.  Si stima che le grande banche internazionali, in particolare quelle europee, nel pieno di quelle turbolenze finanziarie abbiano venduto non meno di 200 miliardi di euro di titoli di Stato italiano. E’ difficile dare una valutazione precisa, ma non si è lontani dalla verità se si afferma che siano state coinvolte anche certe banche tedesche e francesi, quelle stesse che in precedenza  erano state salvate dai rispettivi governi. 

E’ da ipocriti affermare in Europa o in Italia che la speculazione attacca chi se lo merita, per una endogena debolezza economica di cui si è i soli responsabili. Si dimentica che un’economia più debole deve anche fare degli sforzi enormi per recuperare le perdite generate da una crisi a volte provocata da altri. 

 I dati e le stesse discussioni ci dicono che c’è ancora molto da fare. Nelle sedi europee non servono né l’ottimismo di maniera né la classica voce grossa. In quelle sedi non solo bisogna evidenziare che il nostro Paese, a seguito dei ripetuti attacchi speculativi, ha subito un aggravamento del rapporto debito/pil non inferiore al 30%, ma soprattutto far comprendere che è il momento di decidere che gli investimenti non possono essere sottoposti ad un irrazionale principio di austerità che, anziché lenire, aggrava i malanni di un Paese. 

 

Torna in alto
Testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Velletri n. 1/2011 del 27/01/2011
Direttore responsabile Alessandro Ambrosin 
Redazione +39 393 5048930 
Società editrice ARTNEWS srl, via dei Pastini 114, 00186 Roma
P.IVA e C.F. 12082801007
tel 06.83800205 - fax 06.83800208