Roberto Bertoni

Roberto Bertoni

Estate: dolcissima stagione di sogni e speranze. Stagione di riposo, bagni, abbronzature e spensieratezza, per quanto la crisi economica degli ultimi anni abbia minato, per molti, la possibilità di concedersi questi piccoli ma necessari "lussi". 

Marcinelle, sessant’anni fa. Era l’8 agosto 1956 quando 262 minatori, di cui 136 italiani, rimasero intrappolati all’interno della miniera di Marcinelle, morendo in maniera atroce e segnando una delle più gravi stragi sul lavoro di tutti i tempi.

Venerdì, 05 Agosto 2016 11:25

Rio: le Olimpiadi di Jorge Amado

Quando arrivano le Olimpiadi, tutto si ammanta di magia, di splendore, di leggerezza. Se i Giochi si svolgono in Brasile, poi, tutto diventa Samba, Capoeira, Bossa Nova, follia e meraviglia a volontà, al pari del litorale di Ipanema, della distesa sabbiosa di Copacabana e di tutto ciò che rende Rio de Janeiro una delle città più affascinanti e contraddittorie al mondo. 

È difficile immaginare due realtà più diverse di quella napoletana e di quella fiorentina: centro-nord e pieno sud; città vivace, levantina e piena di problemi la prima, città quasi svizzera la seconda; e anche a livello calcistico, a parte la comune ironia e la sagacia di due curve note per la loro sapida irriverenza, le divergenze fra l'universo partenopeo e quello che si snoda in riva all'Arno sono notevoli.

1° agosto 1976, circuito del Nürburgring. Niki Lauda perde il controllo della sua Ferrari e incappa in un incidente spaventoso, con la vettura che, dopo aver sbattuto contro un guard-rail esterno, rimbalza in mezzo alla pista e va in fiamme e il pilota che, essendo volato via il casco a causa della violenza dell'urto, perde conoscenza e inala ogni sorta di sostanza tossica, al punto che ancor più che delle ustioni i medici si preoccupano dei veleni che il campione austriaco ha inalato.

Non è stato un gran Tour, non ci ha regalato le stesse emozioni delle edizioni passate sulla storia (quelle di Coppi e Bartali, di Merckx, di Pantani e, più recentemente, quella vinta da Vincenzo Nibali), non ha entusiasmato, essendo stata una Grande Boucle dominata quasi sempre dal tatticismo e dalla schiacciante superiorità di un team Sky mai così compatto ed efficace nel sostenere il proprio alfiere; fatto sta che il Tour de France è sempre il Tour de France e la sua epica, la sua bellezza, la meraviglia delle sue scalate sul Mont Ventoux o delle sue discese mozzafiato, le sue crono batticuore e i suoi arrivi in volata ci hanno trasmesso comunque sensazioni che è difficile trovare altrove.

ROMA - Ancor più che sull’euro o sulle pur delicatissime questioni dei migranti e del terrorismo internazionale (di cui la tragedia di Monaco è solo l’ultimo episodio in ordine cronologico), è sulla tragedia turca che l’Unione Europea si gioca il proprio destino.

Luglio 2011, cinque anni fa. E due tragedie diverse per proporzioni, gravità e impatto mediatico, ci mancherebbe altro, ma ugualmente significative di un disagio e di un malessere sociale ormai galoppante in tutto l’Occidente, probabilmente frutto della nostra opulenza, del nostro avere tutto e non saperci godere più nulla, della nostra incapacità di cogliere la ricchezza dell’altro e di valorizzare noi stessi senza spavalderia né eccessive pretese.

Mercoledì, 20 Luglio 2016 20:00

Le troppe ingiustizie di un Paese arretrato

Max Fanelli se ne è andato in silenzio: il suo cuore ha cessato di battere e la sua voce metallica, dopo aver gridato invano per anni, si è spenta, stremata da una lunga malattia che purtroppo non concede scampo.

ROMA - La Corea, cinquant’anni fa. È trascorso esattamente mezzo secolo da quel 19 luglio del ’66 in cui un caporale dell’esercito nordcoreano, un certo Pak Doo-Ik, divenuto celebre grazie a una sola partita, mise a segno sul finire del primo tempo il gol che avrebbe estromesso gli Azzurri di Mondino Fabbri dai Mondiali inglesi, poi vinti dai sudditi di Sua Maestà anche grazie a uno dei più celebri gol fantasma della storia del calcio. 

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