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Jeremy Rifkin: "Continuare con questa energia è una follia". Fulvio Conti, presidente Enel: "Se arrivasse uno stop da Parlamento e Governo incrementeremmo le energie rinnovabili"

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ROMA - Fermare il provvedimento sulle rinnovabili che dovrebbe finire sul tavolo del consiglio dei ministri di mercoledì. A chiederlo, oggi in una conferenza stampa tenuta sul largo marciapiede di fronte al ministero dello Sviluppo Economico, le associazioni ambientaliste (tra cui Legambiente, Wwf Italia, e Greenpeace) insieme con il mondo delle aziende e dei produttori (Assosolare, Aper, Asso energie future) denunciando «l'inesorabile blocco delle fonti rinnovabili» che sarebbe prodotto dall'entrata in vigore di queste norme. Il nodo principale del decreto legislativo (in attuazione di una direttiva comunitaria) riguarda il 'tetto-limitè che verrebbe imposto dal provvedimento al solare fotovoltaico, che non permetterà più di percepire gli incentivi una volta che vengano raggiunti gli 8.000 megawatt totali di potenza. Una soglia - spiegano i manifestanti - alla quale saremo vicini già questa estate, in base alle stime fornite dal Gse che parla di 7.000 megawatt a giugno 2011. Il risultato, secondo le associazioni e gli imprenditori delle rinnovabili, sarebbe uno stop agli incentivi che inciderebbe anche su quegli impianti in attesa dell'allaccio alla rete con «conseguente perdita dell' investimento», oltre che su quelli in fase di progettazione che non avrebbero i finanziamenti dalle banche. I punti principali del provvedimento sono tre: 'tetto' al fotovoltaico a 8.000 megawatt; taglio retroattivo del 30% per gli incentivi per l'eolico; sistema di aste al ribasso per i nuovi impianti.

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