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ROMA - Se vogliamo essere onesti ed obbiettivi nell'analisi delle infiltrazioni mafiose in Emilia-Romagna, dobbiamo guardare ai fatti.

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ROMA - Quasi 4 miliardi di euro di beni mobili e immobili sequestrati dalla Guardia di Finanza nel 2015 nell'azione di contrasto alle associazioni mafiose.

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ROMA - Era il 7 marzo 1996 quando, in Italia, entrava in vigore la legge n. 109 riguardante l'uso sociale dei beni confiscati alle mafie. Una legge con poche luci ed molte ombre ma che ha rappresentato comunque un segnale positivo nella lotta al crimine organizzato, poiché finalmente i beni confiscati alle mafie venivano restituiti alla collettività.

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Sabato, 05 Marzo 2016 12:51

Mafia, giornalisti nel mirino

ROMA - Diciamo la verità. In questo 2016, anno di grazia che assiste a una crisi internazionale di grandi dimensioni e pone gran parte dei Paesi europei di fronte alla tragedia epocale dei migranti nell’Europa di cui facciamo parte (le previsioni per quest’anno sono di un milione di persone che cercheranno di arrivare nei Paesi del vecchio Continente in cerca di asilo dalle guerre e, per tanti di loro, di un lavoro per sopravvivere) molti non sanno o non hanno voglia di sapere che oltre duecento cronisti radiofonici, televisivi o scrittori sulla carta stampata o sui tanti siti dell’informazione sono bersagli diretti delle associazioni mafiose.

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Mercoledì, 24 Febbraio 2016 19:32

In Italia le mafie sono ovunque

ROMA - I mafiosi non sono solo Messina Denaro, Riina o Provenzano. Soggetti collusi con la mafia, che utilizzano gli stessi metodi, sono ormai ovunque, sono nelle istituzioni pubbliche, nella società civile e siedono persino in Parlamento.

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La testimonianza umana e professionale, le riflessioni, gli interrogativi che l’ex Procuratore Nazionale Antimafia Pietro Grasso, attuale Presidente del Senato, si pone nel suo libro Per non morire di mafia (scritto con Alberto la Volpe, Sperling & Kupfer, 2009) vengono proposti in versione teatrale in questo spettacolo fortemente voluto da Sebastiano Lo Monaco ed accolto con grande commozione ed ovazioni di pubblico al suo debutto al Festival dei Due Mondi di Spoleto 2010.  Monologo vibrante di un uomo contro, che mette la sua vita in prima linea per salvare la speranza di un futuro possibile, resterà in scena da martedì 23 febbraio fino a domenica 28 febbraio al Teatro Ghione di Roma. In questa intervista a Eugenio Murrali  Sebastiano Lo Monaco racconta il senso e il viaggio di questo dramma.

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Lunedì, 15 Febbraio 2016 11:39

Rapporto agromafie 2016

ROMA - Il quarto rapporto “Agromafie” sui crimini agroalimentari in Italia elaborato da Eurispes, Coldiretti e Osservatorio sulla criminalità nell’agricoltura e sul sistema agroalimentare sarà presentato mercoledì, 17 febbraio 2016 alle ore 9.30 al Centro Congressi Palazzo Rospigliosi, sede Coldiretti, in Via XXIV Maggio, 43.

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Mercoledì, 03 Febbraio 2016 09:21

Il nuovo volto della mafia siciliana

ROMA - La strategia della mafia (o delle mafie, dobbiamo dire ormai non soltanto nel nostro Paese) sta cambiando in maniera già registrata, ma fino ad oggi poco analizzata daimedia, nel rapporto scritto da DIA nel suo primo rapporto semestrale del 2016. Secondo il dossier, Cosa nostra siciliana tende ad essere sempre più collegiale, tende a forme più fluide e poggia sul “principio della così detta realtà reticolare”, privilegiando l’approccio corruttivo ed evita “ove possibile, lo scontro frontale “.

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ROMA - Ci voleva la presidente della commissione parlamentare Antimafia Rosy Bindi per mettere razionalità ed ordine in una situazione come quella italiana che tende regolarmente a intorbidarsi per ragioni che conosciamo ormai bene: gli interessi di chi è all’opposizione in parlamento e vuol essere più vicino a chi il potere ce l’ha già e quello deimedia che, per vendere qualche copia in più od avere le inserzioni pubblicitarie di cui ha bisogno- come e più del pane- per sopravvivere, non ascoltano quel che lei sostiene ma la verità è che troppi interessi sfruttano la lotta ai clan e spesso questa diventa solo una facciata per la conquista di affari e potere.

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Domenica, 17 Gennaio 2016 18:10

I misteri sull’arresto di Provenzano

ROMA - Sono trascorsi ormai nove anni, quasi dieci dall’arresto di Bernardo Provenzano, dettoBinnu e successore di Salvatore Riina alla guida di Cosa nostra, e ancora i grossi  misteri sulla sua mancata cattura a Mezzojuso nel 1995 quando a dirigere la Procura della Repubblica di Palermo c’era il giudice Giancarlo Caselli.

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