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Venerdì, 28 Dicembre 2018 14:38

Tecnologia facile, spesso incontrollabile

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Il New York Times in un recente articolo ha posto all’attenzione un problema relativo alla tecnologia, ma non per evidenziarne la continua crescita innovativa, bensì per esprimere preoccupazione per il fatto che ai fini della sua diffusione se ne promuova la semplificazione spinta che finisce per danneggiare la tecnologia stessa.  L’ossessione di rendere senza attrito app e servizi on line finisce per fare dei danni.

Le semplificazioni più adottate riguardano le iscrizioni ai siti web, la semplificazione delle ricerche su un browser, la maggiore essenzialità dell’interfaccia. Il pericolo è secondo questo articolo che la tecnologia divenuta troppo facile sia meno controllabile per gli utenti. Questo processo alla semplificazione è probabilmente quando Mark Zuckerberg circa 8 anni fa sentenziò  che Facebook avrebbe reso più semplice la condivisione delle proprie abitudini e dei propri interessi, in pratica il proprio profilo, che invece prima di quella data veniva pubblicato solo con autorizzazione dell’interessato. 

Negli ultimi anni la semplificazione è cresciuta in misura sorprendente consentendo di eseguire facilmente operazioni della nostra vita di tutti i giorni come.ordinare un pasto,chiamare un taxi,pagare un conto,prenotare un albergo,comprare qualunque tipo di merce,riferendoci alle varie Amazon,Apple Pay,Uber. La faccia buona di questa innovazione è però bilanciata da quella cattiva-un po’ come avviene per la chimica nella visione generale. L’eliminazione di attrito comporta infatti limiti di privacy e di sicurezza. 

Il passaggio da un video cercato ad uno successivo senza interruzione,ma non richiesto e pertanto possibilmente inadeguato; l’accesso semplificato senza password e username; le comunicazioni che ci pervengono senza alcuna richiesta da parte dell’utente:sono tutti casi di semplificazioni a scapito della privacy e della sicurezza. L’articolo termina con una vera e propria provocazione:anziché procedure più semplici cerchiamo di indirizzarci verso procedure meno semplici e meno ottimizzate per la nostra comodità, ad esempio chiudendo un video dopo un certo numero di condivisioni,facendo uso nel percorso informatico di bivii informatici che obbligano il navigatore a scelte responsabili, controllando gli accessi per i followers tutti  esempi di questa possibile”complicazione” in favore della sicurezza e della privacy.

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Luigi Campanella

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