Sabato, 05 Marzo 2022 16:24

Castello di Santa Severa. Varata la D.M.O. ETRUSKEY per il rilancio turistico dell’Etruria

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SANTA SEVERA – Nella sede simbolica del castello di Santa Severa, frazione di Santa Marinella città metropolitana di Roma Capitale, è stata presentata alla stampa l’associazione D.M.O. Etruskey - Destination Management Organization dell’Alto Lazio, che si riconosce nell’eredità culturale degli Etruschi con il progetto di rilanciarne il territorio

nata per rispondere all’esigenza della valorizzazione turistica dell’Etruria meridionale, in sofferenza dopo la frenata causata dalla pandemia. 

Chi avesse già visto il Castello di Santa Severa, tornandoci resterà affascinato dal restauro sapiente, nel rispetto della sua storia, architettura e arte. Il suggestivo maniero, con un parcheggio nel quale insieme alle macchinette per pagare il ticket ci sono stalli in legno consoni all’antico stile, risalta per la raffinata cura che ricorda i borghi della Costa Azzurra, campioni nella valorizzazione delle proprie eccellenze.  Situato in un promontorio sul mare, il castello di Santa Severa oggi è visibile nella struttura del XII secolo con aggiunte di epoca rinascimentale. Purtroppo, dopo un lungo periodo di decadenza, il Castello fu utilizzato anche dai tedeschi come base strategica nel corso del secondo conflitto mondiale. La Regione Lazio dal 2014 ne ha voluto la riapertura estiva per far conoscere questo straordinario patrimonio. Dall’aprile del 2017 il Castello, baciato dal mare, è sempre aperto e ha iniziato un nuovo percorso storico, artistico e culturale, grazie anche alla realizzazione di un ostello per giovani e famiglie.

Santa Severa non è che uno degli esempi del progetto di rilancio dell’Etruria meridionale. La D.M.O Etruskey guarda a necropoli, monumenti e musei, tradizioni millenarie e stili di vita, eventi di forte richiamo internazionale, feste per celebrare storiche tradizioni e prodotti tipici. Civiltà antiche, borghi, castelli, fiumi e boschi incontaminati, la vedono catalizzatore turistico di arte e cultura. La proposta coinvolge 12 Comuni e 31 soggetti privati, da un territorio di 1.300 Km di estensione e con 191.000 abitanti, con un sito UNESCO e un porto internazionale. Per illustrare la D.M.O. ETRUSKEY sono intervenuti Valentina Corrado, Assessore al Turismo, Enti Locali, Sicurezza Urbana, Polizia Locale e Semplificazione Amministrativa della Regione Lazio; Letizia Casuccio, presidente della neonata Associazione DMO ETRUSKEY; Stefano Landi, Destination Manager della DMO ETRUSKEY; Maria Elena Rossi - Direttore Marketing e Promozione ENIT - Agenzia Nazionale del Turismo. 

Spiega Valentina Corrado Assessore al Turismo della Regione Lazio: “Il progetto della DMO ETRUSKEY rientra nella strategia promozionale della destinazione Lazio che, come Regione, abbiamo avviato secondo una linea programmatica capace di far leva sui fattori attrattivi e identificativi del nostro territorio, di avviare un dialogo produttivo tra entità pubbliche e private, di offrire ai turisti esperienze uniche e personalizzate che incidono sulla qualità della nostra offerta turistica”.  Stefano Landi, Destination Manager della DMO ETRUSKEY ha detto: <<Le caratteristiche morfologiche, territoriali, e demografiche della D.M.O. rendono evidente la necessità di valorizzare i piccoli e piccolissimi borghi accanto ad altre realtà territoriali di forte valenza turistica, quali il sito U.N.E.S.C.O. delle Necropoli di Cerveteri e Tarquinia (ndr. la Necropoli di Tarquinia è stata, nell’anno 2020, il sito culturale più visitato del territorio), ma anche il sito di Vulci a Montalto di Castro>>.

Quattro i temi che guidano l’’indirizzo della DMO Etruskey: - Turismo Culturale e Identitario: arte, storia e cultura - Turismo Outdoor: cammini, sport, educazione ambientale, cicloturismo - Salute, Enogastronomia, Turismo Rurale: terme, raccolti e tradizione dei butteri - Eventi Culturali e Artistici: musica, teatro, letteratura, feste e tradizioni. I punti di forza: valorizzazione reciproca tra grandi e piccole realtà, le proposte di turismo esperienziale, la formazione dell’accoglienza, l’attenzione particolare all’accessibilità del pubblico disabile e fragile. Una piattaforma di commercializzazione garantirà la più completa narrazione e la migliore redditività dell'offerta territoriale.

Ultima modifica il Sabato, 05 Marzo 2022 16:26
Bruna Alasia

Giornalista e scrittrice

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