Susi Ciolella

Susi Ciolella

MILANO (nostra corrispondente) -  Una grande manifestazione Nazionale, quella che si e' svolta oggi  a Milano, organizzata dall' USB, dal Comitato NO Debito e da tantissime altre sigle, organizzazioni, partiti e realtà che operano nel sociale.

ROMA- “Contro le politiche antisociali del governo Monti e della Bce!” “ Per una società fondata sui diritti civili e sociali, sul pubblico, sull’ambiente e sui beni comuni!”

 

ROMA- Alla strada che si sta percorrendo verso lo smantellamento dell'art.18, USB risponde chiaramente: "Abbrogare la precarietà, impedire i licenziamenti, lottare per riconquistare i diritti"

 

ROMA- Mentre oggi, molti lavoratori nelle fabbriche e nei posti di lavoro hanno risposto No allo smantellamento dell’art.18, aderendo allo sciopero che  ha avuto un’alta adesione in varie regioni d’Italia.

 

USB, piena solidarietà. Basta repressione

 

Roma-Circa 100 manifestanti dei movimenti per il diritto all’abitare sono statati caricati a Roma dalle forze di polizia e, dopo essere stati identificati, rimangono circondati in via della Mercede. 4 persone sarebbero state fermate; uno dei manifestanti è ferito, un altro ha accusato un malore, ma ancora non ricevono soccorso.

 

L’iniziativa ha avuto luogo di fronte agli uffici del CIPE, Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica, che proprio oggi doveva stanziare i 20 milioni per le “compensazioni” per la TAV richieste dal Presidente della Regione Piemonte Cota.

I movimenti intendevano così protestare contro l’uso di denaro pubblico in opere, come la TAV Torino-Lione, inutili, faraoniche ed osteggiate dalle popolazioni locali, mentre in tutta Italia l’emergenza abitativa è pesantissima, vengono tagliati servizi essenziali, non si finanzia il diritto al reddito e al lavoro.

 

L’Unione Sindacale di Base-in una nota- esprime solidarietà ai manifestanti, di cui condivide in pieno le ragioni, e denuncia la aggressività repressiva delle forze di polizia che, a fronte del via libera da parte del governo Monti, impediscono ogni forma di dissenso e di conflitto.

 

Parte il conto alla rovescia, tra pochi mesi saranno tutti licenziati

 

Sono oltre trecento i manifestanti che ieri si sono trovati in presidio davanti al Consiglio Regionale del Lazio. Si tratta dei lavoratori di Alitalia, Argol ed Eutelia.

Tre diverse vertenze, unite dalla perdita del posto di lavoro e la mancanza di un futuro.

Al presidio, organizzato dal comitato Overbooked, erano presenti, Filt Cgil Lazio, Usb, Cub e Comitato Az Cigs Piloti e alcune forze politiche di opposizione.

Sono circa 4000 i cassaintegrati che il 14 ottobre 2012, saranno licenziati dalla ex compagnia di bandiera, a tutti è già arrivata la lettera di preavviso e saranno iscritti nelle liste di mobilità.

Di queste 4000, con le nuove modifiche sulle pensioni, solo poche persone riusciranno a raggiungere i requisiti pensionistici, nel periodo residuo di ammortizzatori sociali.

«895 piloti buttati nel cesso» recita uno striscione, a significare le centinaia di professionalità altamente specializzate, che, non solo tra i piloti, sono state lasciate a casa, rappresentando un problema sociale, per i lavoratori, che non vedono prospettive occupazionali,  ma anche per la collettività. Un esercito di disoccupati senza futuro.

Molte di quelle persone lotta da oltre tre anni, per tenere aperta una vertenza, difficile, che come più volte si è scritto, ha fatto da apripista per un modello di relazioni industriali oltre che sociali, che è stato poi esportato a tante altre realtà lavorative del paese. Girare tra quelle persone, e leggere negli sguardi la stanchezza di una lotta che sembra infinita, cui tuttavia non ci si può sottrarre e percepire nelle parole la speranza che esista davvero una giustizia,  da la consapevolezza che l’orgoglio di essere dalla parte giusta è il motore che rende vive tutte le battaglie, anche quelle che sembrano già concluse.

La CAI – denunciano le organizzazioni sindacali presenti al presidio- lascia a casa i lavoratori cassa integrati e i precari di lungo corso e assume nei settori operativi, personale precario, appena formato.

Quello che chiedono i lavoratori cassa integrati è che si torni a parlare, seriamente, della questione Alitalia, al fine di trovare strumenti occupazionali concreti cosi come una riqualificazione professionale, che dia un minimo di prospettive, a persone che non sono cosi giovani da essere ricollocate, né vecchie per andare in pensione.

La vertenza Argol , che in questi mesi ha visto i lavoratori costretti ad incatenarsi al terminal di Fiumicino, e arrampicarsi sulle impalcature di un Hangar, si è conclusa recentemente con la cassa integrazione di 75 lavoratori. Tuttavia ad oggi, i lavoratori non hanno ancora ricevuto l’indennità prevista dagli accordi. Un ultreriore beffa, per i 75 lavoratori che hanno perso il  lavoro e sono stati sostituiti da personale stagionale, da formare.

Una delegazione di lavoratori Alitalia e Argol è stata ricevuta nel pomeriggio dall’Assessore al lavoro Zezza e dal presidente della IX commissione.

Le organizzazioni sindacali presenti al tavolo, hanno espresso preoccupazione per la situazione occupazionale dell’aeroporto di Fiumicino, in cui oltre alla società Argol, si prevedono nuovi esuberi, a partire, dalla società Flight Care ad altre aziende del settore.

Dall’incontro è emerso che la Regione Lazio, su cui le vertenze aperte pesano in modo significativo, si farà parte attiva all’apertura di un tavolo nazionale sulla vertenza dei lavoratori cassa integrati Alitalia.

Il primo appuntamento sarà per il 15 marzo, che vedrà impegnate le istituzioni locali, l’ Enac, le organizzazioni datoriali e sindacali.

Il presidio, a conclusione dell’incontro, ha preso atto positivamente dell'impegno della Regione, ma è consapevole che la strada per trovare la risoluzione alle problematiche della vertenza aperta è ancora lunga e necessita, della continua attivazione diretta dei lavoratori e delle forze politiche e sindacali.

 

Parte il conto alla rovescia, tra pochi mesi saranno tutti licenziati

 

Sono oltre trecento i manifestanti che ieri si sono trovati in presidio davanti al Consiglio Regionale del Lazio. Si tratta dei lavoratori di Alitalia, Argol ed Eutelia.

Tre diverse vertenze, unite dalla perdita del posto di lavoro e la mancanza di un futuro.

Al presidio, organizzato dal comitato Overbooked, erano presenti, Filt Cgil Lazio, Usb, Cub e Comitato Az Cigs Piloti e alcune forze politiche di opposizione.

Sono circa 4000 i cassaintegrati che il 14 ottobre 2012, saranno licenziati dalla ex compagnia di bandiera, a tutti è già arrivata la lettera di preavviso e saranno iscritti nelle liste di mobilità.

Di queste 4000, con le nuove modifiche sulle pensioni, solo poche persone riusciranno a raggiungere i requisiti pensionistici, nel periodo residuo di ammortizzatori sociali.

«895 piloti buttati nel cesso» recita uno striscione, a significare le centinaia di professionalità altamente specializzate, che, non solo tra i piloti, sono state lasciate a casa, rappresentando un problema sociale, per i lavoratori, che non vedono prospettive occupazionali,  ma anche per la collettività. Un esercito di disoccupati senza futuro.

Molte di quelle persone lotta da oltre tre anni, per tenere aperta una vertenza, difficile, che come più volte si è scritto, ha fatto da apripista per un modello di relazioni industriali oltre che sociali, che è stato poi esportato a tante altre realtà lavorative del paese. Girare tra quelle persone, e leggere negli sguardi la stanchezza di una lotta che sembra infinita, cui tuttavia non ci si può sottrarre, percepire nelle parole la speranza che esista una giustizia,  da la consapevolezza che l’orgoglio di essere dalla parte giusta è il motore che rende vive tutte le battaglie, anche quelle che sembrano già concluse.

La CAI – denunciano le organizzazioni sindacali presenti al presidio- lascia a casa i lavoratori cassa integrati e i precari di lungo corso e assume nei settori operativi, personale precario, appena formato.

Quello che chiedono i lavoratori cassa integrati è che si torni a parlare, seriamente, della questione Alitalia, al fine di trovare strumenti occupazionali concreti cosi come una riqualificazione professionale, che dia un minimo di prospettive, a persone che non sono cosi giovani da essere ricollocate, né vecchie per andare in pensione.

La vertenza Argol , che in questi mesi ha visto i lavoratori costretti ad incatenarsi al terminal di Fiumicino, e arrampicarsi sulle impalcature di un Hangar, si è conclusa recentemente con la cassa integrazione di 76 lavoratori. Tuttavia ad oggi, i lavoratori non hanno ancora ricevuto l’indennità prevista dagli accordi.

Una delegazione di lavoratori Alitalia e Argol è stata ricevuta nel pomeriggio dall’Assessore al lavoro Zezza e dal presidente della IX commissione.

Le organizzazioni sindacali presenti al tavolo, hanno espresso preoccupazione per la situazione occupazionale dell’aeroporto di Fiumicino, in cui oltre alla società Argol, si prevedono nuovi esuberi, a partire, dalla società Flight Care ad altre aziende del settore.

Dall’incontro è emerso che la Regione Lazio, su cui le vertenze aperte pesano in modo significativo, si farà parte attiva all’apertura di un tavolo nazionale sulla vertenza dei lavoratori cassa integrati Alitalia.

Il primo appuntamento sarà per il 15 marzo, che vedrà impegnate le istituzioni locali, l’ Enac, le organizzazioni datoriali e sindacali.

Il presidio, a conclusione dell’incontro, ha preso atto positivamente dell'impegno della Regione, ma è consapevole che la strada per trovare la risoluzione alle problematiche della vertenza aperta è ancora lunga e necessita, della continua attivazione diretta dei lavoratori e delle forze politiche e sindacali.

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Operatori e cittadini vittime di una situazione di degrado


 

Roma- “Lo sbando in cui versano i Pronto Soccorsi romani è già tutto scritto nella quotidianità e nei dati dei tagli degli ultimi anni”, dichiara Licia Pera, USB Sanità. “Dal 2005 ad oggi nel Lazio sono stati tagliati oltre 7.000 posti letto, chiusi 26 ospedali e 11 Pronto Soccorsi. In tutto il Paese ci sono 45.000 posti letto in meno. Noi lo denunciamo da anni, la politica puntualmente lo ignora. Ma invece di fare lo scaricabarile, dovrebbe assumersene appieno la responsabilità”.

 

“I presunti risparmi di cui ciancia la Polverini - prosegue Pera - sono avvenuti sulla carne viva del servizio sanitario pubblico: tagli e chiusure, sistematica  riduzione del personale, enorme numero di precari sottopagati. Invece non è stato minimamente messo in discussione il sistema degli appalti e delle esternalizzazioni, responsabili di sprechi e malaffare, ai quali si continuano a mantenere inalterati i profitti nonostante il piano di rientro dal deficit”.

 

Incalza la dirigente USB: “Lo scandalo, con  relativa gogna mediatica, è unicamente funzionale alla rimozione di qualche direttore generale, per meglio rispondere ai variabili equilibri politici regionali e ad accontentare i famelici appetiti della sanità privata che si alimentano e vivono delle strutturali disfunzioni del pubblico. Una gogna che ha già prodotto il suo primo frutto avvelenato, con l’aumento delle aggressioni al personale dei Pronto Soccorsi, già molto elevate e che nella vergognosa campagna in atto trovano una sorta di giustificazione collettiva”.

 

“Per gli Operatori della sanità – sottolinea Pera - oltre il danno causato da condizioni di lavoro da schiavitù a fronte di continui tagli al salario operati da questa Regione, anche la beffa di essere imputati di  una situazione di degrado della quale non solo non sono responsabili, ma che combattono quotidianamente tentando di garantire ad ogni costo uno straccio di assistenza alla cittadinanza”.

 

“Non intendiamo assistere in silenzio allo scempio che si sta consumando e continueremo a i lavoratori e il servizio sanitario pubblico l’unico in grado di garantire il diritto alla salute per tutti”, conclude la dirigente USB.


ROMA - Blitz dei lavoratori della società Argol, per i quali da domani scatta il licenziamento, davanti all’ingresso della palazzina Alitalia all'aeroporto di Fiumicino, una trentina di loro si sono presentati alla palazzina Rpu ed hanno lanciato sui vetri e sull'ingresso frattaglie di animali e secchi di sangue. Hanno inoltre invocato i nomi dei vertici Alitalia scandendo a più riprese “Vergogna, vergogna”.

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