Mercoledì, 27 Novembre 2019 10:04

Teatro Vittoria. “Fate come se foste a casa vostra” quel razzismo che si nega, ma c’è

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ROMA - “Fate come se foste a casa vostra” è una storia paradossale che analizza, in maniera tragicomica, il dramma dell’emigrazione e il rapporto etico e culturale che il cittadino medio di casa nostra ha con questo fenomeno. Soprattutto mette in luce non ciò che professa in pubblico, ma le emozioni che prova: dunque quello che realmente è.

Sul palco l’azione si svolge in uno Stato immaginario, nel quale il governo prevede che i proprietari di appartamenti spaziosi siano obbligati a ospitare un certo numero di profughi in seguito a un fantomatico “decreto dell’accoglienza”. Maria e Riccardo sono una coppia con un figlio che sta ristrutturando casa grazie a un lavoratore moldavo, e si vede assegnare una sudanese e un senegalese. Di fronte al fatto compiuto Maria perde ogni freno e fa l’impossibile per eludere la legge, come del resto suo marito. La convivenza non voluta con i nuovi diseredati di questo millennio, mette in luce le oscure ombre interne dalle quali solitamente ci si difende negando di essere razzisti.

Nell’impianto della commedia, che poggia su divertimento e satira, s’innestano anche testimonianze reali volutamente dissonanti che, a tratti, rendono lo spettacolo serio e non inquadrabile in un genere specifico. In modo particolare, la seconda parte cresce emotivamente e coinvolge. Recitata su musica “Fate come se foste a casa vostra” affronta i temi dell’islamofobia, delle torture nei lager libici, del razzismo latente e tollerato di un popolo che sostiene la chiusura dei porti e il non rispetto dei diritti umani.

Ma davvero l’immagine che l’italiano medio oggi offre di se, è così egoista? Purtroppo una signora tra il pubblico, alzando la voce in modo che tutti potessero sentirla, ha contribuito a convalidare la tesi. Di fronte al monologo di un attore che raccontava il calvario di un “povero cristo” fuggito da guerra, sofferenza e fame, gli ha gridato: “E non sei ancora morto?”

Teatro Vittoria di Roma  fino al 4 dicembre

COME SE FOSTE A CASA VOSTRA 

una commedia con 3 accenti drammatici 

scritto e diretto da Michele Cosentini 

con Sveva Tedeschi, Luca Ferrini, Alberto Melone, 

Ashai Lombardo Arop, Yonas Aregay, Paolo Roca Rey 

luci e fonica Multicolor Service, idea scenica Barbara Ferrini 

produzione Alt Academy 

con il patrocinio di Ambasciata della Repubblica Islamica dell’Afghanistan, Ambasciata della Costa d’Avorio, Ambasciata della Repubblica di Moldavia, Istituto Culturale dell’Ambasciata della Repubblica Islamica dell’Iran ed Istituto Nazione Rom.

Dal 26 novembre al 4 dicembre 2019 (ore 21.00, 27/11 h 17, domenica h 17.30) 

TEATRO VITTORIA - ATTORI & TECNICI _ Piazza S.Maria Liberatrice 10, Roma (Testaccio) 

Botteghino: 06 5740170 - 06 5740598 

Bruna Alasia

Giornalista e scrittrice

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