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ROMA - Per un quarto d’ora, minuto più minuto meno, Marco Travaglio , da  Servizio pubblico, utilizzando la platea che Santoro gli mette a disposizione, ha cercato di ridicolizzare il Presidente della Repubblica. Ma non lo ha fatto in prima persona.

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ROMA - Con il suo solito parlare elegante Marco Travaglio ha rifiutato il confronto con il Presidente del Senato Pietro Grasso. Lui non frequenta “ Piazza Pulita” per “ motivi igienici”. Gli risponde Formigli che ha proposto e organizzato il confronto disertato dal vicedirettore del “Fatto” , “puliremo con il Cif, non si preoccupi”.

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ROMA - Le parole sono parole e le può portare via il vento. I fatti sono i fatti e non si spostano.  Marco Travaglio dopo aver accusato di ogni possibile  nefandezza Pietro Grasso, magistrato di lungo corso e di grande prestigio, oggi Presidente del Senato nel corso di “ Servizio Pubblico”, sotto lo sguardo benevolo di Michele Santoro rifiuta come sede di un confronto proposto dallo stesso Grasso su Pazza Pulita”, sempre La 7, in prima serata di lunedì.

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 Formigli  aveva offerto . “Piazza Pulita”  lunedì sempre su La  7

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Mercoledì, 20 Marzo 2013 05:44

Se Travaglio smettesse di fare il censore...


ROMA - Marco Travaglio non perde occasione per farci la ramanzina. Noi che non abbiamo studiato come lui, che non scriviamo per il suo giornale, che non votiamo come lui, che non abbiamo amici così integerrimi come Beppe Grillo, che non capiamo la purezza e l’ingenuità degli attivisti e eletti del M5S, che cerchiamo di capire chi sia Casaleggio e che cerchiamo di capire quali siano i clienti e fornitori e partner della Casaleggio Associati, che ci facciamo domande su undici (11) società in Costarica fondate dalla cognata di Grillo e dal suo autista, che ci chiediamo per quale ragione il vicepresidente dell’Associazione Movimento Cinque Stelle sia il nipote di Grillo e il segretario sia il suo commercialista.

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Giovedì, 10 Gennaio 2013 19:18

Berlusconi da Santoro. Si accettano scommesse

ROMA -  "Mi consenta" è la puntata di Servizio Pubblico che andrà in onda stasera su La7, dove Berlusconi sarà l'ospite di Michele Santoro. Un evento davvero eccezionale in cui il cavaliere sarà bersagliato dalle domande incalzanti del conduttore?

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DAMASCO - Il viso perennemente abbronzato del ministro dell'informazione siriano Mohsen Bilal appare in serata sugli schermi della tv panaraba al Arabiya per informare «i gentili telespettatori» che «a Damasco e nelle altre città del Paese la situazione è calma». In sovrimpressione appare invece la scritta «notizia urgente» che riferisce della morte di tre cittadini della capitale caduti sotto il fuoco delle forze di sicurezza governative e della chiusura dell'intero quartiere periferico da parte di agenti in tenuta anti-sommossa. È la fotografia di una nuova giornata di drammatiche notizie non confermate di decine di morti e di silenzi e smentite da parte delle autorità, che continuano a negare quanto invece appare ormai a fiumi sui video amatoriali pubblicati sulla Rete. A Samnin, villaggio a nord di Daraa, epicentro delle proteste senza precedenti nel sud del Paese, si parla di oltre venti morti, uccisi mentre cercavano di forzare il blocco delle forze di sicurezza, schierate a impedire che i residenti delle varie località dell'Hawran, di cui Daraa è capoluogo, affluissero in quella che è stata già ribattezzata «la porta della liberazione». Circa cinque ore dopo i presunti sanguinosi scontri tra residenti e forze dell'ordine a Samnin, un'indiscrezione di stampa attribuita a una non meglio precisata fonte ufficiale, informava della «morte di dieci dimostranti» nel villaggio del sud. A essere sotto assedio ormai non è più soltanto Daraa ma anche altre località dell'Hawran: testimoni oculari riferiscono di un ingente dispiegamento di militari dell'esercito, a cui sarebbe stato affidato il compito di gestire i posti di blocco agli ingressi di tutte le località coinvolte, che sarebbero una decina. Alle forze speciali guidate da un cugino del presidente e ai reparti speciali della polizia è invece affidato - sempre secondo le testimonianze che giungono non confermate dal sud della Siria - il lavoro 'sporco', entrare nei centri abitati e stanare i rivoltosi, disperdere i cortei, sparare a vista e ad altezza uomo.

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ROMA - "Gheddafi deve lasciare il potere" è la frase ricorrente che quasi tutti gli Stati occidentali hanno espresso durante questi drammatici giorni di rivolta libica.

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ROMA - L'uscita imminente di Muammar Gheddafi in cambio di garanzie sull' incolumità sua e dei suoi familiari, del  patrimonio economico a lui intestato e con l'assicurazione di non finire davanti a un tribunale internazionale, sembra trovare conferme.

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ROMA - Muammar Gheddafi non ha nessuna intenzione di mollare.

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