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ROMA - Nel bel mezzo del lungo ponte del primo maggio, arriva finalmente il primo segnale di ribasso sulla rete carburanti. Eni infatti ha diminuito il prezzo raccomandato della benzina di 1 centesimo euro/litro e quello del diesel di 0,5. Per ora fermi tutti gli altri ma adesso gli effetti non si dovrebbero fare attendere. Prezzi praticati sul territorio intanto per lo piu' stabili. Leggeri ribassi semmai a seguito di politiche locali di sconto mentre le no-logo diminuiscono i prezzi con maggiore evidenza sia sulla verde che sul diesel. Le medie nazionali sono adesso a 1,901 euro/litro sulla benzina (soltanto Shell e Tamoil ancora sopra 1,900), 1,779 per il diesel e 0,882 per il gpl. Punte massime poco variate tranne che per il diesel che scende, al Sud, segnando 1,812 euro/litro (benzina 1,981 al Centro, gpl 0,910 ancora al Sud).

Questo e' quanto emerge dal monitoraggio di quotidianoenergia.it in un campione di stazioni di servizio che rappresenta la situazione nazionale per Check-Up prezzi Qe: a livello Paese il prezzo medio praticato della benzina (in modalita' servito) va dall'1,889 euro/litro di Eni all'1,901 di Shell e Tamoil (no-logo in discesa 1,781 euro/litro). Per il diesel si passa dall'1,767 euro/litro ancora di Eni all'1,779 di Q8 (no-logo anche in questo caso in diminuzione a 1,645). Il gpl e' tra 0,865 euro/litro di Eni e 0,882 di TotalErg (no-logo a 0,835).

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ROMA -  Il biondino Anders Behrin Breivik ha confessato. E' lui l'autore del massacro sull'isola di Utoya stando alla testimonianza raccolta dalla polizia norvegese durante l'interrogatorio. Ma c'è dell'altro che inquieta. Il giovane, infatti, stava preparando l'attentato almeno dal 2009, secondo quanto scritto su un memoriale di 1.500 pagine pubblicato da lui stesso sul web venerdì 22 luglio. Breivik in questo documento spiega nei dettagli i preparativi, invocando  l'uso del terrorismo come mezzo per risvegliare le masse  e definendosi  il più grande mostro dopo la seconda guerra mondiale.

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ROMA - Odio, sangue,  brutalità e follia. Sono questi gli elementi che emergono dal duplice attentato di ieri a Oslo e sull'isola di Utoya costato la vita a 91 persone innocenti. La Polizia ha arrestato ieri sera uno dei responsabili, ma è alla ricerca di una seconda persona, perchè stando alle testimonianze dei sopravvissuti avrebbero agito almeno in due.

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PALERMO - Diciannove anni fa faceva un gran caldo a Palermo. La città si era svuotata, era una domenica. La gente di “popolo” si era riversata sulle spiagge, chi poteva si era già trasferito la sera prima nella casetta a mare. Il 19 luglio era una giornata iniziata così. Soffocata da un sole spietato.

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''I feriti italiani nell'attacco avvenuto alle 9,15 ad Herat sono 5 di cui uno e' grave. Si tratta di un capitano colpito all'addome''. Lo ha riferito il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, nel corso di una conferenza stampa al Senato. Il bilancio parziale:  4 morti e 27 feriti. Si tratta di agenti della polizia afghana e civili. Non risultano esserci militari italiani

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Vengono scelti i kamikaze ( termine che in giapponese significa “vento divino”, e viene qui adattato a un contesto, se ci permettete, meno epico). Non si conoscono bene i criteri della scelta, anzi nemmeno i movimenti di questi 20 (attenzione 20) ragazzi, presi tra Egitto e Arabia Saudita, a parte il bello del gruppo, Ziad Jarrah, uno studente libanese di buona famiglia, fresco sposo, che in patria amava bere e ballare: tutta scena, evidentemente, oppure ha cambiato idea, peccato, faceva un bella vita. Gli altri sono probabilmente reclutati in giro da abili ganci: Atta, l’unico che appare un po’ più sveglio, vive ad Amburgo, dove studia con profitto, finanziato dalla famiglia, papà medico, sorelle universitarie, gente moderna che non s’è mai accorta di crescere un ribelle in casa, ma si sa, con i figli si sbaglia sempre.

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MARRAKECH - Appena lunedì scorso ero a Marrakech. Al cafè Argana ci sono stata anche io, come quasi tutti gli stranieri che passano nella città marocchina, a riposarmi dalle fatiche della Medina e a godere il panaroma di una delle piazze più pazze del mondo. Un caffé, o una coca, dato che la birra, ciò che ardentemente desideravo, non è permessa.

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ROMA - Se qualcuno pensa ancora al viaggio dei migranti come al "sogno americano", dovrebbe evitare accuratamente il 48° stato degli Stati Uniti: l'Arizona.

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TUCSON (ARIZONA) - Tragedia nella cittadina di Tucson in Arizona. Una parlamentare della Camera dei rappresentanti Usa, Gabrielle Gifford, è stata ferita insieme ad  altre persone in una sparatoria nel corso di un evento pubblico a Tucson, in Arizona. Attualmente la Gifford è fuori pericolo, a detta dei medici.

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MILANO – Al quotidiano della famiglia Berlusconi non devono aver preso bene la fuga di Vittorio Feltri e la sua “joint venture” con l’altro berlusconiano doc Maurizio Belpietro. Insieme rischiano di rosicchiare copie all’house-organ di Arcore, dopo aver acquistato percentuali di azioni del concorrente “Libero”.

Lo si scopre leggendo oggi un articolo, proprio sotto quello di testa. Titolo: “Nei guai il caposcorta di Belpietro. Per i pm sarebbe solo una montatura”, in cui si racconta quello che da mesi si sussurrava nelle redazioni, che cioè il famoso attentato a Belpietro avvenuto ai primi di ottobre, è stata pura invenzione del responsabile della scorta del giornalista. Troppe le incongruenze, troppe le cose che non tornano. Ora i magistrati avrebbero deciso di approfondire l’ipotesi “bufala”, che se si dimostrasse tale inguaierebbe il poliziotto.

In tempi di vacche grasse, a “Il Giornale” avrebbero lasciato perdere la storia, in ossequio ad un silenzioso “gentleman’s agreement” con l’altra colonna del berlusconismo italico, cioè “ mento d’oro” Belpietro. Ma adesso, pare che il motto del direttore Sallusti (che ha subìto anche la perdita del vicedirettore de Manzoni) sia diventato: “à la guere comme à la guerre” e quindi ogni arma è utile.

Certo, un bel colpetto basso, se si pensa soltanto alle roboanti dichiarazioni di “mento d’oro” subito dopo l’ipotetico attentato, alle dichiarazioni di stima bellicosa dei vari Straquadanio e Kapezzone, sempre pronti ad accusare la sinistra di un possibile clima di violenza, di un antiberlusconismo viscerale e irrazionale. Ora anche “Il Giornale” sottolinea la tendenza di area: le invenzioni.

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