Martedì, 18 Gennaio 2011 20:48

L’Histoire du Soldat alla IUC

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ROMA - Programma davvero sopraffino per questo concerto di inizio anno all’Istituzione Universitaria dei Concerti dell’università “La Sapienza” di Roma; il M° Francesco Lanzillotta con elementi dell’orchesta Roma Sinfonietta alle prese con due succulente opere del ‘900; l’“Historie du Soldat” – testo di Charles-Ferdinand Ramuz e musica di Igor F. Stravinskij – e “Laudes Creaturarum” sul “Cantico delle creature” di San Francesco ed altri due testi francescani in latino.


Inizio con Petrassi, con questo “obolo francescano” per sparuto organico – voce recitante, due clarinetti, clarinetto basso, due tromboni e violoncello – commissionato al M° nell’82 in occasione del centenario della nascita di San francesco d’Assisi (1182) – sempre nello stesso anno Petrassi ricevette un’altra commissione legata al centenario di Igor Fedorovic Stravinskij (1882), autore che esercitò un’ascendenza pressoché totalizzante sul linguaggio e sull’estetica del compositore romano – . Intensa quanto misurata l’esecuzione, con Peppe Servillo egregiamente nel ruolo e nella resa di un modulo, quello della voce recitante, utilizzato per la prima volta da Petrassi in una sua composizione. Altrettanto abili gli elementi strumentali nell’elogiare una condotta armonica a sé stante, totalmente indipendente dal materiale testuale quanto da una qualsiasi rispondenza di “affetti” ad esso legati; attenta e diligente, in tal senso, la direzione del M° Lanzillotta – davvero bravo questo giovane (almeno per gli standard nostrani) direttore impegnato in una costante crescita artistica, da alcuni anni alla direzione di orchestre di certificato pregio (tra queste l’Orchestra di Roma e del Lazio, l’Orchestra del teatro dell’Opera di Varna, I pomeriggi Musicali di Milano) – .


Seconda parte dedicata alla famosa “Histoire”, Opera da Camera costruita su uno strato di racconti popolari russi e che vanta una numerosa serie di riletture non soltanto in ambito teatrale-musicale. Opera di sopraffina sostanza sonora, incastonata all’interno di un singolare organico giocato su un’estetica degli estremi – violino, contrabbasso, clarinetto, fagotto, tromba, trombone, percussioni – in cui emerge la totale scomparsa di un registro di mezzo, arricchita da una scrittura modulare ma allo stesso tempo pregna di straripante fantasia, in cui emergono molti tra gli stilemi e i modelli cari al compositore di Oranienbaum (oggi Lomonosov), quali tango, ragtime – cui lo stesso ha dedicato magistali composizioni – valzer e marce corali.


Godibile, a dir poco, l’esecuzione, con Peppe Servillo impegnato nel recitativo, vivacemente riadattato dallo stesso in un “neoclassico” napoletano come intercalare. Pregevole il suo apporto anche sotto l’aspetto coreutico, forte della sua matura tempra di interprete e di front man teatrale con la Piccola Orchestra Avion Travel.
Chiudiamo con una nota di colore, a testimoniare l’inarrestabile regresso italiota in questa triste temperie del Bunga-bunga. Durante il bis, una signora di pelliccia vestita ha avuto di che lamentarsi per l’acustica, invero esente da particolari difetti, anzi adeguata al contesto come al solito. Le inevitabili reazioni di alcuni alla di lei mancanza di garbo piuttosto che sopire hanno avuto l’effetto di rinfocolare la sue rimostranze, culminate con vere e proprie grida a coprire quasi l’esecuizione, conclusa in maniera affrettata dagli interpreti, a dir poco sconcertati quanto l’intero uditorio. Piuttosto che ad una rappresentazione di musica colta, sembrava di essere in una qualche infima trasmissione di Costanzo o di Mario de Filippi. Povera patria, cantava qualche anno fa il buon Battiato.


Peppe Servillo – voce recitante
Ensemble Roma Sinfonietta
Francesco Lanzillotta – direttore

Goffredo Petrassi – “Laudes Creaturum”
Igor Stravinskij – “Histoire du Soldat”


Per informazioni e biglietti

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