Sabato, 08 Marzo 2014 19:13

Cannabis per utilizzo terapeutico: da oggi sembra possibile

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ROMA - Dopo tante discussioni su questioni “etiche” e non,  viene il si del governo per l’utilizzo della cannabis a scopo terapeutico.

Ora anche in Italia è diventato possibile la prescrizione di farmaci a base cannabinoide, possibilità che hanno anche i medici di base, grazie alla mancata impugnatura da parte dell’attuale premier Renzi della legge promulgata a gennaio in Abruzzo da parte del consigliere regionale Maurizio Acerbo, il quale ha dichiarato che -  Il permettere la loro prescrizione anche da parte dei medici di base è stata una mossa strategica, per permettere la possibilità di trattamento domiciliare – inoltre ha aggiunto che – ogni regione può decidere se porre il relativo costo a carico del servizio sanitario regionale o no - .

Non è mancata la risposta del ministro della salute Beatrice Lorenzin che ha buttato acqua sul fuoco della notizia dicendo che – l’uso terapeutico della cannabis in Italia è possibile già da molti anni, tanto che la regione Abruzzo non è la prima a permetterlo ma la settima della lista -.

Nonostante le parole del ministro sembrino far credere la facile reperibilità di questa sostanza nelle regioni che permettono il suo uso, sono di contraria opinione tutte quelle persone che da anni si battono per ottenere il permesso di utilizzarla senza incorrere in rischi legali e soprattutto senza essere additati dalla società come dei “drogati”. Di qualche mese fa si erano occupati della questione il programma televisivo “Le iene“, che tramite un servizio con dei malati di sla ci hanno dato l’opportunità di vedere con i nostri occhi quanto la somministrazione di questa droga possa rendere la vita di una persona molto più umana.

Come sempre l’opinione pubblica è divisa tra sostenitori e oppositori, tra chi crede che l’uso di questa sostanza stupefacente sia necessaria per permettere le cure adeguate alle persone malate, e chi invece ancora si ostina a credere che la finalità del suo utilizzo sia solo a scopo “lucrativo”. Pensieri e giudizi che colpiscono un Italia che ha voglia di cambiamento, ma che con il suo essere bigotta non fa altro che rallentare il suo percorso.

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