Venerdì, 28 Novembre 2014 17:21

Papa. Musulmani e cristiani insieme per fratellanza degli uomini

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ISTANBUL - "Noi, Musulmani e Cristiani, siamo depositari di inestimabili tesori spirituali, tra i quali riconosciamo elementi di comunanza, pur vissuti secondo le proprie tradizioni: l'adorazione di Dio misericordioso, il riferimento al patriarca Abramo, la preghiera, l'elemosina, il digiuno... elementi che, vissuti in maniera sincera, possono trasformare la vita e dare una base sicura alla dignita' e alla fratellanza degli uomini.

Riconoscere e sviluppare questa comunanza spirituale - attraverso il dialogo interreligioso - ci aiuta anche a promuovere e difendere nella societa' i valori morali, la pace e la liberta'". Lo ha detto Papa Francesco alla "Diyanet", il dipartimento per gli Affari Religiosi di Ankara.

"Ringrazio il Signor Presidente di questo importante Ufficio per il cordiale invito, che mi offre l'occasione di intrattenermi con leaders politici e religiosi, musulmani e cristiani", ha detto Bergoglio. 

Visitando la "Dyanet",   Papa Francesco ha voluto esprimere il suo "apprezzamento per quanto tutto il popolo turco, i musulmani e i cristiani, stanno facendo verso le centinaia di migliaia di persone che fuggono dai loro Paesi a causa dei conflitti e cacciati con la forza dalle loro case, hanno dovuto abbandonare ogni cosa per salvare la propria vita e non rinnegare la fede. La violenza ha colpito anche edifici sacri, monumenti, simboli religiosi e il patrimonio culturale, quasi a voler cancellare ogni traccia, ogni memoria dell'altro". "Sono due milioni", ha aggiunto a braccio, indicando l'accoglienza offerta dalla Turchia come "un esempio concreto di come lavorare insieme per servire gli altri, un esempio da incoraggiare e sostenere". Secondo Francesco, "particolare preoccupazione desta il fatto che, soprattutto a causa di un gruppo estremista e fondamentalista, intere comunita', specialmente, ma non solo, i cristiani e gli yazidi, hanno patito e tuttora soffrono violenze disumane a causa della loro identita' etnica e religiosa". "In qualita' di capi religiosi, abbiamo l'obbligo - ha detto il Papa al mufti' Mehmet Gormez che lo ha accolto - di denunciare tutte le violazioni della dignita' e dei diritti umani. La vita umana, dono di Dio Creatore, possiede un carattere sacro. Pertanto, la violenza che cerca una giustificazione religiosa merita la piu' forte condanna, perche' l'Onnipotente e' Dio della vita e della pace. Da tutti coloro che sostengono di adorarlo, il mondo attende che siano uomini e donne di pace, capaci di vivere come fratelli e sorelle, nonostante le differenze etniche, religiose, culturali o ideologiche". "Alla denuncia - ha raccomandato Francesco - occorre far seguire il comune lavoro per trovare adeguate soluzioni. Cio' richiede la collaborazione di tutte le parti: governi, leader politici e religiosi, rappresentanti della societa' civile, e tutti gli uomini e le donne di buona volonta'. In particolare, i responsabili delle comunita' religiose possono offrire il prezioso contributo dei valori presenti nelle loro rispettive tradizioni".

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