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ROMA - Si cercano, si annusano, , si lanciano segnali di fumo. Niente di concreto ma  Berlusconi, Grillo, Casaleggio, Marie Le Pen, tramite il professor Becchi, genovese,l’intellettuale , la testa d’uovo grillino, docente di  filosofia del diritto, che non si sa bene cosa sia e un deputato del Front Nazionale francese , tengono i contatti a distanza.

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Arriva a Roma, al Senato - Beppe Grillo fa una  sorpresa ai senatori con i quali ha un conto in sospeso, il voto che a cancellato il reato di clandestinità per gli immigrati.

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ROMA - Grillo arriva a Roma. Non si sa quando,<non si sa dove, come i clandestini contro i quali ha lanciato i suoi strali, come la Lega, peggio della Lega.

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ROMA - Matteo Renzi, giustamente, reclama la partecipazione degli iscritti, dei militanti, dei cittadini alla vita del Pd. Predica bene, ma razzola male. La sua giornata, l’apertura della campagna elettorale  per l’elezione a segretario del Pd è quanto di più lontano si possa immaginare dal coinvolgimento delle persone.

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ROMA - Se qualcuno nutrisse ancora qualche dubbio sull'esatta natura degli orientamenti politici del duo Grillo Casaleggio, a costui dovrebbe bastare la sconfessione dell'operato dei senatori del Movimento 5Stelle che ieri in Commissione Giustizia hanno presentato gli emendamenti per l'abolizione del reato di clandestinità e se li sono visti approvare con il parere favorevole del governo.

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ROMA - E' scontro duro nel Movimento 5 stelle.  I vertici del Movimento, infatti,  hanno sconfessato l'operato dei senatori stellati che hanno presentato  l'emendamento al ddl sulla messa prova, approvato ieri anche con i voti di Pd e Sel in commissione Giustizia a palazzo Madama, per l'abrogazione del reato di clandestinità.

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L’Europa ci impone provvedimenti di emergenza contro il sovraffollamento delle carceri

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ROMA - Il caldo gioca brutti scherzi. In queste giornate ne succedono di tutti i colori. Non c’è che da scegliere. Addirittura si viene a sapere che domenica, leggi manifestazione a Via del Plebiscito, comizio di Berlusconi, riunione  a Palazzo Grazioli dello stato maggiore del pdl, a dire del ministro Quaglieriello,  era pronto  un piano per far cadere immediatamente  il governo. 

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ROMA - Uno spettacolo penoso, avvilente per gli stessi attori che ne sono protagonisti, i deputati grillini. Uno dopo l’altro illustrano ordini del giorno, monotonia al limite della noia.

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Non siamo degli amanti dei voti di fiducia. Ma attaccare in modo pesante il governo, usando un linguaggio volgare e violento, come ha fatto Beppe Grillo, con l’accusa  n3ei confronti della maggioranza di eliminare il Parlamento è davvero troppo.  “ Governo inesistente, Parlamento di servi- così ha dichiarato il comico genovese- bisogna ripulire l’Italia dal letame”.  Ha risposto duramente  il presidente della Camera. “ Con il suo linguaggio aggressivo e distruttivo- afferma Laura Boldrini- Grillo continua a rovesciare insulti sulle istituzioni. I suoi costanti attacchi verbali contribuiscono non poco a screditarle. “ Poi  gli chiede “ di avere più rispetto per i cittadini e per coloro che li rapprsentano”. 

Fiducia  sul “dcreto del fare”:427 sì,167 no

In questi mesi il governo ha posto la fiducia una sola volta, questa è la seconda.  La ottiene  sul “decreto  del fare” con 427 sì e 167 no di M5S, Lega Nord, Sel e Fratelli d’Italia. Ed è cominciato  l’ostruzionismo annunciato dai grillini. Sono ben 251 gli ordini del giorno presentati da Cinque Stelle, Sel e Leghisti Si potrebbero fare paragoni con l’uso della fiducia praticata  dal governo Monti e prima, da quelli  targati Berlusconi. Ma non può essere una scusante.

In Commissione discussi e votati centinaia di emendamenti

La realtà è che nelle Commissioni c’è stato un dibattito ampio su un decreto difficile da esaminare perché tanti e di varia natura , sono i provvedimenti che contiene. Risulta che. Dice  Bruno Tabacci, intervenendo in aula,  che in Commissione bilancio in tre sedute notturne sono stati votati 500 emendamenti Non si può affermare che il Parlamento viene messo in cantina  al momento che tanti degli emendamenti presentati hanno fatto parte del confronto in commissione. Certo si può dire che sono stati respinti, non accettati, dichiarati  inammissibili. Ma ciò è avvenuto in aule della Camera. Ne hanno dato ampie notizie i giornali,ne hanno discusso le forze sociali. I grillini hanno cercato di fare dell’aula di Montecitorio una cassa di risonanza  dopo che il governo ha ottenuto la fiducia. Dicono che neppure uno degli emendamento è stato accolto. Giusto,sbagliato? Dicono esponenti della maggioranza a partire dal ministro Franceschini che hanno cercato una mediazione fino all’ultimo, che 800 emendamenti avrebbero  messo in discussione l’approvazione già calendarizzata di provvedimenti importanti, di leggi come quella contro l’omofobia. Niente da fare. Sanno bene che  dal dibattito parlamentare non caveranno un ragno dal buco. Ma nel concetto di democrazia sono comprese anche le maggioranze e le minoranze. C’è un diritto delle minoranze ha dare battaglia ma c’è anche un diritto della maggioranza a far valere le proprie proposte.

Una continua fibrillazione, altro che “ larghe intese”

Si poteva evitare questo scontro che non porta da nessuna parte? Forse sì, magari  con qualche accorgimento in più nell’organizzazione del calendario dei lavori, si poteva dare più “ respiro” al “ decreto del fare”, evitando di dover fare sedute notturne, o addirittura ad  oltranza per mandare in aule altre leggi. Ma qui nasce il problema della “ natura “ del governo, chiamato di  “larghe intese” che meglio sarebbe definire di intese quasi impossibili”, difficili da raggiungere, faticose da portare avanti, impegni presi in modo generico che quando vai a tradurli in fatti concreti trovi le barricate del Pdl, dei falchi e anche dello colombe del Pdl. Un governo che appare in continua  fibrillazione.

 Rispondendo a Fausto Bertinotti che lo aveva  accusato di congelare d’autorità il governo come l’unica possibile soluzione, Giorgio Napolitano afferma: “ Il Presidente ha il dovere di mettere in guardia il Paese e le forze politiche rispetto ai rischi e contraccolpi assai gravi in primo luogo  sotto l profilo economico e sociale che un’ulteriore destabilizzazione e incertezza nel quadro politico e istituzionale” Insomma la maggioranza cammina sul filo del rasoi mentre si fa sempre più pressante l’attesa della sentenza della Cassazione sulk processo Mediaset. Un flo del rasoio che, a volte, diventa talmente affilato che fa male, taglia.

A  rischio processi di scambio politico-mafioso. Zanda: correggeremo

Come è accaduto per quanto riguarda il nuovo testo del 416 ter, tradotto in parole, lo scambio elettorale politico-mafioso. Ebbene questo testo faticosamente riscritto rischia di compromettere diversi processi per mafia. A furia di ritoccare, taglia e cuci, è venuto fuori un provvedimento  nella formulazione messa a punto, faticosamente , dalla Commissione Giustizia del Senato che potrebbe mandare all’aria importanti processi.. Lo hanno rilevato alcuni magistrati, Saviano,, Don Ciottti, Repubblica ha rilanciato. Il capogruppo del Pd al Senato, Luigi Zanda ha assicurato che il testo verrà corretto. Il Prewsidente del Senato, Piero Grasso,  affermato che le modifiche sono possibili in Commissione, mantenendo la sede deliberante.  Lunedì la decisione.

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