Lunedì, 01 Febbraio 2016 18:48

Che succede se a doparsi sono le bici?

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Nuovo caso di doping nel mondo del ciclismo. Peccato che ad essere stata dopata non è una ciclista,  ma la sua bicicletta

ROMA - Ai mondiali di ciclocross, una delle discipline più dure su due ruote, nella categoria under 23, a Femke Van Den Driessche, 19enne belga, campionessa di ciclocross, non è bastato essere tra le favorite per il titolo né di giocare in casa, dato che la gara si svolgeva a Heusden-Zolder, in Belgio. 

Ha voluto strafare. E, invece di utilizzare una normale bicicletta, ha utilizzato una bicicletta a in cui era nascosto un motore elettrico. E l’avrebbe fatta franca se qualcuno non avesse notato che la bici della campionessa belga appariva strana agli infrarossi….

Ridicole le giustificazioni. “Non era la mia, ma quella di un amico, identica alla mia, e mi è finita in mano a causa di un malinteso di un meccanico”, ha detto in lacrime durante un'intervista alla testata on line belga Sporza, la giovane ciclista. 

Durissimi i commenti del presidente dell'Unione ciclistica internazionale (Uci), Brian Cookson: “La frode tecnologica è inaccettabile. Vogliamo che la minoranza che pensa di usare questi trucchi capisca che è impossibile nasconderli a lungo e che prima o poi pagherà per i danni che fa al nostro sport”. Che ha aggiunto: “L'anno scorso abbiamo stabilito un insieme di regole che ci permettono di agire, e la sperimentazione di nuovi metodi di rilevazione, ma come è comprensibile non posso entrare nel dettaglio”. Lo scorso anno l'Uci, ha modificato una parte del regolamento (il 12.1.013.bis), e ha inserito la “Frode tecnologica”. 

Un chiaro segno che quello appena scoperto potrebbe non essere un caso isolato. A dirlo chiaramente è stato il team manager britannico Chris Young: “Non è solo una ragazza che ha permesso che questo succedesse. Qualcuno ha messo il motore. Viene da chiedersi chi altro li ha”.

“Mi spiace molto per il ciclismo e lo sport in generale, ma ora so che ho un grosso problema da risolvere. Non ho paura dell’inchiesta che è stata aperta su di me perché so di non aver fatto nulla ma so che la mia carriera potrebbe essere finita. Spero solo di avere un’altra possibilità”, ha aggiunto la Van den Driessche. 

Non è ancora certo quali quali saranno le sanzioni emesse dall’ Uci, dato che pare si tratti del primo caso in cui ad essere dopato non era l’atleta, ma la sua bicicletta. 

 

 

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