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ROMA - Nel secondo anniversario del rapimento delle oltre 270 alunne di Chibok, Amnesty International ha chiesto che tutte le persone rapite da Boko haram siano rilasciate e tutti coloro le cui vite sono state devastate dal gruppo armato ricevano sostegno e giustizia.

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ROMA - In un rapporto diffuso oggi, Amnesty International e l’Ong nigeriana Centro per l’ambiente, i diritti umani e lo sviluppo (Cerd) hanno nuovamente smentito il gigante petrolifero Shell, dichiarando palesemente false le dichiarazioni secondo cui avrebbe bonificato le aree pesantemente inquinate del delta del fiume Niger.

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Un aereo speciale di aiuti umanitari, inviati dalla Direzione Generale per la Cooperazione allo Sviluppo Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e INTERSOS, per soccorrere gli sfollati nel nord del Camerun che fuggono da Boko Haram

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ABUJA - Dopo che l''esercito nigeriano la scorsa settimana ha annunciato di aver liberato più di 700 persone, tra donne e bambini, finite nella mani di Boko Haram, iniziano ad emergere dalle agghiaccianti testimonianze delle donne sopravvissute, molte delle quali rimaste incinta, le atrocità compiute dai membri del gruppo terroristico jihadista.

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ROMA - In occasione del primo anniversario del rapimento delle ragazze della scuola di Chibok, Amnesty International ha pubblicato un rapporto nel quale denuncia che molte delle almeno 2000 donne e bambine rapite da Boko haram dal 2014 sono state ridotte in schiavitù sessuale e addestrate a combattere. 

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LAGOS - Amnesty International ha contato 553 perdite di greggio negli impianti delle due maggiori compagnie petrolifere in Nigeria, Shell e Eni, un dato ""estremamente allarmante"" che assume la dimensione di una "emergenza nazionale".

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“Quando una ragazza bella e bionda scompare, le agenzie di stampa inviano elicotteri e giornalisti sulla scena; ma quando centinaia di ragazze nere vengono rapite in un paese lontano, si dà a malapena la notizia”. Lo scriveva questo aprile la giornalista Charlotte Alter del Times ed infatti la notizia del rapimento di 270 ragazze nigeriane, avvenuto nella notte tra il 14 e 15 aprile nel dormitorio di un istituto scolastico di Chibok a nord del Paese, viene divulgata solo dopo tre settimane: silenzio, disinteresse e disorganizzazione del Governo nigeriano caratterizzano la vicenda. C’è chi accusa addirittura di complicità dell’esercito, dato che, nonostante fosse stato dato l’allarme 4 ore e mezza prima, gli unici militari in servizio in quella zona erano 16. 

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ROMA - Uno spiraglio di speranza si apre per la liberazione delle 276 ragazze in mano ai terroristi di Boko Haram dallo scorso 15 aprile. Secondo il quotidiano inglese “Daily Telegraph” che cita fonti interne al gruppo, gli integralisti avrebbero compreso l’impossibilità per il governo nigeriano di liberare i leader detenuti anche in vista delle elezioni presidenziali e parlamentari del prossimo anno.

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ROMA - In un'intervista rilasciata alla BBC, parlando delle 276 ragazze rapite il 14 aprile scorso dal gruppo terrorista Boko Haram (letteralmente dalla lingua haussa “l’educazione occidentale è peccato”), il premio Nobel nigeriano Wole Soyinka ha detto: “la nazione è in guerra”.

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ROMA - Testimonianze inequivocabili raccolte da Amnesty International hanno rivelato che le forze di sicurezza nigeriane non hanno agito, nonostante un preavviso di almeno quattro ore, per impedire il raid di Boko haram nella scuola di Chibok in cui a meta’ aprile sono state rapite oltre 240 ragazze.

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