Beniamino Conforti

Beniamino Conforti

ROMA - Va in scena al teatro Manzoni fino al 28 ottobre questa commedia diretta da Renato Giordano che ripropone le vicende narrate nell’omonimo film diretto ed interpretato nel 1982 da Alberto Sordi.

ROMA - La storia, degna di essere narrata, di un uomo che tanto sa sulla vita e tanto ci ha detto lungo una carriera caratterizzata da alti e bassi, ma costellata di film degni di essere visti, rivisti, compresi, studiati, gustati.

ROMA - Il film è ispirato al libro "The Long Walk: The True Story of a Trek to Freedom" di Slavomir Rawicz. Siamo in piena seconda guerra mondiale. Sette persone condividono un luogo ed un sogno. Il luogo, severo, terribile, è un Gulag sovietico in cui le speranze di sopravvivenza si riducono ogni giorno che passa.

ROMA - Suddiviso in 7 episodi, ciascuno diretto da un regista differente, il film racconta piccole storie ordinarie e straordinarie che hanno come comune denominatore l'ambientazione: la città di Havana ai giorni nostri. Gli episodi sono molto differenti per stile e tematiche, li analizziamo brevemente uno per uno.

ROMA - La vicenda narrata si svolge nel 2161. Trecento anni dopo l'unità, l'Italia è ancora un paese senza forma, senza organizzazione ma soprattutto senza memoria. Leggenda vuole che ci sia stata una rivoluzione, non si sa bene quando, non si sa bene come. Una giovane laureata in storia antica si cimenta nell'arduo compito di  far luce su un passato (il nostro futuro prossimo) a dir poco nebuloso.  E' una lotta contro i mulini a vento.

ROMA - Al teatro Quirino va in scesa “ I Rusteghi” sino al 20 maggio, spettacolo teatrale ispirato alla commedia di Carlo Goldoni.

ROMA - Il giovane Andrew ha tutte le stigmate per diventare lo zimbello dei coetanei: è schivo, non ha amici, non è mai stato con una ragazza, non sa come ci si comporta alle feste.

ROMA - In un futuro non ben precisato, dalle macerie del Nord America è sorta la nuova nazione di Panem, suddivisa in dodici distretti. Ogni anno ciascun distretto deve eleggere un ragazzo e una ragazza (definiti “tributi”) che parteciperanno poi ai sanguinosi “Hunger Games”, una sorta di torneo ad eliminazione in cui il vincitore è l’ultimo che resta in vita. I giochi (seguiti ovunque in diretta televisiva) costituiscono fondamentalmente un attestato di fedeltà e devozione al governo centrale che in passato aveva represso una rivolta riportando violentemente l’ordine. La sedicenne Katniss decide di offrirsi come volontaria al posto della sorella più piccola salvandola così da una morte quasi certa. Riuscirà a salvare se stessa e un po’ della sua umanità?

“The Hunger games” è un prodotto da fast food col retrogusto tutt’altro che gradevole del reality show. Prima di approfondire questa sentenza lapidaria diciamo comunque che la protagonista ha un certo fascino e il film in fin dei conti scorre veloce e si fa seguire. In effetti il grande successo d’oltreoceano testimonia la furbizia dell’operazione commerciale: c’è una giovane eroina con cui qualunque adolescente si può identificare, c’è la classica storia d’amore da opporre alla cattiveria del mondo, ci sono continui riferimenti alla (non)cultura del piccolo schermo. In effetti è un’ opera che richiede uno spettatore assuefatto al linguaggio e ai copioni televisivi. In questo caso il contenitore stucchevole (basti pensare ai costumi, ai trucchi, ma anche ai movimenti frenetici della macchina da presa che nella prima parte causano quasi mal di testa) fa da perfetto contraltare alla vacuità del contenuto. E’ una scatola che si accartoccia su se stessa: si parla di uno show mediatico (gli “hunger games”) sviluppando un intreccio patinato e superficiale tanto quanto quello di un reality pilotato. Sarà un caso che il titolo del film coincide con il nome del becero show che descrive? Non emerge critica convinta verso un mondo basato sul voyeurismo e sul controllo orwelliano. Del resto gli attori interpretano alla meno peggio personaggi che svolgono abbastanza pedissequamente il loro ruolo di vittime sacrificali da immolare al potere centrale. L’opposizione al sistema degli “hunger games” e alla cultura sottostante è complessivamente blanda. Certo in alcuni punti (come nel caso del rapporto fra Katniss e la piccola Rue) sembra che le emozioni e le relazioni umane possano opporsi alla prepotenza del potere. Confesso però che durante la scena strappa-lacrime di metà film mi sono clamorosamente distratto pensando al più e al meno. Forse sono una persona poco sensibile, più probabilmente al film mancano gli ingredienti di base che permettono di dar vita ad emozioni “reali” e non “da reality”.


USCITA AL CINEMA: 01/05/2012
REGIA: Gary Ross
SCENEGGIATURA:Gary Ross, Suzanne Collins, Billy Ray
ATTORI: Jennifer Lawrence, Josh Hutcherson, Liam Hemsworth, Elizabeth Banks, Donald Sutherland
FOTOGRAFIA:  Tom Stern
MUSICHE: James Newton Howard
PAESE: USA
GENERE: Fantascienza/Avventura
DURATA: 142 Minuti

The hunger games - trailer

ROMA - Alcune volte piccoli dettagli possono cambiare il corso dell’ esistenza. E’ quanto viene affermato nell’incipit del film ed è quanto accade al giovane sergente Logan al quale il fortuito ritrovamento di una foto salva letteralmente la vita. Di ritorno dall’ Iraq, deciderà di andare in cerca della ragazza ritratta nella foto iniziando così un percorso umano che ha il sapore della rinascita.

ROMA - Attratti da una pubblicità ingannevole, alcuni cittadini inglesi di età avanzata decidono di partire per l’India.

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