Teatro Quirino. Laboratorio Rebibbia in “Exodus”, uno spettacolo da vedere

ROMA –  Punta di diamante della proposta di reinserimento per i reclusi del penitenziario di Rebibbia è costituita dall’arte teatrale: dal 2002 il Centro Studi Enrico Maria Salerno ha assunto la responsabilità delle attività teatrali e formative presso il carcere. I detenuti-attori coinvolti nei Laboratori sono oltre 100. 

Sono stati prodotti 8 spettacoli (Shakespeare, Dante, Cechov, Giordano Bruno, Eduardo…) con oltre 50 repliche per un totale di 22.000 spettatori.  La sala, aperta al pubblico, è dotata di una platea di quattrocento posti e di un palcoscenico ampio e  attrezzato. Il successo del progetto è stato pienamente coronato dall’ingresso della troupe dei Fratelli Paolo e Vittorio Taviani che hanno realizzato – attraverso mesi di riprese nelle celle e nei corridoi delle Sezioni, con un cast di soli detenuti-attori –  il film  “Cesare deve morire”  che ha vinto l’Orso D’Oro al Festival Internazionale del Cinema di Berlino – 62° Edizione; è stato premiato con 5 David di Donatello, tra i quali il Premio come Miglior Film dell’anno e, ultimamente, anche con il “Nastro d’Argento dell’anno” assegnato dall’SNGCI, il sindacato dei giornalisti cinematografici.

Grazie anche al riconoscimento attributo all’ iniziativa dal mondo dello spettacolo, oggi assistiamo alla felice e intelligente realizzazione di nuovi progetti che impegnano al servizio della società , in un percorso professionale e di reinserimento, uomini segnati da un destino ingrato.  Il 28 settembre il Centro Studi Enrico Maria Salerno debutterà al teatro Quirino di Roma nello spettacolo, Exodus, che coinvolgerà una compagnia di detenuti-attori, già rodata dal successo di pubblico e critica de “Viaggio all’isola di Sakhalin”, nel maggio 2010, e di La leggenda di Fitzcarraldo, nel settembre 2011, entrambi per la drammaturgia e regia di Laura Andreini Salerno e Valentina Esposito. Si tratta di trenta attori di lunga pena che hanno recitato in un teatro “libero” fuori dalle mura del carcere, davanti a un pubblico di migliaia di persone,  grazie alla collaborazione tra il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, la Direzione di Rebibbia N.C., il Comando della Polizia Penitenziaria e la Magistratura di Sorveglianza.

Exodus, lo spettacolo che va in scena al Quirino, è la vicenda fantastica di un popolo in cammino e dell’ individuo alla ricerca del senso della propria esistenza. Parla dello smarrimento dei detenuti, il cui lungo viaggio all’interno del “circuito penitenziario” (recinto/gabbia – tenda/abito a strisce)  è obbligato dalla speranza di libertà, dalla possibilità di ritrovare una vita. L’arte  si rivela, in questo caso, uno strumento taumaturgico: il teatro, in particolare, diventa per i reclusi incontro sul piano emotivo e intellettuale con una realtà di altissimo respiro; fornisce strumenti nuovi per l’analisi della propria esperienza, attingendo alle parole dei poeti filtra il senso della  vita e dei rapporti con gli altri, li rinomina e realizza un nuovo assetto interiore. E noi, che abbiamo il piacere di assistere agli spettacoli dei detenuti-attori, cambiamo interiormente altrettanto: accorgendoci di quanto siamo umanamente simili a lro, ritroviamo la capacità di comunicare da uomo a uomo. Da non mancare. L’ingresso è libero fino a esaurimento posti.

28 settembre 2012 ORE 20.45 (ingresso  libero fino ad esaurimento posti)
EXODUS
ideazione e regia Laura Andreini Salerno e Valentina Esposito
drammaturgia  Valentina Esposito
con i detenuti attori della Compagnia della Sezione G8 del C.C. di Rebibbia N.C.
Fabio Albanesi Paolo Artipoli Giuseppe Borzacchiello Piero Proietti Caterinozzi Christian Cavorso Marco Dell’Unto Vincenzo Di Letizia Giovanni D’Ursi  
Roberto Fiorini Roberto Fois Emanuele Gemito Giacomo Gesù Toma Iovanovic Tommaso Marsella  Michele Minicozzi Romolo Napolitano Emiliano Piergallini Giancarlo Porcacchia
e con la partecipazione di  Fabio Rizzuto
costumi Paola Pischedda
luci Raffaelle Vitiello
laboratorio scenotecnico Enzo Grossi
grafica Alessandro De Nino
foto Livia Cannella
organizzazione Fabio Cavalli

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